QUALIFICA DI PS: E' CONFERITA A DISCREZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE



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DIRETTIVA SUI PIANI DI SICUREZZA



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA N.        2068  ANNO 1997 REG. RIC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 8869    REG.  SENT.. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana Sezione Seconda        ANNO 2005     composto dai Signori: Giuseppe DI NUNZIO   Presidente Vincenzo FIORENTINO   Componente; Stefano TOSCHEI    Estensore; ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. R.g 2068 del 1997 proposto da DELL’AGNELLO Walter, rappresentato e difeso dall’avv. Ruggero Morelli e domiciliato, in assenza di elezione di domicilio nel Comune di Firenze, presso l’Ufficio di segreteria di questo Tribunale amministrativo regionale in Firenze, Via Ricasoli n. 40; contro il COMUNE DI SAN VINCENZO, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Renzo Grassi ed elettivamente domiciliato in Firenze, Via Cavour n. 64, presso lo studio dell’avv. Luca Capecchi; il PREFETTO DI LIVORNO, non costituito in giudizio; per l’accertamento e la dichiarazione che la qualifica di agente di P.S. compete al ricorrente sin dalla pubblicazione delle sentenze di questo Tribunale che hanno annullato i provvedimenti di licenziamento e la sentenza della Corte d’Appello di Firenze che lo ha assolto definitivamente; e per l’annullamento dei provvedimenti emanati il 17 ottobre 1996 e 11 marzo 1997. Visto il ricorso con i relativi allegati; Vista la costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata e i documenti prodotti; Esaminate le ulteriori memorie depositate da entrambe le parti con nuovi documenti; Visti gli atti tutti della causa; Relatore alla pubblica udienza del 14 aprile 2005 il dott. Stefano Toschei; presente per la parte ricorrente l’avv. Ruggero Morelli nonché, per l’Amministrazione resistente, l’avv. Renzo Grassi; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO E DIRITTO        1. – Premetteva il Signor Walter Dell’Agnello di essere vigile urbano presso il Comune di San Vincenzo e di essere stato sottoposto a procedimento penale per il contestato reato di falso. In seguito a tale circostanza ed alla sentenza di primo grado con il quale il Signor Dell’Agnello era riconosciuto colpevole del reato ascrittogli e condannato alla pena di mesi due di reclusione, il Comune di San Vincenzo lo sospendeva dalla qualifica di agente di P.S., che gli era stata conferita con decreto del Prefetto di Livorno n. 2512 dell’1 settembre 1987.        Nel corso delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’odierno ricorrente, il Comune di San Vincenzo dapprima ne disponeva la sospensione cautelare dal servizio e, successivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna, provvedeva alla sua destituzione. Nello stesso tempo, su richiesta avanzata dal Comune di San Vincenzo, il Prefetto di Livorno sospendeva l’odierno ricorrente dalla qualifica di agente di P.S..        Riferiva il Signor Dell’Agnello che, avendo proposto ricorso giurisdizionale nei confronti delle decisioni assunte dal Comune nei suoi confronti, otteneva l’annullamento degli atti impugnati, di talché conseguiva la sua riammissione in servizio. Inoltre, avendo proposto istanza di revisione della sentenza penale di condanna, questa veniva accolta dalla Corte d’Appello di Firenze.        Soggiungeva il ricorrente che, in seguito ai fatti come sopra verificatisi, chiedeva al Prefetto di Livorno di riottenere il riconoscimento della qualifica di agente di P.S., ma tale richiesta veniva respinta sulla scorta del parere contrario espresso dal Comune datoriale, in ragione delle mansioni effettivamente svolte all’interno del Corpo della Polizia municipale. Egli inoltrava, quindi, al Comune di San Vincenzo, anche richiesta per ottenere la relativa indennità di P.S., ma il Sindaco respingeva la richiesta con nota 11 marzo 1997        Lamentando la illegittimità della nota sindacale che aveva provocato la reiezione dell’istanza volta a riottenere il riconoscimento della qualifica di agente di P.S., del provvedimento prefettizio che tale richiesta aveva negato nonché della nota sindacale che non aveva provveduto a consentire la corresponsione dell’indennità di P.S., in quanto affetti da numerosi vizi, il Signor Dell’Agnello chiedeva l’accertamento giudiziale del suo diritto ad ottenere la qualifica di agente di P.S. e, nel contempo, l’annullamento degli atti gravati.        2. – Si costituiva in giudizio l’Amministrazione comunale ribadendo la legittimità del comportamento assunto nella specie dagli Uffici, atteso che il ricorrente, dopo la sua riassunzione, era stato destinato a compiti meramente d’ufficio e, dunque, incompatibili con il possesso della qualifica di agente di P.S.. Da qui anche la legittimità del provvedimento prefettizio impugnato e della nota sindacale con la quale si escludeva la possibilità di corrispondere al Signor Dell’Agnello l’indennità di P.S..        3. – Il Collegio rileva preliminarmente come sia inammissibile la domanda di accertamento giudiziale del diritto del ricorrente ad ottenere il riconoscimento della qualifica di agente di P.S..        E’, infatti, inammissibile la domanda giudiziale di accertamento del diritto di un pubblico dipendente ad ottenere un beneficio legato alle modalità e condizioni di inquadramento dello stesso diversamente rispetto alla posizione attribuitagli dall’Amministrazione datoriale, dal momento che la sua aspirazione migliorativa deve necessariamente passare per ed essere riferita alla tempestiva impugnazione dell'atto autoritativo con cui è stata determinata, a suo tempo, la posizione retributiva e funzionale.        4. – Passando ad esaminare il merito della controversia, il Collegio ritiene che lo scrutinio relativo ai motivi di doglianza dedotti non conduce al loro accoglimento essendone rilevabile l’infondatezza.        5. – Come si è avuto modo di riferire poco sopra, i fatti sono i seguenti.        Il ricorrente, vigile urbano, è stato destinatario di un provvedimento di destituzione dal servizio per essere stato condannato in sede penale con connessa revoca dell’attribuzione della qualifica di agente di P.S. e della relativa indennità.        Il provvedimento di destituzione è stato annullato da questo Tribunale amministrativo regionale e successivamente, a seguito di istanza di revisione, è stata revocata anche la decisione di condanna per il reato che aveva provocato la destituzione.        Il Signor Dell’Agnello ha dunque chiesto, una volta riammesso in servizio per effetto della sentenza di questo Tribunale e in virtù della decisione di revoca della Corte di Appello, di vedersi riattribuita la qualifica di agente di P.S. con la connessa indennità.        L’Amministrazione comunale ha affermato, però, di avere adibito l’odierno ricorrente a soli compiti amministrativi, di talché il Prefetto gli ha negato l’attribuzione della qualifica di agente di P.S..        Va detto anche che vi è prova in atti del successivo favorevole (per il ricorrente) sviluppo della vicenda, dal momento che il Signor Dell’Agnello, nel 1998, è stato nuovamente adibito a compiti operativi dal Comune di San Vincenzo, con conseguente soluzione positiva della questione anche con riferimento alle competenze della prefettura.        Ne deriva che il ricorrente ora impugna, espressamente, due distinti atti (all’evidente scopo di ottenere l’indennità di agente di P.S. per il periodo precedente al 1998):