RELAZIONE AL PARLAMENTO SULL'ADDIZIONALE IRPEF 2006



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OMNICOMPRENSIVITA' DELLA RETRIBUZIONE



































































































RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO sullo stato di attuazione della ADDIZIONALE COMUNALE ALL’ IRPEF -- ANNO 2006 -- (ai sensi dell'articolo 3, comma 1, decreto legislativo n. 360 del 1998) -- Elaborazione dei dati disponibili al maggio 2006 -- Giugno 2007 INDICE 1. - Disciplina normativa a tutto l'anno 2006 2. - Dati oggetto della relazione 3. - Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa 4. - Enti che hanno applicato l'addizionale IRPEF 5. - Attribuzione ai comuni interessati all'addizionale comunale IRPEF facoltativa 6. - Gettito dell'addizionale 7. – Elaborazioni 8. – Conclusioni Allegato A Allegato A (versione "accessibile") Allegato B Allegato B (versione "accessibile") Grafici Tabelle 1. Disciplina normativa a tutto l'anno 2006. Il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360 relativo alla “Istituzione di una addizionale comunale all'IRPEF”, e dalle successive modifiche disposte dalle leggi 13 maggio 1999, n° 133, 21 novembre 2000, n° 342 e 23 dicembre 2000, n° 388. L’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo prevede che: "il Governo trasmetta al Parlamento una relazione annuale sullo stato di attuazione del provvedimento, evidenziando le risorse aggiuntive acquisite dalle province e dai comuni. ….." e che nella presente relazione venga illustrata la situazione economico-finanziaria degli Enti Locali a seguito dell’attuazione delle disposizioni normative in materia di addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con l’obiettivo di evidenziare le risorse aggiuntive acquisite dai comuni, dato che l’addizionale provinciale all’IRPEF non ha ancora trovato applicazione. L’articolo 1 del citato decreto legislativo, ha previsto, dall’anno 1999, la facoltà da parte dei comuni di applicare un'addizionale comunale all'IRPEF, il cui gettito, per gli anni 1999-2003 è stato ripartito ed erogato, rispettivamente, negli anni 2000-2004 dal Ministero dell’Interno: in sostanza, il gettito di ciascun anno è stato erogato ai comuni nel successivo esercizio finanziario. Ciò in quanto, ai sensi dei successivi commi 6 e 7 del predetto articolo 1, l’addizionale “…e' versata, unitamente all'imposta sul reddito delle persone fisiche, con le modalita' stabilite con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e dell'interno…” e  “…la ripartizione tra i comuni delle somme versate a titolo di addizionale e' effettuata, salvo quanto previsto dall'articolo 2, dal Ministero dell'interno, a titolo di acconto sull'intero importo delle somme versate entro lo stesso anno in cui e' effettuato il versamento…”. Sostanzialmente si attua una procedura complessa che passa attraverso varie fasi. La procedura relativa all’anno 2006, infatti, darà corso a varie erogazioni nel corrente anno 2007 e si concluderà compiutamente solo allorché il Ministero dell’economia e delle finanze renderà disponibili i dati riguardanti il reddito imponibile IRPEF dell’anno 2006 relativo ai Comuni, in base al quale sarà possibile determinare in via definitiva il gettito dell’addizionale di ciascun singolo comune e provvedere di conseguenza ai relativi saldi, erogando quelli positivi e trattenendo i negativi. Tornando all’esame della disciplina normativa, si sottolinea che la misura di applicazione dell'addizionale IRPEF (articolo 1, comma 3), nell’anno esaminato, non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre. Va chiarito che tra i comuni censiti sono esclusi quelli appartenenti alle regioni Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, i quali in base alla legislazione speciale in tema di autonomie locali sono esclusi dal sistema ordinario dei trasferimenti erariali (vedi anche paragrafo 3). Dal fenomeno oggetto del presente studio, emerge che l'addizionale comunale all'IRPEF, rappresenta una innovazione nel panorama delle entrate proprie dei comuni, nei confronti dei quali determina una maggiore autonomia finanziaria. Infine, sembra utile evidenziare che il complesso iter applicativo dell'addizionale comunale all'IRPEF, prevede adempimenti a carico dei sostituti d'imposta ed il successivo intervento del Ministero dell'interno, per la conseguente attribuzione del gettito ai comuni. Ciò comporta diverse procedure di pagamento nel corso dell'anno finanziario, a tutto vantaggio degli enti locali interessati. Infatti, questo Ministero non procede ad un unico pagamento, ad avvenuta acquisizione di tutte le somme, ma aziona tempestivamente le procedure di pagamento appena raggiunto un congruo importo da assegnare. Tale gestione permette agli enti locali di fruire del gettito dell'addizionale nei tempi più rapidi consentiti dalla procedura. Si ritiene utile specificare che il sistema descritto è destinato a mutare in relazione alle disposizioni introdotte dall’articolo 1, commi 142 e 143, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per l’anno 2007), modificative delle disposizioni di cui al citato D.Lgs. n. 360 del 1998. Infatti, l’art 1, comma 4, del D.Lgs. n. 360 del 1998, come modificato dall’art. 1, comma 142, della legge n. 296 del 2006, dispone che il versamento di detto tributo venga effettuato in acconto ed a saldo unitamente al saldo dell’I.R.PE.F. Il comma 143 dell’art. 1 della legge n. 296 del 2006, d’altro canto stabilisce che il versamento dell’addizionale in esame sarà effettuato direttamente al comune di riferimento e regolamentato con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge finanziaria. Nelle more dell’entrata in funzione del nuovo sistema, le somme relative continueranno ad essere accreditate al Ministero dell’interno per la successiva attribuzione ai singoli enti locali. 2. Dati oggetto della relazione. Stante la particolare articolazione del tributo, come precedentemente descritta, la relazione esaminerà, per l’annualità 2006, i flussi di cassa delle somme riscosse ed assegnate in quell’arco temporale (quindi afferenti all’addizionale imposta nell’esercizio 2005) e darà atto, per lo stesso periodo, della situazione degli enti che hanno deliberato il tributo per quell’anno e delle relative aliquote, il cui gettito si concretizzerà nel corso dell’anno 2007 e sarà valutato e commentato nella prossima relazione. Più in particolare, i dati finanziari oggetto della relazione sono relativi alla addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2005, il cui gettito si è formalmente definito nel corso dell’anno 2006 e nell’anno stesso è stato materialmente erogato ai comuni aventi titolo. Si analizzano, poi, le aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF stabilite dai Comuni per l’anno 2006 e si determinano le relative previsioni di gettito, dati che, per una migliore valutazione del fenomeno, vengono raffrontati a quelli degli anni precedenti. Al riguardo, è opportuno sottolineare che a partire dall'anno 2002, a norma dell'articolo 11, comma 3, della legge 18 ottobre 2001, n. 383, le deliberazioni che fissano le relative aliquote divengono efficaci dal momento della loro pubblicazione sul sito www.finanze.gov.it, e non sono più pubblicate nella Gazzetta Ufficiale. Con decreto interministeriale del 31 maggio 2002 sono state fissate le modalità operative che i Comuni devono seguire a tale scopo. Tuttavia, diversamente dagli anni precedenti, l’elenco degli enti che hanno deliberato l’aliquota per l’anno 2006 ha subito integrazioni fino ad anno 2007 avanzato. Infatti, sul predetto sito, nei primi mesi dell’anno 2007, sono stati operati numerosi aggiornamenti alle aliquote dell’anno 2006. Di conseguenza i dati relativi alle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2006, utilizzati per le elaborazioni contenute nella presente relazione, sono quelli pubblicati sul sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze al maggio 2007. Essi sono relativi a n. 5.543 enti, in numero leggermente superiore a quello di n. 5.455 dell’anno 2005. Si ritiene, comunque, che aggiornamenti successivi potrebbero far variare, anche se non in modo significativo, tale numero di enti per cui, nel corrente anno, si dovrà procedere a vari conguagli nell’erogazione delle somme spettanti ai Comuni aventi titolo. 3. Misura dell'addizionale comunale all’ IRPEF facoltativa. La misura di applicazione dell'addizionale IRPEF non può eccedere il tetto massimo di 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali ed è stata ribadita dalla legge 21 novembre 2000, n. 342, che all'articolo 28 ha stabilito che i comuni possono deliberare la variazione dell'aliquota entro il 31 dicembre. Tuttavia, a norma dell'articolo 3, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, gli aumenti delle addizionali comunali all' IRPEF, deliberati successivamente al 29 settembre 2002, ancorché pubblicati, sono sospesi. Successivamente, l’art. 1, comma 51, della legge 30 dicembre 2004 n. 311 (finanziaria 2005) ha disposto la sospensione dell’applicazione di eventuali aumenti (o provvedimenti di prima applicazione) delle addizionali comunali all’IRPEF per gli anni 2005, 2006, 2007.......