PROPAGANDA ELETTORALE E DANNO ERARIALE



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PROROGA FACILITAZIONI PER GPL E GASOLIO



































































































Sent Sent. 645/05     n. 21362                         REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA composta dai Magistrati: Giuseppe            NICOLETTI                               Presidente Adelisa            CORSETTI                               Referendario relatore Maurizio            MASSA                         Referendario ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 21362 del registro di segreteria ad istanza della Procura regionale per la Lombardia contro il Sig. R.M., nato a omissis ed ivi residente alla omissis rappresentato e difeso dall'Avv. Filippo Cocchetti, presso il cui studio ha eletto domicilio presso il suo studio in Brescia, Via Vittorio Emanuele II, n. 60. VISTI: il r.d. 13 agosto 1933, n. 1038, art. 26; il r.d. 12 luglio 1934, n. 1214; il d.l. 15 novembre 1993, n. 453 convertito nella l. 14 gennaio 1994, n. 19; la l. 14 gennaio 1994, n. 20; il d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito in l. 20 dicembre 1996, n. 639; il c.p.c., artt. 131, 132 e 133. VISTO l'atto introduttivo; LETTI gli atti e i documenti di causa.  UDITI, nella pubblica udienza del 22 settembre 2005 il Referendario relatore Adelisa Corsetti ed il Pubblico Ministero in persona del sostituto procuratore generale Massimo Chirieleison. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione depositato il 27 febbraio 2004, la Procura regionale ha convenuto in giudizio l'ex Sindaco del Comune di omissis R.M. per sentirlo condannare al pagamento della somma di euro 3.095,84, oltre a rivalutazione, interessi e spese di giudizio per il danno cagionato all'Amministrazione comunale in relazione all'illegittimo utilizzo di materiali e mezzi della stessa, ossia per aver assunto un'iniziativa estranea alle finalità istituzionali dell'ente con imputazione della spesa a carico del bilancio comunale. La notizia di danno proviene dalla Prefettura di omissis (nota 6 giugno 2002) che ha trasmesso l'esposto a firma del segretario provinciale della Lega lombarda-Lega nord di omissis M.G. nel quale si segnalava l'avvenuto invio, in data 20 maggio 2002, in occasione delle elezioni amministrative del 25/26 maggio dello stesso anno, di una lettera a firma del Sindaco e con logo del Comune che non costituiva atto necessario o anche meramente connesso alle pubbliche funzioni ricoperte dal M., bensì atto di pubblicità elettorale in favore della propria lista civica. Il danno veniva ipotizzato perché il costo della spedizione è stato indebitamente addebitato all'Amministrazione, anziché essere sostenuto dagli esponenti della lista civica sponsorizzata. Il Comune di omissis, invitato dalla Procura regionale a quantificare gli oneri sostenuti dall'ente in relazione alla predetta vicenda, ha svolto un'indagine conoscitiva presso i responsabili dei Servizi comunali per evidenziare quali, tra le risorse ad essi assegnate, fossero state utilizzate per l'invio della contestata lettera. Con nota del 25 settembre 2003, l'ente locale ha precisato che, nei giorni dal 20 al 23 maggio 2002, è stata spedita a tutte le famiglie, unitamente alla lettera in esame, una circolare dell'Ufficio tributi con cui venivano comunicate le nuove modalità di pagamento dei tributi comunali, per complessivi 12.000 pezzi. Nell'impossibilità di stabilire con precisione i costi sostenuti dall'Amministrazione comunale per ciascuna tipologia di lettera, l'ente ha ritenuto che la spesa complessiva dovesse essere ripartita in parti uguali: calcolando un totale di 6.000 pezzi, gli oneri aggiuntivi sostenuti dall'Amministrazione comunale (dettagliati per fornitura di carta, buste ed etichette autoadesive, spese postali, di stampa e di personale) sono stati quantificati in euro 3.095,84. Il comportamento dell'ex Sindaco, ad avviso della Procura regionale, è riprovevole  per violazione delle norme di cui alla l. 7 giugno 2000, n. 150, in materia di comunicazioni istituzionali, ed il danno derivato alle finanze dell'ente comunale è pari all'ammontare delle risorse e dei mezzi  utilizzati per l'invio della missiva. La condotta appare improntata a colpa grave perché risulta violata una norma di chiara interpretazione. La difesa del convenuto, con memoria depositata il 17 giugno 2004, fa presente che la condotta incriminata non costituisce danno patrimoniale per l'ente locale per due ordini di motivi: 1) la natura didascalico-divulgativa della lettera sottoscritta dal M., nella quale si riscontrano gli elementi propri della comunicazione istituzionale ex l. n. 150 del 2000. Al riguardo, viene allegata sentenza della Sezione giur. Lazio  (20 ottobre 2003, n. 2096) che esclude la responsabilità del Sindaco per fattispecie similare a quella per cui è causa; 2) l'assenza di danno per mancanza di autonoma fonte di spesa, in quanto sarebbero state utilizzati gli stessi involucri predisposti per la comunicazione I.C.I. All'udienza dell'8 luglio 2004, questa Sezione ha disposto approfondimenti istruttori (ordinanza n. 31/05 del 4 febbraio 2005), per acquisire i dati quantitativi della corrispondenza spedita dal Comune di omissis nel periodo 30 aprile/1° giugno, relativamente alle annualità 2001, 2002 e 2003 e l'elenco delle famiglie soggette al tributo I.C.I.   La relazione del Comune di omissis - depositata dalla Procura in data 28 aprile 2005 - ha evidenziato, per il quantitativo di corrispondenza spedita, un picco per l'anno 2002 (n. 13.655 plichi spediti) a fronte di un numero decisamente inferiore per l'annualità precedente e quella successiva (n. 4163 plichi per il 2001 e n. 4386 per il 2003), relativamente allo stesso periodo dell'anno. In mancanza di una banca dati dei soggetti tenuti al pagamento dell'I.C.I., l'Amministrazione comunale ha estratto il dato numerico richiesto dalla Procura considerando il quantitativo dei versamenti effettuati (5.387 in acconto e 5.592 a saldo).             l'Avv. Cocchetti, con memoria integrativa del 26 agosto 2005, ha contestato le predette risultanze istruttorie, per il limitato periodo dell'anno oggetto di indagine (30 aprile/1° giugno di ciascuna annualità), confermando nel merito la richiesta di assoluzione per le ragioni già esposte con l'atto di costituzione in giudizio. All'udienza, il P.M. ha evidenziato che l'esito dell'istruttoria è compatibile con quantificazione del danno contenuta nell'atto di citazione e, in punto di diritto, ha ribadito che la lettera incriminata non ha i requisiti, nè di forma e né di sostanza, della comunicazione istituzionale. Al termine della discussione, la causa è stata trattenuta in decisione. MOTIVI DELLA DECISIONE 1.         L'illecito amministrativo contabile ipotizzato dalla Procura attrice consiste nell'utilizzo, da parte del Sindaco uscente, di risorse umane e materiali dell'Amministrazione per il compimento di un'iniziativa estranea alle finalità istituzionali dell'ente, assumendo che la lettera inviata ai cittadini al termine della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 25/26 maggio 2002 costituisse atto di mera propaganda politica, anziché possedere i requisiti, di forma e di sostanza, della comunicazione istituzionale di cui alla l. 7 giugno 2000, n. 150.             Sussistono i requisiti per accogliere la richiesta di condanna formulata dalla Procura ravvisandosi, nella specie, gli elementi fondanti la responsabilità amministrativa del convenuto, consistenti nella condotta, nel danno, nell'elemento psicologico e nel nesso di causalità tra il comportamento illegittimo e l'evento dannoso. 2.         Il fatto contestato consiste nell'invio - a pochi giorni dalla consultazione elettorale alla quale l'ex Sindaco non poteva concorrere perché al termine del suo secondo mandato - di una lettera di commiato ai cittadini, con logo del Comune ed oneri a carico del bilancio dell'ente. In essa, il primo cittadino enumera i risultati raggiunti dall'Amministrazione da lui diretta e garantisce, in segno di continuità, il proprio appoggio alla lista civica guidata dall'ex vice Sindaco (divenuto candidato Sindaco nella campagna 2002).             Il punto controverso, dunque, consiste nell'accertare la rilevanza istituzionale della lettera, ossia la sua conformità ai dettami della l. n. 150 del 2000, esclusa dall'Organo requirente e rivendicata dalla difesa del convenuto, poichè dalla soluzione dell'anzidetta questione dipende la valutazione della condotta del Sindaco sotto il profilo della legittimità e, a cascata, la correttezza della imputazione al bilancio comunale delle spese correlate all'invio della missiva.             L'art. 1, della l. 7 giugno 1990, n. 150 disciplina, appunto, le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Esse hanno facoltà di porre in essere tali attività mediante “mezzi di comunicazione di massa attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici” ovvero con “ogni modalità tecnica ed organizzativa” (art. 1, co. 4), con ciò significando che il registro della comunicazione istituzionale non è vincolato, nè formale, per cui la scelta operata dall'ex Sindaco, quanto al mezzo utilizzato è astrattamente condivisibile. Le finalità che devono essere perseguite mediante l'attività comunicativa sono, invece, accuratamente circoscritte. L'art. 1, co. 5, stabilisce che “Le attività di informazione e di comunicazione sono, in particolare, finalizzate ad: a ) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative, al fine di facilitarne l'applicazione; b ) illustrare le attività delle istituzioni e il loro funzionamento; c ) favorire l'accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza; d ) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale; e ) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione degli apparati nonchè la conoscenza dell'avvio e del percorso dei procedimenti amministrativi; f ) promuovere l'immagine delle amministrazioni, nonchè quella dell'Italia, in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e visibilità ad eventi d'importanza locale, regionale, nazionale ed internazionale.” Date queste esplicite finalità, si evidenzia l'inconsistenza della tesi difensiva volta ad includere la lettera in questione nella categoria della comunicazione istituzionale, a meno di non voler valorizzare, come richiesto dal convenuto, lo scopo della “divulgazione alla cittadinzanza dei motivi per i quali il convenuto non si sarebbe potuto ricandidare nuovamente” (memoria 17 agosto 2004, pag. 7 e 26 agosto 2005, pag. 4). L'accentuazione di tale finalità varrebbe ad assimilare, ad avviso della difes......