RANGO DELLE NORME DELLO "STATUTO DEL CONTRIBUENTE"



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Trasferimenti dei contributi Ici su immobili gruppo D



































































































CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 31 GENNAIO 2011, N CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 31 GENNAIO 2011, N. 2221 Fatto 1. L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, fondato su tre motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania meglio Indicata in epigrafe, con la quale è stata affermata la legittimità dell'utilizzazione di un credito d'imposta da parte della S.r.l. (...), contestata dall'Amministrazione finanziaria sulla base della norma contenuta nel D.L. n. 253 del 2002, che prevedeva la sospensione dei crediti d'imposta nel periodo di riferimento. 1.1.- Alla base di tale decisione è stato posto il richiamo all'D.L. n. 253/02, in contrasto con tale disposizione, in maniera, quindi, da. doversi disapplicare detta norma successiva, con conseguente legittimità dell'utilizzazione del credito. 1.2 - La società resiste con controricorso, illustrato da memoria. Diritto 2. - Con il primo motivo l'Agenzia delle Entrate deduce violazione e falsa applicazione degli art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.. Si sostiene che la Commissione tributaria regionale, per altro emettendo un giudizio eventualmente riservato alla Corte Costituzionale, avrebbe erroneamente ritenuto che in virtù di una legge ordinaria, che fissa principi di carattere generale, si possa disapplicare altra norma ordinaria, nel caso di specie, per altro, priva di efficacia retroattiva. 2.1. - Con il secondo motivo si prospetta violazione dell'D.L. n. 253 del 2002 non poneva alcun adempimento a carico del contribuente, ma solo un obbligo di "non fare"; si aggiunge che, assecondandosi la tesi contenuta nell'impugnata decisione quanto al divieto, in tema di. disposizioni tributarie, di prevedere adempimenti a carico del contribuente con scadenza anteriore al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore, verrebbe ad essere frustrata la possibilità di ricorrere, in detta materia, allo strumento del decreto legge. 2.2. - Con il terzo motivo si denuncia omessa o comunque insufficiente motivazione, ai sensi dell'art. 3 della l. n. 212 del 2000, senza alcuna indicazione specifica degli, adempimenti imposti al contribuente e scadenti prima del sessantesimo giorno. 2.3. - Il primo motivo è fondato e deve essere accolto. Deve innanzitutto richiamarsi il principio, già affermato da questa Corte in una fattispecie del tutto analoga a quella scrutinata e condiviso dai Collegio, secondo cui le norme della Cass., 6 aprile 2009, n. 8254). Giova ricordare, quanto agli aspetti dì natura costituzionale, che la Corte Costituzionale, nel ribadire che la norma contenuta nell'art. 62, comma 1, lett. a, della l. 27 dicembre 2002, n. 289) relativa all’obbligo di inviare, a pena di decadenza dai contributi ottenuti sotto forma di crediti d’imposta, i dati occorrenti per la ricognizione degli investimenti realizzati. Tale affermazione a maggior ragione è estensibile alla fattispecie in esame, nella quale, per altro, nessun adempimento è disposto a carico del contribuente, prevedendosi una mera sospensione della fruibilità dei crediti d'imposta. Mette ancora conto di precisare, quanto al generico richiamo contenuto nella decisione impugnata alla art. 3 della più volte richiamata l. n. 212 del 2000, senza che venga tuttavia affermato, come ritenuto dalla Commissione tributaria regionale, che una norma contenuta in una legge ordinaria successiva all'entrata in vigore dello Statuto del contribuente possa essere disapplicata sol perché ritenuta difforme da un principio in esso sancito. 2.4 - L'accoglimento del primo motivo, tale da comportare il completo assorbimento delle ulteriori doglianze, comporta la cassazione della decisione impugnata. Ricorrono, per altro, i presupposti per la decisione nel merito, nel senso del rigetto del ricorso introduttivo, non essendo all'evidenza necessaria alcuna ulteriore acquisizione, attesa la natura squisitamente giuridica delle questioni esaminate. La S.r.l. (...) in conseguenza della soccombenza, va condannata al pagamento delle spese processuali relative all'intero giudizio, liquidate come in dispositivo. PQM Accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo. Condanna la controricorrente al pagamento delle spese processuali dell'intero giudizio, liquidate in € ……,00 per ciascuno dei precedenti gradi di merito, ed € ……,00 per il presente giudizio di legittimità, oltre spese prenotate a debito.   ......