PUBBLICITA': ORDINANZA DI RIMOZIONE VALIDA SOLO SE PRECEDUTA DA NOTIFICA



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CONTROVERSIE SU TRIBUTI GESTITI DA UNA SOCIETA' MISTA



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana - I^ Sez. ha pronunciato la seguente sezione     n° 3092/05     n°1928/1995     SG prima     reg. dec.            reg.          ric. SENTENZA sul ricorso n.1928/1995 proposto da AFFITALIA s.r.l. rappresentata e difesa dagli Avv.ti Fulvio Lorigiola e Giannantonio Paiaro del Foro di Padova e dall’Avv. Marco Baricchi del Foro di Firenze – subentrati in corso di causa all’Avv. Vincenzo Maniscalco Inturretta - ed elettivamente domiciliata presso lo studio dell’Avv. Marco Baricchi in Firenze, Via G. Richa n.56; contro il Comune di Firenze, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Marco Selvaggi e Annalisa Minacci  ed elettivamente domiciliato presso l’Ufficio legale del Comune in Firenze, Piazza della Signoria (Palazzo Vecchio); per l’annullamento delle seguenti ordinanze del Sindaco di Firenze, tutte notificate in data 24 marzo 1995: - n.1249 del 25 febbraio 1995 relativa ad un cartello bifacciale luminoso di m. 6 x 3, con pubblicità “GUANTI CORAL”, in Via De Nicola, su terreno di proprietà privata, la cui seconda facciata risulta “non recante alcun messaggio pubblicitario”; - n.1415 del 3 marzo 1995 relativa ad un cartello luminoso monofacciale di m. 6 x 3, collocato in Via Simone Martini, su terreno privato, con pubblicità “32° FLORENCE GIFT MART”; - n.1416 del 3 marzo 1995 relativa a 2 cartelli luminosi di m. 6 x 3, posti in Via Sestese su terreno di proprietà privata, portante pubblicità “32° GIFT MART FLORENCE” (in effetti 1 cartello bifacciale); - n.1419 del 3 marzo 1995 relativa ad un cartello luminoso di m. 6 x 3 monofacciale recante pubblicità “RIFLE” e ad un cartello luminoso di m. 6 x 3 recante pubblicità “32° GIFT MART FLORENCE”, entrambi posti in Viale Astronauti su terreno di proprietà privata; - n.1447 del 3 marzo 1995 relativa ad un cartello luminoso di m. 6 x 3 recante pubblicità “32° FLORENCE GIFT MART” e di un cartello luminoso di m. 6 x 3 adiacente al primo, recante lo stesso messaggio pubblicitario, posti in Viale Alessandro Guidoni, su terreno di proprietà privata (in effetti cartello bifacciale); nonché di tutti gli atti presupposti e consequenziali, ed in particolare dei rapporti del Settore Funzionale n.3 della Polizia Municipale, citati dalle ordinanze predette e sui quali queste ultime sono fondate; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore il Consigliere Eleonora Di Santo; Uditi alla pubblica udienza del 16 marzo 2005 i difensori delle parti; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO Con il ricorso in esame sono state impugnate le ordinanze sindacali indicate in epigrafe con cui è stata ordinata la rimozione degli impianti pubblicitari nelle stesse indicati – sul rilievo che tali impianti sarebbero stati realizzati senza la necessaria autorizzazione comunale - entro e non oltre 15 giorni dalla notifica, con avvertimento che la mancata ottemperanza avrebbe determinato l’affidamento dell’intervento di rimozione a una ditta incaricata dall’Amministrazione, con rivalsa delle spese sostenute. Deduce la ricorrente a sostegno del gravame: 1) Violazione dell’art.24, comma 2, del D. Lgs. 507/93, secondo cui – a fronte di violazioni delle norme regolamentari comunali – va sì applicata una sanzione amministrativa, notificando però apposito preventivo verbale di contestazione, omesso invece nel caso di specie, ove menzionare anche la sanzione ripristinatoria della rimozione dell’impianto cui la predetta violazione si riferisce; 2) Eccesso di potere per travisamento dei fatti, contraddittorio comportamento dell’Amministrazione, motivazione incongrua, in quanto l’Amministrazione sapeva della esistenza degli impianti quantomeno perché la società ricorrente stessa ne aveva fatto denuncia ai fini del pagamento della relativa imposta, ed avrebbe poi incassato le somme relative; 3) Violazione di legge (legge 724/94 in materia di sanatoria edilizia), avendo la società ricorrente presentato istanza di sanatoria che paralizza, sino alla definizione della stessa, l’adozione di qualsiasi misura sanzionatoria. L’Amministrazione intimata ha eccepito l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, sostenendo che dall’accoglimento del ricorso in esame non potrebbe derivare alla ricorrente alcun vantaggio, considerato che i manufatti per cui è causa non risultano in precedenza autorizzati, non sono stati mai rimossi, alcuni di essi sono addirittura in contrasto con il vigente Piano Generale degli impianti pubblicitari, e in ogni caso la permanenza dei rimanenti impianti, indipendentemente dall’esito dei ricorso in esame, è condizionata dalla approvazione di un piano particolareggiato fino ad oggi neppure presentato. L’eccezione va disattesa, non ravvisandosi elementi sufficienti per poter pienamente escludere che residui un’utilità in capo alla ricorrente dalla positiva definizione della causa nel merito.   Ciò premesso, la censura di cui al terzo motivo di ricorso è del tutto in conferente in quanto, pur non essendo la normat......