RETRIBUZIONE DELLE MANSIONI SUPERIORI



(continua a leggere)


NOZIONE DI STRADA AI FINI DELLE URBANIZZAZIONI



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N. 2130/07 REG.DEC.              IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                         N: 4383 RIC.   Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione                ANNO: 2006 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 4383 del 2006 proposto dal sig. Renzo GOBBI, rappresentato e difeso dall’avv. Bruno Pettinari ed elettivamente domiciliato in Roma,Ostia Lido, via A. Sancini n.11 (studio avv. Alberto Panunzi); contro l’AZIENDA UNITÀ SANITARIA UNICA REGIONALE, in persona del Direttore generale pro-tempore, (non costituita); l’AZIENDA UNITÀ SANITARIA UNICA REGIONALE –ZONA TERR.n. 9 di Macerata, in persona del rappresentante legale pro-tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Sergio del Vecchio e dall’avv. Luca Forte ed elettivamente domiciliata in Roma, viale Angelico n.38; l’AZIENDA UNITÀ SANITARIA UNICA REGIONALE –ZONA TERR.n. 9 di Macerata, in persona del Direttore generale pro-tempore , quale Commissario liquidatore della gestione stralcio (non costituita); - la REGIONE MARCHE, gestione stralcio UUSSLL, in persona del presidente pro-tempore, non costituita in giudizio; La Regione Marche, in persona del direttore generale pro-tempore dell’Azienda sanitaria Unica Regionale –zona territoriale n.9 di Macerata, già azienda USL n.9 di Macerata, (non costituita); per la riforma della sentenza n. 590 del 2005 del TAR Marche e per l’effetto per la dichiarazione: - d’illegittimità del silenzio rifiuto formatosi a seguito dell’atto di diffida notificato il 14 novembre 1997; - del diritto a percepire le differenze retributive maturate; nonchè per la condanna degli enti intimati al pagamento di somme determinate, oltre interessi e rivalutazione monetaria; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’ASUR –ZONA TERR.n. 9 di Macerata; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore il Cons. Giancarlo Giambartolomei ; Comparsi gli avvocati Pettinari, Del Vecchio, Forte; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue FATTO E DIRITTO 1.-Transitato dall’ex INAM all’USL n.15 di Macerata a seguito dell’entrata in funzione del servizio sanitario nazionale e, poi nella subentrata AUSL n.9, il sig. Renzo Gobbi fu formalmente inquadrato nel IV libello retributivo, con il profilo professionale di operatore tecnico. Nel presupposto di aver svolto mansioni proprie del VI livello (assistente amministrativo) il sig. Gobbi propose in primo grado due ricorsi, respinti dal TAR Marche, previa loro riunione, con sentenza n.590 del 2005. Il primo ricorso (notificato all’AUSL n.9 di Macerata) era diretto avverso il silenzio rifiuto formatosi sulla sua istanza-diffida, notificata il 14 novembre 1997, con la quale il sig. Gobbi rivendicava il pagamento delle differenze retributive dovutegli per aver svolto, a partire dal 21 novembre 1985, le mansioni di VI livello. Il secondo ricorso (notificato anche alla Gestione stralcio della soppressa USL n.15 di Macerata ed alla regione Marche) era diretto all’accertamento del diritto al pagamento delle differenze retributive per aver espletato mansioni superiori (di VI livello) per il periodo 1° gennaio 1989-31 dicembre 1994, nonché per la declaratoria dell’illegittimità del diniego di cui al verbale di conciliazione dell’8 luglio 1999 redatto presso la direzione provinciale del lavoro di Macerata. Il ricorrente affermò in primo grado, e ribadisce nell’atto di appello, di aver svolto mansioni non qualificabili come meramente esecutive perché impiegato presso il servizio d’accettazione dell’USL in forza di ordini di servizio (del 19 marzo 1981, del 26 novembre 1981, del 5 febbraio 1982, del 6 luglio 1984, del 29 settembre 1984) e, inoltre, della delibera del comitato di gestione 16 settembre 1984 n.560/bis. Nominato cassiere supplente, dal 21 novembre 1985 era addetto alla riscossione delle entrate dirette della USL d’appartenenza ( ordine di servizio 7 ottobre 1985, deliberazione del Comitato di gestione 21 novembre 1985 n.778). In tale veste avrebbe disimpegnato attività di segreteria, con diretta responsabilità. Conseguente sarebbe l’erroneità dell’interpretazione e dell’applicazione della normativa sui profili professionali (artt. 52 e 59 del dpr n.821 del 1984) che inficerebbe la sentenza di primo grado, viziata anche per essere stata omessa ogni valutazione su un ulteriore fatto prospettato (il dipendente Castellani, inquadrato nel profilo professionale di assistente amministrativo, aveva svolto le medesime funzioni del ricorrente). Previo espletamento della prova per testi ed eventuale nomina di CTU contabile, il sig. Gobbi domanda che, in riforma dell’impugnata sentenza, sia dichiarato il suo diritto alle differenze retributive quantificate in primo grado e che sia disposta la condanna alla corresponsione delle somme dovutegli (oltre interessi e rivalutazione monetaria). Si è costituita la ASUR- Azienda Sanitaria Unica regionale della regione Marche, succeduta ex lege alla Azienda USL n.9, eccependo preliminarmente nella memoria di costituzione ed in quella datata 2 gennaio 2007 la tardività del ricorso in appello, per mancato rispetto dei termini fissati dall’art. 21bis, co.II, della l. 6 dicembre 1971 n. 1034. Non appare che l’ASUR abbia formalmente riproposto (seppur richiamata in memoria nella esposizione in fatto) l’eccezione, dedotta in primo grado, d’inammissibilità del ricorso n.841 del 1999 in quanto attinente a questione identica a quella di cui al precedente ricorso n. 1515 del 1997. 2.-L’argomentata eccezione di tardività non ha positivo ingresso. 2.-1.-Nel caso in cui la pretesa azionata concerne il riconoscimento di un diritto soggettivo di natura patrimoniale nell’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di pubblico impiego, non vengono in evidenza provvedimenti di carattere autoritativo, ma soltanto atti paritetici che hanno la loro fonte esclusivamente e direttamente in norme legislative e regolamentari. A fronte della richiesta di tutela di un diritto soggettivo, nella specie non trovava ingresso il rito speciale previsto dall’art. 21 bis L. 6 dicembre 1971 n. 1034, introdotto dall’art. 2 L. 21 luglio 2000 n. 205, in materia di silenzio inadempimento e l’azione intrapresa (come puntualmente e con estrema sinteticità rappresentato dal giudice di prime cure) andava ricondotta tra quelle d’accertamento di un diritto, proponibili entro i termini prescrizionali. Così qualificata l’azione, l’appello non doveva essere notificato entro i ridotti termini del co II del citato art. 21 bis ( trenta giorni dalla notifica della sentenza o novanta giorni dalla sua pubblicazione). 2.-2.-La riunione dei due ricorsi proposti in primo grado superava e rendeva non conferente la parziale identità del loro petitum (i periodi di riferimento non sembrano essere coincidenti) mentre, a fronte di un’azione di mero accertamento, non venivano in rilievo le diverse seppur simili argomentazioni enunciate a sostegno della pretesa. 2.3.- Per perseguire un completo esame delle questioni preliminari possibili, il Collegio è indotto a porre l’attenzione sulla correttezza della chiamata in giudizio nel ric.1515 del 1997 della AUSL n.9, alla quale è succeduta la costituita ASUR (azienda sanitaria unica regionale), e non anche della gestione stralcio della soppressa USL n. 15 di Macerata, nella persona del Commissario liquidatore.  Secondo l’indirizzo giurisprudenziale di questa sezione (dec 3811 del 2004) l’esame della legge finanziaria 23 dicembre 1994 n.724 induce a ritenere che operi una successione a titolo universale delle Aziende sanitarie alle cessate UUSSLL. Da ciò discende la legittimazione attiva o passiva dell’Azienda ove si tratti d’accertare, come nella specie, la sussistenza del presupposto del rapporto –obbligazione-credito sulla base di elementi che ineriscono agli aspetti organizzativi dell’Ente, mentre si configura come successione a titolo particolare quella che riferisce alla Regione ed alle Gestioni stralcio rapporti di debito-credito già definiti. 3.- Nel merito il ricorso è, tuttavia, infondato. Con due note sentenze (23 febbraio 1989 n. 57 e 19 giugno 1990 n. 296), la Corte Costituzionale, in applicazione del principio dell’art. 36 della Cost., con riguardo ad una specifica norma (art. 29 dpr. n.761 del 1979), ha riconosciuto spettare il trattamento economico superiore agli impiegati del Servizio sanitario nazionale che avessero svolto mansioni superiori per un periodo eccedente i sessanta giorni dell’anno solare. Il principio di corrispondenza della retribuzione alla qualità e quantità del lavoro prestato di cui all’art. 36 della Cost. deve essere posto in correlazione con altri principi (tratti dagli artt.97 e 98 Cost.) di pari rilevanza costituzionale per cui, data per concretizzata l’indispensabile circostanza che una precisa disposizione di legge ha accordato nel settore sanitario effetti giuridici ed economici allo svolgimento di mansioni superiori, l’applic......