RESPONSABILITÀ PER RIFIUTO RISPOSTA SU ATTI D'UFFICIO



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Trasferimenti erariali 2011



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sez. VI Penale Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TITO GARRIBBA                                         - Presidente Dott. NICOLA MILO                                             - Consigliere Dott. FRANCESCO PAOLO GRAMENDOLA         - Consigliere Rel. Dott. LUIGI LANZA                                              - Consigliere Dott. ANNA PETRUZZELLIS                                - Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: PMT PRESSO TRIBUNALE DI CASTROVILLARI nei confronti di: 1) BRIA LUIGI N. IL 12/11/1955 * C/ avverso la sentenza n. 536/2008 GIUDICE UDIENZA PRELIMINARE di CASTROVILLARI, del 11/05/2009 visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in PUBBLICA UDIENZA del 18/05/2011 la relazione fatta dal Consigliere Dott. FRANCESCO PAOLO GRAMENDOLA Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Enrico Dellaye che ha concluso per l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata. Osserva in: FATTO E DIRITTO Con la sentenza indicata in epigrafe, il G.I.P. del Tribunale di Castrovillari dichiarava n.d.p. per non avere commesso il fatto ai sensi dell'art.425 cpp. contro Bria Luigi in ordine ai reati di cui agli artt.81-328 co.1°cp. (capo A) e 328/2° cp.(capo B). Si addebitava all'imputato nella sua qualità di Sindaco del Comune di Villapiana di avere rifiutato sistematicamente il compimento di atti di ufficio, riguardanti il fenomeno dell'inquinamento acustico, e che, per ragioni di igiene e sanità, andavano posti in essere senza ritardo a tutela della salute pubblica, nonchè di avere nella predetta qualità omesso di rispondere alle richieste, avanzate da Marzano Francesco in data 11/9/06 e 18/7/07, di accesso agli atti amministrativi, riguardanti gli orari di apertura e chiusura degli esercizi pubblici e le modalità di emissioni sonore nel periodo estivo, nonchè agli atti della polizia municipale, relativi ai controlli effettuati nel predetto ambito, lasciando decorrere infruttuosamente il termine di legge. In motivazione il G.I.P. richiamando varie delibere e ordinanze sindacali, relative alla zonizzazione acustica del territorio di Villapiana e la determinazione dell'orario di apertura e chiusura dei pubblici esercizi, nonchè diversi verbali della polizia municipale riteneva non sussistente l'ipotesi criminosa contestata al capo A) e quanto alla seconda ipotesi contestata al capo B) osservava che con nota in data 28/9/07 il segretario comunale, quale responsabile Area AA.GG.II aveva risposto alla richiesta di Marzano Francesco, fornendo i dati richiesti e scusandosi del ritardo, e che in ogni caso il ritardo non era addebitabile al sindaco, non potendo quest'ultimo essere considerato pienamente responsabile solo per la sua posizione istituzionale di ogni ritardo o inadempimento. Contro tale decisione ricorre il Procuratore della Repubblica e ne denuncia il vizio di violazione di legge e difetto di motivazione in riferimento agli artt.469 cpp e 328 co.1° e 2° cp.. Quanto alla prima ipotesi di reato, dopo avere evidenziato che il dispositivo di proscioglimento, per non avere commesso il fatto, configgeva con la motivazione in ordine alla ritenuta insussistenza del fatto, sostiene l'apparenza e la manifesta illogicità della motivazione, che si era limitata ad evocare tutta una serie di atti, che comprovavano l'esistenza del fenomeno, definito grave, ma nulla diceva sull'attività posta in essere per fronteggiarlo da parte del sindaco nella sua posizione di garanzia, che si articolava nell'obbligo di protezione, di controllo e di impedimento di reati. Secondo l'organo requirente il provvedimento impugnato era affetto da vizio in procedendo, laddove nulla diceva sulla inutilità del dibattimento e sulla valutazione prognostica in ordine alla potenzialità espansiva degli elementi di prova disponibili nel futuro dibattimento, in linea con il dettato della norma di cui all'art.469 cpp., come interpretata dalla giurisprudenza di legittimità. Quanto alla seconda ipotesi di reato evidenzia l'omissione del G.I.P., che non aveva considerato che la risposta alla richiesta del Marzano era avvenuta, ad opera peraltro non del responsabile del servizio, quando era già stata inoltrata la denuncia ed erano in atto le indagini di p.g., che la funzione del sindaco è disciplinata dall'art.50/2 del D.Lg.vo 267/2000, quale organo che sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti e adotta le ordinanze contingibili ed urgenti in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, e che infine non si era tenuto conto della prognosi di espansione e evoluzione dei dati acquisiti nel futuro dibattimento. Con memoria, pervenuta in data 18/4/2011, la difesa dell'imputato eccepisce la inammissib......