PROROGA DEL TERMINE DELL'AUTORIZZAZIONE EDILIZIA



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RIMBORSI SPESE AGLI AMMINISTRATORI



































































































REPUBBLICA ITALIANA N REPUBBLICA ITALIANA   N. 4498/08 REG.DEC.          IN NOME DEL POPOLO ITALIANO   N. 9003  REG:RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,   Quinta  Sezione          ANNO 2007 ha pronunciato la seguente         DECISIONE      sul ricorso in appello n. 9003/2007, proposto da LIDL Italia s.r.l., in persona del rappresentante legale, rappresentata e difesa dall’Avv. Prof. Enzo Maria Marenghi ed elettivamente domiciliata presso il suo studio, in Roma, Piazza di Pietra, n. 63 CONTRO      ITALPIÙ Service, in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall'Avvocato Vincenzo Bizzarro, e domiciliata presso la Segreteria della Quinta Sezione. NONCHÉ NEI CONFRONTI      del comune di Casoria, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dagli Avvocati Giovanni Cresci, Mauro Iavarone e Mario D’Urso ed elettivamente domiciliato presso Rch. Ugo Caminiti, Via Ottorino Lazzarini, n. 19.      FUTURA s.r.l. – Monte Lucente Immobiliare -  in persona dei rispettivi rappresentanti pro-tempore, non costituiti; per la riforma      della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Terza Sezione, 18 ottobre 2007 n. 9665.      Visto il ricorso con i relativi allegati;      Visto l'atto di costituzione in giudizio della parte appellata;      Esaminate le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;      Visti tutti gli atti di causa;      Relatore alla pubblica udienza del 18 aprile 2008, il Consigliere Marco Lipari;      Uditi gli avv.ti Marenghi, Romano per delega di D’Urso, e Savastano per delega di Bizzarro, come da verbale di udienza;      Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO 1.      La sentenza impugnata, in accoglimento del ricorso proposto dalla società Ital Più Service a r.l., impresa operante nel settore del commercio al dettaglio, ha annullato i provvedimenti autorizzatori, edilizi e commerciali, adottati dal comune di Casoria, riguardanti l’esercizio di una media struttura di vendita della società LIDL ITALIA s.r.l.. 2.      La società appellante contesta la sentenza e chiede il rigetto del ricorso di primo grado. Il comune di Casoria aderisce all’appello. La Ital Più Service resiste al gravame, mentre le altre parti non si sono costituite in giudizio. DIRITTO 1.      È opportuno descrivere i fatti essenziali, all’origine della presente controversia.      La società Monte Lucente Immobiliare s.r.l. otteneva dal comune di Casoria l’autorizzazione edilizia n. 37 del 7 novembre 2001, per eseguire i lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento di un immobile destinato ad uso commerciale. L’atto fissava il termine di 150 giorni per l’inizio dei lavori.      In data 5 aprile 2002, poco prima della scadenza del termine, la società interessata chiedeva una proroga, per l’inizio dei lavori, di novanta giorni. La proroga richiesta era accordata dal comune, con atto del 26 giugno 2002.      In data 19 ottobre 2001, la società Futura s.r.l., locataria dell’immobile, otteneva dal comune di Casoria l’autorizzazione commerciale n. 2576, per la realizzazione di una media struttura di vendita, negli stessi locali oggetto dell’autorizzazione edilizia.      La LIDL acquistava dalla società Monte Lucente la proprietà dell’immobile e dalla società FUTURA s.r.l. il ramo di azienda concernente la struttura di cui all’autorizzazione commerciale n. 2576. Quindi, richiedeva all’amministrazione comunale il subingresso nell’autorizzazione commerciale rilasciata alla società FUTURA. Il comune accoglieva l’istanza, esprimendo il proprio parere favorevole alla voltura. 2.      La società Ital Più Service, esercente analoga attività commerciale nell’ambito del comune di Casoria, impugnava l’atto di autorizzazione alla voltura e gli atti connessi, compreso il provvedimento di proroga del termine di inizio dei lavori edilizi.      Con sentenza n. 8379/2005, il TAR per la Campania accoglieva il ricorso, giudicando illegittima la proroga dell’autorizzazione edilizia e, conseguentemente, annullava anche l’autorizzazione commerciale e n. 2756 e la sua voltura in favore della LIDL. 3.      Con decisione n. 5037/2006, questa Sezione annullava la sentenza n. 8379/2005, con rinvio al primo giudice, per difetto del contraddittorio. Osservava, infatti, che al giudizio di primo grado non avevano partecipato i soggetti titolari dell’originaria autorizzazione edilizia e dell’autorizzazione commerciale n. 2756.      Il giudizio di rinvio proseguiva, ritualmente, dinanzi al tribunale.      All’esito, con la sentenza ora appellata, pronunciata nei confronti di tutte le parti necessarie del giudizio, il tribunale ha sostanzialmente ribadito le proprie conclusioni di merito, giudicando illegittima la proroga del termine per l’inizio dei lavori edilizi, con la conseguente illegittimità derivata dell’autorizzazione commerciale e dell’atto che ha consentito il subingresso della LIDL. 4.      Secondo il tribunale, la proroga è illegittima, perché l’atto risulta adottato dopo la scadenza del termine di 150 giorni, per l’esecuzione dei lavori, previsto, in origine, dall’autorizzazione edilizia.      In particolare, la sentenza svolge la seguente motivazione. “La proroga presuppone che non sia intervenuta la scadenza del provvedimento prolungato, in quanto l’esercizio del potere di proroga produce effetti di ordine puramente temporale, essendo inteso a protrarre nel tempo, posticipandolo ad un momento successivo, il termine finale di un provvedimento ad efficacia durevole.      Ne consegue, secondo la medesima giurisprudenza, la necessità che il termine sia prorogato con un provvedimento discrezionale dell’Autorità amministrativa competente assunto anteriormente alla sua scadenza, a pena di inesistenza dello stesso (Cass. 26.2.1983, n.1464; Consiglio di Stato VI sez., 26.2.1983 n.1464, IV sez. n.954 del 28.10.1993).      In definitiva la proroga di un atto non può ammettersi qualora l’atto originario sia scaduto: essa è possibile solo se sopraggiunga prima della scadenza del termine, poiché – quale atto avente l’effetto di estendere il termine di efficacia di un provvedimento amministrativo - deve a questo collegarsi senza vuoti temporali ed intervenire dunque nella vigenza ed efficacia dell’atto su cui si salda, costituendo con questo un unicum temporale (Consiglio di Stato sez.VI, n.3349 del 21.6.2001).      Una volta scaduto il termine l’efficacia del provvedimento non può essere prorogata e per l’eventuale continuazione del rapporto occorre procedere all’a......