REGIME CONTRIBUTIVO: INDENNITA' AI SUPERSTITI



(continua a leggere)


Sportello informativo ' Sicurezza lavoro'



































































































Roma, 08/07/2003 Roma, 08/07/2003 INFORMATIVA N.37 istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica Direzione Centrale Trattamenti Pensionistici Ufficio I – Normativa e-mail: dctrattpensuff1@inpdap.it Ai Direttori delle Sedi Provinciali e Territoriali e per il loro tramite: - Alle Amministrazioni dello Stato - Alle altre Amministrazioni ed Enti iscritti all’INPDAP Alla Corte dei Conti Ufficio di coordinamento Delle Sezione regionali di Controllo Via Baiamonti, 25 00195 ROMA Alle Organizzazioni Sindacali Nazionali dei Pensionati Agli Enti di Patronato E p.c. Alla Direzione Centrale per la Segreteria del Consiglio di Amministrazione Organi Collegiali e Affari Generali Ai Dirigenti Generali Centrali e Compartimentali Ai Coordinatori delle Consulenze Professionali   OGGETTO: Decreto 13 gennaio 2003 – Modalità e termini per il conseguimento dell’indennità una tantum ai superstiti ai sensi dell’articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335. SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Destinatari 3. Requisiti e condizioni. 4. Misura dell’indennità una tantum. 5. Modalità operative. 6. Aspetti connessi con altri istituti giuridici.   1. Premessa. In attuazione del disposto dell’articolo 1, comma 20, della legge n. 335/1995, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha emanato il Decreto 13 gennaio 2003 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del giorno 11 febbraio 2003 – Serie generale n. 34, con il quale sono state definite le modalità e i termini per il conseguimento dell’indennità una tantum nei confronti dei superstiti di un iscritto, destinatario di un sistema di calcolo esclusivamente contributivo, per i quali non sussistono i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione indiretta. Si ricorda che, a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 335/1995, agli iscritti a questo Istituto è stata estesa la disciplina del trattamento pensionistico a favore dei superstiti di assicurato vigente nell’ambito del regime dell’assicurazione generale obbligatoria (articolo 1, comma 41). In virtù di tale estensione, il diritto alla pensione indiretta, anche nel sistema contributivo, si consegue qualora l’iscritto alla data del decesso poteva far valere almeno quindici anni di contribuzione ovvero cinque anni di anzianità contributiva, di cui almeno tre nei cinque anni precedenti la data della morte, stante i riferimenti normativi richiamati nel preambolo del decreto interministeriale indicato in oggetto. 2. Destinatari. L’indennità una tantum, prevista dall’art.1, comma 20, della legge n. 335/1995, compete ai superstiti di assicurato il cui trattamento pensionistico sarebbe stato liquidato esclusivamente secondo il sistema contributivo. Per superstiti di assicurato aventi titolo all’indennità in parola, devono intendersi: a) il coniuge superstite anche se separato legalmente. Se al coniuge superstite separato era stata addebitata la responsabilità della separazione, lo stesso ha diritto all’indennità una tantum in parola soltanto nel caso in cui risulti titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; b) il coniuge divorziato purché ricorrano le seguenti condizioni: - il coniuge divorziato sia titolare di assegno di divorzio; - il coniuge divorziato non si sia risposato; - il rapporto assicurativo del coniuge deceduto sia iniziato anteriormente alla data della sentenza che ha pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. 3 Nel caso in cui dopo lo scioglimento del matrimonio l’ex coniuge deceduto si sia risposato, il Tribunale può disporre la ripartizione dell’importo dell’indennità una tantum tra il coniuge divorziato e il coniuge con il quale il lavoratore era legato in matrimonio alla data del decesso; c) i figli minori di anni 18; d) i figli studenti di scuola media o professionale di età non superiore a 21 anni, a carico del genitore al momento della morte e che non prestino lavoro retribuito; e) i figli studenti universitari, a carico del genitore al momento della morte e che non prestino lavoro retribuito, per gli anni del corso legale di laurea e comunque non oltre il 26° anno di età; f) i figli di qualunque età riconosciuti inabili e a carico del genitore al momento della morte; g) i soggetti che sono equiparati ai figli legittimi o legittimati ai sensi dell’art. 38 del DPR n. 818/57 e cioè: i figli adottivi e gli affiliati, quelli naturali legittimamente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati da precedente matrimonio dell’......