RESPONSABILITA’ DI SINDACO E DIRIGENTE



(continua a leggere)


CONTRIBUTO 5 MLN DI EURO AI PICCOLI COMUNI MONTANI



































































































N N. 39/2005REL REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale Regionale per la Toscana composta dai seguenti magistrati: - prof. Giancarlo Guasparri Presidente - dott. Francesco D' Isanto Consigliere - dott. Angelo Bax Primo Ref. Rel. ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità recante il n. 52653/R del registro di segreteria, promosso dal Sostituto Procuratore Generale ed instaurato con atto di citazione depositato in segreteria in data 30 giugno 2003 nei confronti del dott. Stefano Paolucci, rappresentato e difeso dagli avv.ti Renato Salimbeni e Giancarlo Lo Manto, presso i quali è elettivamente domiciliato in Firenze, alla via XX settembre n. 60, della sig.ra Lucia Berna, rappresentata e difesa dall' avv. Domenico Iaria, presso il quale è elettivamente domiciliata in Firenze, alla via de' Rondinelli n. 2, nonché nei confronti dell' arch. Walter Mazzolini, rappresentato e difeso dall' avv. Fabrizio Betti, presso il quale è elettivamente domiciliato in Firenze, viale Lavagnini n. 16 (studio avv. Domenico Zezza). Uditi, nella pubblica udienza del 15 dicembre 2004, il primo referendario relatore dott. Angelo Bax, il rappresentante del Pubblico Ministero nella persona della dott.ssa Acheropita Mondera Oranges e gli avv.ti Renato Salimbeni per il dott.Stefano Paolucci, l'avv.ssa Gabriella Mattioli, su delega dell' avv. Domenico Iaria, per la sig.ra Lucia Berna e l' avv. Sante Bazzoni, su delega dell' avv. Fabrizio Betti, per l' arch. Walter Mazzolini. Visto l' atto introduttivo del giudizio ed i documenti tutti del giudizio. FATTO Con atto di citazione del 30 giugno 2003 il Sostituto Procuratore Generale conveniva in giudizio davanti a questa Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti la sig.ra Lucia Berna, all' epoca responsabile dell' Ufficio di Segreteria Affari Generali (e dipendente del Comune di Sarteano dal 14 gennaio 1992 al 31 dicembre 1997) con la qualifica di istruttore direttivo amministrativo (VII q.f.) ed il dott. Stefano Paolucci, a titolo di sindaco pro - tempore sino alla data del 13 giugno 1994, in quanto ritenuti responsabili di un danno all' Erario pari a € 75.541,11, oltre agli interessi legali e spese di giudizio. La questione oggetto della controversia deriva da un esposto del 17 luglio 2001 con cui alcuni cittadini segnalarono alla Procura contabile l' esistenza di un asserito danno erariale conseguente alla sentenza del 12 dicembre 2000 del Tribunale di Montepulciano, che condannava il Comune di Sarteano al risarcimento dei danni causati alla sig.ra Elide Terrosi. Dalle risultanze istruttorie emergeva che quest' ultima, in data 28 maggio 1993, si infortunava a seguito di una caduta in piazza Bargagli, causata dal mancato ripristino di condizioni di sicurezza del manto stradale (avvallamento dello stesso causato da alcuni lavori di sbancamento), a seguito di lavori di fognatura, affidati in appalto alla ditta MO.VI.TER. s.n.c.. In data 16 luglio 1993 la sig.ra Terrosi, a mezzo del legale di fiducia, inviava una lettera al Comune denunciando il sinistro ed invitando l' Amministrazione a comunicarle il nome della compagnia assicuratrice, con la quale era stata stipulata la polizza per la responsabilità civile. Con nota ( del sindaco) del 31 luglio 1993 il Comune di Sarteano rispondeva che, nel periodo in cui era avvenuto il sinistro e nella zona in cui la sig.ra Terrosi era caduta, erano in corso lavori di risistemazione della rete fognaria appaltati alla ditta MO.VI.TER. s.n.c., e invitava l' interessata a rivolgersi alla menzionata ditta. In data 5 agosto 1993 il legale della sig.ra Terrosi chiedeva alla società MO.VI.TER. di conoscere il nome della compagnia assicurativa di tale società per poter provvedere a richiedere alla stessa il risarcimento dei danni subiti, avvertendo che, in difetto, si sarebbe provveduto ad agire giudizialmente. In data 16 febbraio 1994 la sig.ra Terrosi conveniva in giudizio presso il Tribunale di Montepulciano, il Comune di Sarteano, per sentirlo condannare al risarcimento dei danni subiti a seguito della suddetta caduta dipesa dal mancato ripristino del manto stradale in corrispondenza di un pozzetto e dall' assenza di alcuna protezione volta a segnalare la presenza di pericolo; in seguito il Comune di Sarteano chiamava in giudizio la società MO.VI.TER. e le Assicurazioni Generali con atto di citazione notificato in data 18 novembre 1994. Con decisione del 12 dicembre 2000 il Tribunale di Montepulciano condannava il Comune al risarcimento del danno, ritenendo l' Ente esclusivo responsabile dell' infortunio, dichiarando infondata la chiamata in causa dei terzi (la compagnia assicurativa Le Generali s.p.a., la ditta MO.VI.TER, e la compagnia assicuratrice di quest' ultima Italiana Incendi e Vita Rischi Diversi s.p.a.). Nella specie la chiamata in causa del Comune di Sarteano nei confronti della propria compagnia assicuratrice (Le Generali s.p.a.) era stata dichiarata risolta in sede preliminare di merito in quanto il diritto del Comune nei confronti della compagnia assicuratrice era ormai prescritto, ai sensi dell' art. 2952, comma 2, c.c., mentre era stata del tutto esclusa nel merito la responsabilità della MO.VI.TER. in ordine alla vicenda. La Giunta Municipale, con deliberazione del n. 56 del 31 maggio 2001 rinunciava ad impugnare la sentenza del Tribunale di Montepulciano e deliberava di addivenire ad una transazione con le parti interessate, definita con determinazione del responsabile dell'Ufficio Tecnico n. 454 del 5 giugno 2001. Sulla scorta della citata transazione il Comune versava alla sig.ra Terrosi la somma di £. 146.268.000 con mandato di pagamento del 25 luglio 2001. La Procura contabile, ravvisando un' ipotesi di danno erariale, provvedeva alla notifica dell' invito a dedurre, ai sensi dell' art. 5, comma 1, del D.L. n. 453 in data 15 novembre 1993, siccome convertito con L.n.19 del 14 gennaio 1994, nei confronti dei sigg. ri Stefano Paolucci (notificato in data 4 febbraio 2003) Lucia Berna (notificato in data 4 febbraio 2003) e del sig. Walter Mazzolini (notificato il 5 febbraio 2003). Nella specie la parte attorea asseriva la presenza degli elementi costituenti la responsabilità amministrativa, in particolare il nesso di causalità tra la mancata denuncia alla compagnia di assicurazione deI Comune (Generali s.p.a.) del danno causato a terzi, nella vigenza di una copertura assicurativa, e l' insorgenza del danno; la fondatezza dell' assunto, affermava la Procura contabile, era corroborata da un parere legale reso dallo studio legale Gracili, investito dal Comune della questione, e dalle stesse deduzioni rese dalla sig.ra Berna. Di converso, a seguito, delle deduzioni la Procura contabile escludeva in sede preprocessuale la responsabilità dell' arch. Walter Mazzolini, responsabile dell' Ufficio tecnico dal 26 maggio 1993 alla data odierna, atteso che dalla relazione in data 15 ottobre 2001, allegata alla nota del Comune di Sarteano n. 12535 in data 26 ottobre 2003, ulteriormente specificata con la nota n. 7480 del 20 giugno 2003, emergeva che "il responsabile della Segreteria seguiva le pratiche assicurative sotto il profilo dei rapporti contrattuali con la compagnia e quello dell' Ufficio Tecnico sotto quello degli aspetti concreti del sinistro, quando il sinistro riguardava il settore di propria competenza. Al momento del sinistro il posto di funzionario dirigente dell' Uffcio Tecnico era momentaneamente vacante, mentre apicale della segreteria era stata la dott.ssa Lucia Berna". Accanto alla responsabilità della sig.ra Berna, la Procura contabile contestava la responsabilità anche al dott. Stefano Paolucci, non rilevando la dedotta separatezza tra responsabilità politiche, proprie degli organismi elettivi, e burocratiche e di funzionamento, riservate ai funzionari, invocata dal sindaco evocato in giudizio. In specie, premessa la ridotta dimensione del Comune (poco più 4.000 abitanti), la omessa comunicazione dal sindaco alla sig.ra Terrosi della compagnia assicuratrice del Comune, unitamente all'omesso accertamento dell' avvenuta denuncia dell' incidente alla stessa compagnia da parte della responsabile della Segreteria Affari Generali, configurava senza dubbio un' ipotesi di responsabilità amministrativa a carico del dott. Paolucci. Sicché con riferimento all' indebito esborso del Comune il P.M. contabile citava in giudizio il dott. Stefano Paolucci e la sig.ra Berni, per quivi sentirli condannare al pagamento in favore dell'Erario il primo del 40% della somma di € 75.541,11, e la seconda del 60% della suddetta somma (o, per ambedue, della diversa somma acclarata in corso di causa) oltre agli interessi legali decorrenti dal momento dell'effettivo depauperamento del patrimonio dell'Ammini-strazione e sino all' effettivo soddisfacimento del creditore ed alle spese di giudizio. Con memoria difensiva del 20 novembre 2003 il dott. Stefano Paolucci si costituiva in giudizio a mezzo degli avv.ti Renato Salimbeni e Giancarlo Lo Manto. I patroni di parte, sulla scorta di una analitica ricostruzione dei fatti, chiedevano che il dott. Paolucci fosse discolpato da ogni addebito. Il sindaco puntualizzava alcune questioni in fatto: a) la lettera del 16 luglio 1993 della sig.ra Elide Terrosi ad oggetto la frattura del braccio della stessa e la richiesta risarcitoria era pervenuta presso l'Amministrazione il 20 luglio 1993 ed inviata dal Segretario comunale - addetto all' apertura ed allo smistamento della corrispondenza - tanto all' Ufficio Segreteria - quanto all' Ufficio Tecnico del Comune; b) quest' ultimo ufficio aveva precisato i luoghi di esecuzione dei lavori (ed in seguito in sede processuale civile era emerso che i lavori commissionati alla MO.VI.TER., alla data del sinistro, erano sospesi, giusto ordine di sospensione dei lavori del 16 marzo 1993 e che a quella data le opere relative alla piazza erano già stati realizzati); c) che sulla scorta del capitolato speciale d' appalto (artt. 16, comma 1, lett. b e d , 26 e 72) l' adozione delle cautele necessarie a garantire l' incolumità di terzi costituiva onere a carico dell' appaltatore, sul quale gravava la responsabilità per eventuali danni. Sulla scorta della premessa situazione fattuale in data 31 luglio 1993 venivano redatte dall' ufficio tecnico e firmate dal sindaco le note nn. 7067 e 7088 con cui, da un lato si invitava la danneggiata a rivalersi sulla ditta appaltatrice, e dall' altro si trasmetteva alla MO.VI.TER. la richiesta di risarcimento danni pervenuta dalla sig.ra Terrosi. Con successiva lettera del 5 agosto 1993, inviata per conoscenza al Comune, il legale della sig.ra Terrosi rivolgeva alla MO.VI.TER. la richiesta risarcimento del danno chiedendo il nominativo della compagnia assicuratrice, con l' avvertenza che, in difetto, avrebbe promosso azione giudiziale senza ulteriore preavviso; quindi la sig.ra Terrosi notificava la richiesta di risarcimento del danno al Comune di Sarteano (in data 16 febbraio 1994), che provvedeva a costituirsi in giudizio, ma, come suddetto, con esito sfavorevole, mentre l' impugnazione non era stata interposta perché ritenuta priva di fondamento dai legali investiti della questione. In punto di diritto il dott. Paolucci eccepiva in primis il difetto del nesso di causalità, sia perché non sussisteva un obbligo giuridico a carico del sindaco di denunciare il sinistro all' assicurazione del Comune,sia perché, in base alle indicazioni date in merito dall'Ufficio Tecnico (con nota del 31 luglio 1993) la responsabilità del cantiere era comunque a carico della ditta appaltatrice. Né, affermava il dott. Paolucci, l'omessa comunicazione del sinistro alla compagnia aveva avuto alcuna efficienza causale nella produzione del danno, atteso che dall' art. 3 delle condizioni generali della polizza stipulata con le Assicurazioni Generali s.p.a. "erano esclusi dalla copertura assicurativa i danni conseguenti "ad omessa esecuzione di lavori di manutenzione, riparazione e posa in opera"; sicchè la tempestiva comunicazione della denuncia di sinistro alla compagnia assicuratrice non avrebbe consentito una "copertura" assicurativa da parte delle Generali s.p.a. Infondata appariva anche la contestazione secondo cui il dott. Paolucci aveva colpevolmente omesso di inviare alle Generali Assicurazioni la denuncia di sinistro della sig. Terrosi e, comunque, di accertarsi che tale domanda fosse stata inviata dai funzionari competenti, atteso che il comportamento della danneggiata successivamente si era indirizzato verso una richiesta risarcitoria nei confronti della MO.VI.TER.; d'altro canto l' incarico dato al legale di fiducia per rappresentare gli interessi del Comune nei confronti della sig.ra Terrosi era stato conferito in data 18 febbraio 1994, ben prima dello spirare del termine prescrizionale (scadente il 16 luglio 1994). E, pertanto, unicamente una condotta connotata da "una grave negligenza del legale" (pag. 14 della memoria difensiva) aveva consentito il decorso ormai irreversibile del termine annuale prescrizionale. Vieppiù il principio della separazione tra attività di gestione, tra cui si poteva rinvenire la denuncia di un sinistro alla compagnia assicurativa, attribuita agli organi burocratici dell' ente e l' attività di indirizzo politico assegnata agli organi politici, determinava l'esclusione della responsabilità del sindaco (cfr. artt. 44 e 51 dello Statuto comunale): in particolare la gestione dei rapporti assicurativi era ripartita tra l' Ufficio Tecnico (titolare degli aspetti concreti del sinistro) e l' Ufficio di segreteria su cui gravava l' onere di inviare la denuncia di sinistro alla compagnia assicuratrice. Due ulteriori eccezioni sollevava il dott. Paolucci. La prima atteneva alla inappropriata rinuncia all' impugnazione della sentenza da parte degli organi comunali atteso che, avendo l'Amministrazione preso in carico le opere dopo il 13 aprile 1995 (delib. G. Comunale), susseguentemente al certificato di regolare esecuzione dei lavori del 27 gennaio 1995, non sussisteva responsabilità per il sinistro per l' Ente Comunale nel momento in cui lo stesso si era verificato (28 maggio 1993 , data in cui vi era stata la caduta della sig.ra Terrosi con frattura del gomito). La seconda atteneva alla responsabilità dei dipendenti e/o funzionari comunali degli uffici che, all' epoca dei fatti, avevano la responsabilità della vigilanza sullo stato delle strade ed aree pubbliche e dell' assunzione della cautele necessarie ad evitare danni nella circolazione di persone o cose. Con memoria del 20 novembre 2003 si costituiva in giudizio anche la sig.ra Lucia Berna. La convenuta in giudizio, premessa la ricostruzione dei fatti, e le proprie competenze "addetto che collabora all' istruttoria, predisposizione e formazione di atti e documenti, riferiti ad attività amministrative; l' attività si esercita collaborando con posizioni di lavoro a più alto contenuto professionale", ribadiva che le proprie competenze attenevano , tra le altre, "agli aspetti della stipula dei contratti con le varie compagnie assicurative, degli eventuali rinnovi al momento della scadenza e del pagamento dei premi". In punto di diritto la sig. Berna eccepiva la prescrizione, essendosi il danno erariale prodotto alla data del 19 luglio 1994, atteso lo spirare del termine (18 luglio 1994) entro il quale la richiesta di danni alle Assicurazioni Generali s.p.a. poteva essere esercitato: avendo, pertanto, la parte attorea notificato l' invito a dedurre (in data 4 febbraio 2003) e l' atto di citazione (in data 22 luglio 2003) l'azione risarcitoria era stata esercitata intempestivamente. Nel merito, asseriva il legale difensore della sig.ra Berna, vi era stata un' errata valutazione e ricostruzione dei presupposti di fatto dell' azione di responsabilità sotto il profilo del nesso di causalità. La causa determinante del danno, in realtà, derivava dall'omessa manutenzione della piazza comunale (e dal mancato adeguato controllo dell' operato della ditta esecutrice dei lavori in ordine al cattivo rifacimento del manto stradale) e non dall' omessa denuncia alla compagnia assicuratrice, siccome affermato dagli stessi legali del Comune nel parere reso (nell' aprile 2001) sull' opportunità di impugnare la sentenza del Tribunale di Montepulciano. In ordine al dovere gravante sull' Ufficio di Segreteria (e quindi alla sig.ra Berna) di presentare la denuncia alla compagnia assicurativa, la contestazione della Procura contabile era erronea, atteso che le competenze della sig.ra Berna, in tema di contratti di assicurazione, si limitavano al pagamento dei premi ed al rinnovo dei contratti al momento della scadenza, mentre la convenuta asseriva che, durante il periodo di servizio presso l' Amministrazione Comunale, non aveva mai provveduto a denunciare un sinistro alla compagnia assicurativa, limitandosi il suo intervento, nel caso di evento da denunciare, nel verificare quale fosse la compagnia con la quale la polizza da utilizzare era stata stipulata: e di ciò vi era ampia documentazione attestante le competenze del Sindaco o del Dirigente dell' Ufficio Tecnico (docc. 8-19). D' altro canto, ribadita la competenza e la prassi inveterata secondo cui responsabili della comunicazione erano il sindaco o il dirigente dell' Ufficio tecnico, anche a voler configurare una competen......