REQUISITI PER LA VALIDITA' DELLE DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE



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CRITERI PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO PER I PICCOLI COMUNI



































































































                                   REPUBBLICA ITALIANA                          N. 1210/06 REG.DEC.                            IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                   N. 2968  REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, Quinta  Sezione                ANNO  2005 ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 2968 del 2005 proposto da GLUTTONY VENETO DI DIFAZIO EDUARDO & C. S.A.S., costituitasi in persona del socio accomandatario p.t. e l.r., sig. Eduardo Di fazio, rappresentata e difesa dall’avv. Luigi Isabella Valenzi, presso il cui studio elettivamente domicilia in Roma, via Pompeo Ugonio n. 3;  contro l’ECOPROGRAM S.R.L., non costituita in giudizio; e nei confronti  del COMUNE DI CORSICO, non costituito in giudizio; per la riforma della sentenza n. 6352 del 4.11.2004/13.12.2004 pronunciata tra le parti dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, sede di Milano, sez. III; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore il consigliere Gabriele Carlotti; Udito alla pubblica udienza dell’8.11.2004 l’avv. G. Lupi, su delega dell’avv. Luigi Isabella Valenzi, per la società appellante; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue. FATTO E DIRITTO 1. Viene in decisione l’appello promosso contro la sentenza specificata in epigrafe, con cui il T.a.r. della Lombardia, dopo aver respinto il ricorso incidentale proposto dall’odierna appellante, ha accolto quello principale dell’Ecoprogram S.r.l. e, per l’effetto, ha annullato l’aggiudicazione, in favore della Gluttony Veneto di Difazio Eduardo & C. S.a.s. (d’ora innanzi, per brevità, soltanto “Gluttony”), dell’appalto del servizio di distribuzione dei pasti e dei relativi servizi di pulizia, disposta dal Comune di Corsico con determinazione dirigenziale n. 1585/2003. 2. La società appellante lamenta l’ingiustizia e l’erroneità della sentenza. In dettaglio, la Gluttony ripropone i motivi del ricorso incidentale promosso in primo grado e spiega argomenti miranti a dimostrare l’infondatezza delle doglianze introdotte con l’originaria impugnativa. 3. All’udienza dell’8.11.2005 il ricorso è stato trattenuto in decisione. 4. L’impugnazione è fondata. 5. Ai fini di una migliore intelligenza delle ragioni della decisione, giova riferire sinteticamente i fatti di causa, traendo spunto, nella parte d’interesse, dall’esposizione contenuta nella narrativa della pronuncia avversata. 6. Il Comune di Corsico bandì una licitazione privata (del valore complessivo – IVA esclusa - di €. 2.219.564,70), da aggiudicare con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, avente per oggetto l’affidamento di plurimi servizi, tutti appartenenti alla categoria 17 (corrispondente, secondo l’allegato 2 al D.Lgs. n. 157/1995, alla denominazione “Servizi alberghieri e di ristorazione”, con “64” quale numero di riferimento della CPC), così analiticamente descritti: «… distribuzione dei pasti … pulizia delle stoviglie … lavaggio di teglie, carrelli, utensili e contenitori vari e quant’altro necessario alla distribuzione dei pasti e relativa consumazione nei terminali di consumo e negli asili nido … apertura, custodia, chiusura dei plessi scolastici statali ove si svolgono le attività mattutine e pomeridiane di pre e post orario comunali, … pulizia dei soli locali utilizzati per dette attività (aule e bagni) … pulizia di locali negli asili nido e scuole materne comunali, inoltre per quanto riguarda il Centro Produzione Pasti l’assistenza alla preparazione dei pasti ed il lavaggio e la sanificazione della cucina e delle sue attrezzature. La fornitura del materiale di pulizia per le cucine, scuole materne comunali e Centro Produzione Pasti, e la fornitura dei prodotti monouso per la distribuzione dei pasti …» (così, nel bando, sub II.1.6)). 7.  Tra le “Condizioni di partecipazione”, il medesimo bando, sub III.2.1.1), richiedeva come prova «A. (l’)iscrizione alla C.C.I.A.A. … per l’attività oggetto del presente bando, con numero, data di iscrizione e partita IVA». 8. All’esito della procedura di gara l’appalto venne aggiudicato all’odierna appellante; l’Ecoprogram– classificatasi al secondo posto nella graduatoria finale – insorse contro l’aggiudicazione, deducendo vari motivi di ricorso. 9. La Gluttony, a sua volta, propose un ricorso incidentale, mirante a paralizzare quello principale, contestando, sotto vari profili, la legittimità dell’ammissione alla gara dell’Ecoprogram onde negarne il reale interesse all’impugnativa. In particolare, le difese articolate nel ricorso incidentale vertevano sulla denuncia a) della mancata produzione, da parte dell’Ecoprogram di una valida dichiarazione sostitutiva del certificato d’iscrizione alla Camera di commercio, b) dell’estraneità dell’oggetto sociale della ricorrente principale rispetto a quello descritto nel bando ed, infine, c) dell’omessa dimostrazione di aver conseguito, nel triennio 2000-2002, una fornitura di importo pari o superiore a 259.000 euro (altra condizione di partecipazione). 10. Il T.a.r. respinse tutti i motivi del ricorso incidentale ed accolse invece la doglianza dell’Ecoprogram relativa alla pretesa illegittimità dell’avvenuta ammissione alla gara dell’aggiudicataria. 11. Tanto premesso, va detto che, ad avviso del Collegio, l’appello merita accoglimento nei termini di seguito precisati, posto che la sentenza impugnata non si presenta immune dai vizi denunciati. 12. In primo luogo deve stimarsi fondata la deduzione in ordine al mal governo, da parte del Tribunale lombardo, dei principi in materia di dichiarazioni sostituive. Il caso sottoposto al giudizio della Sezione offre, in effetti, l’occasione per chiarire alcuni aspetti della disciplina recata dall’art. 77-bis del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa – Testo A), introdotto dall’art. 15 della L. 16 gennaio 2003, n. 3. 13. È noto che la previsione, risolvendo positivamente una questione fino ad allora al centro di un vivace dibattito teorico, ha esteso oggettivamente il campo di applicazione delle norme in materia di documentazione amministrativa, contenute nei capi II e III del decreto sunnominato, includendo in esso il settore delle procedure di aggiudicazione ad evidenza pubblica.             Il rinvio comprende quindi le disposizioni in tema di semplificazione della documentazione amministrativa, novero al quale appartengono anche quelle in materia di dichiarazioni sostitutive, di cui all’art. 46 e ss.. 14. Orbene, il fondamentale interrogativo che affiora dal contraddittorio processuale investe la valutazione dell’idoneità giuridica della dichiarazione sostituiva di atto notorio, resa dal legale rappresentante dall’Ecoprogram, a comprovare il possesso dello specifico requisito di partecipazione prescritto dal bando (ossia, l’«iscrizione alla C.C.I.A.A. per l’attività oggetto del presente bando …»). 15. Al riguardo mette conto osservare che il testo dell’autodichiarazione dell’Ecoprogram, confezionata ai sensi e secondo le modalità prescritte dagli artt. 38 e 47 del D.P.R. succitato, per quanto concerne il requisito in parola, si compendia unicamente nella frase: «DICHIARA a) che l’impresa è iscritta alla C.C.I.A.A., per l’attività oggetto della gara, iscritta al n. 1421970 del 12/07/1993 a MILANO». 16. Il primo giudice ha inteso dissipare i dubbi prospettati dalla ricorrente incidentale, odierna appellante, affermando la piena validità della dichiarazione testé riportata.             In dettaglio, il T.a.r. milanese ha dato atto della perfetta osservanza del rigido formalismo imposto dall’art. 47, finanche  più rigoroso di quello previsto  dall’art. 46. 17. L’argomento utilizzato per respingere in questa parte il ricorso incidentale rivela, ad avviso del Collegio, il patente travisamento concettuale nel quale è incorso il tribunale, confondendo il piano della validità dell’autodichiarazione con quello della sua efficacia.             Difatti, a ben vedere, la censura della Gluttony (sviluppata nel I e nel II motivo dell’impugnativa incidentale) non investiva (rectius, non investiva soltanto) la “forma esterna” dell’autodichiarazione contestata, ma soprattutto si dirigeva contro q......