REGOLE PER AFFIDAMENTO INCARICHI ESTERNI



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NON SI POSSONO CONCEDERE PRESTITI ALLE SOCIETA' CONTROLLATE



































































































REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA   composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua                                                  Presidente dott. Antonio Caruso                                                           Consigliere dott. Giorgio Cancellieri                                                       Consigliere dott. Giancarlo Penco                                                           Consigliere dott. Angelo Ferraro                                                Consigliere dott. Giancarlo Astegiano                                                    I° Referendario dott. Gianluca Braghò                                              Referendario dott.ssa Alessandra Olessina                                              Referendario dott. Massimo Valero                                                           Referendario (relatore)   nella camera di consiglio del 2 aprile  2009   Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con il regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Vista la legge 21 marzo 1953, n. 161; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20; Vista la deliberazione delle Sezioni riunite della Corte dei conti n. 14/2000 del 16 giugno 2000, che ha approvato il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, modificata con le deliberazioni delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004; Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131; Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, commi da 54 a 57 Visto l’art. 46 del DL. 25 giugno 2008 n. 112, convertito nella legge del 6 agosto 2008 n. 133.   Considerato in fatto   In data 2 marzo 2009 il Comune di Cadorago (CO), ai sensi dell’art. 3, commi da 54 a 57, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha trasmesso alla Sezione Regionale di Controllo per Lombardia l’estratto del regolamento comunale sull’ordinamento generale degli uffici e servizi, modificato nella parte relativa all’affidamento degli incarichi di collaborazione autonoma con deliberazione di Giunta comunale n.17 del 3 febbraio 2009; Dall’esame del predetto estratto regolamentare non emergono i riferimenti ai principi ed obblighi in materia di affidamento d’incarichi per le società in house. Alla luce delle predette difformità del regolamento dai criteri enunciati dalla Sezione con le delibere 37/2008, 224/2008 e 37/2009/INPR, il magistrato istruttore ritiene che sussistano i presupposti per deferire la questione all’esame della Sezione.   Considerato in diritto   La legge finanziaria per il 2008 (l. 24 dicembre 2007, n. 244) nel dettare regole alle quali gli enti locali debbono conformarsi per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio e di ricerca nonché di consulenze a soggetti estranei all’amministrazione, ha previsto la necessaria emanazione da parte di ciascun ente locale di norme regolamentari in materia, il cui testo deve essere trasmesso alla competente Sezione regionale della Corte dei conti entro trenta giorni dall’adozione, anche nell’ipotesi di modifiche future a testi già approvati. Questa Sezione ha già individuato con le proprie deliberazioni n. 37/2008 e 224/2008 i criteri interpretativi della nuova normativa al fine di stabilire nell’esame dei regolamenti pervenuti uniformi parametri di verifica, nonché l’alveo giuridico in cui si sostanzia la funzione di controllo della Corte dei conti. Vanno a questo punto esaminati gli effetti della disposizione di cui al comma 57 dell’art. 3 della legge n. 244/2007, che obbliga gli enti a trasmettere alla Corte dei conti in un breve termine prefissato le disposizioni regolamentari di cui si tratta. La norma non contiene alcuna previsione sulle ricadute dell’obbligo, che di conseguenza vanno ricostruite applicando i principi generali. La prima affermazione a farsi è che secondo il dato testuale dell’art. 3 comma 57 della legge n. 244/2007 l’efficacia delle disposizioni regolamentari non è subordinata al loro esame da parte della Corte dei conti. Deve escludersi quindi l’effetto tipico del controllo preventivo di legittimità, che è integrativo dell’efficacia dell’atto. Nella logica di sistema l’obbligatoria trasmissione in termini temporali ravvicinati ad un organo di controllo esterno come la Corte dei conti va finalizzata all’esercizio di competenze desumibili dalle norme che regolano l’attività della istituzione. Si deve allora ricordare che funzione tipica delle Sezioni regionali della Corte dei conti rispetto agli enti locali è l’esercizio di un controllo di natura “collaborativa”. Peraltro la Corte costituzionale, con giurisprudenza ormai ampiamente consolidata ed univoca, ha affermato che il legislatore è libero di assegnare alla Corte dei conti qualsiasi forma di controllo, purché questo abbia un suo fondamento costituzionale, rinvenendo, peraltro, detto fondamento in una lettura adeguatrice al nuovo assetto della Repubblica di norme originariamente dettate per lo Stato, quali gli artt. 100, 81,97 primo comma e 28 della Costituzione (cfr. sentenza Corte Cost. n. 179/2007). In questo quadro di rapporti istituzionali l’obbligo di trasmissione alla Corte dei conti di atti e documenti da parte degli enti locali non può essere fine a se stesso ma deve essere finalizzato allo svolgimento di funzioni (cfr. in proposito la deliberazione di questa Sezione n. 11 del 26 ottobre 2006) La trasmissione di regolamenti deve, pertanto, ritenersi strumentale al loro esame e ad una pronuncia della Corte dei conti. In relazione alla natura dell’atto il controllo della Corte dei conti è ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, dovendosi assumere a parametro delle disposizioni regolamentari lo statuto dell’ente, i criteri deliberati dal Consiglio, i limiti normativi di settore ed in particolare l’art. 7 del D.Lgv.......