REVOCA DEI RAPPRESENTANTI NOMINATI DALL’ENTE LOCALE



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INCOMPATIBILITA’: DEVE ESSERE RIMOSSA ENTRO 10 GIORNI



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                                N.4787/04REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                    N. 4342 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta          ANNO  2003  ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 4342/2003 proposto da Murtas Giuseppe, rappresentato e difeso dall’avv.to G. Longheu elettivamente domiciliato presso l’avv. S. Amorosino via C. Menotti 24; CONTRO Amministrazione provinciale di Nuoro, rappresentata e difesa dall’avv.to E. Cotza, elettivamente domiciliato presso quest’ultimo in Roma, via Portuense n. 104, presso Studio A. De Angelis; e nei confronti -del Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna Centrale, rappresentato e difeso dall’avv.to E. Cotza, elettivamente domiciliato come sopra; -di A. Pisano, C. Tidu e G. Carboni, non costituitisi; per la riforma della sentenza TAR Sardegna n. 313 del 19.3.2003, con la quale sono stati riuniti e respinti i due ricorsi proposti da Giuseppe Murtas; Visto il ricorso in appello e relativi allegati; visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione provinciale di Nuoro e del Consorzio per l’area di sviluppo della Sardegna Centrale; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 9.3..2004, relatore il consigliere Aniello Cerreto ed uditi altresì per le parti gli avv.ti Longheu e Cotza; Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto: FATTO Con l’appello in epigrafe, il sig. Murtas ha fatto presente che era componente dell’Assemblea generale del Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Sardegna centrale in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale di Nuoro; che il mandato di componente dell’Assemblea, in forza dello Statuto consortile, aveva scadenza 24.11.2004; che il Presidente dell’amministrazione provinciale notificava al Consorzio un primo provvedimento (n. 210 del 9.8.2002), con il quale, considerato che i rappresentanti Dell’amministrazione in seno all’Assemblea del Consorzio erano da tempo scaduti, nominava altri tre rappresentanti (Pisanu, Tidu e carboni); che contro tale provvedimento proponeva un primo ricorso al TAR Sardegna, sostenendo che il suo mandato non risultava scaduto; che nelle more della camera di consiglio il Presidente dell’amministrazione provinciale adottava un nuovo provvedimento di revoca, reiterando la nomina dei tre nuovi rappresentanti; che con un secondo ricorso impugnava presso il TAR anche il nuovo provvedimento di revoca, ma il TAR riuniti i ricorsi li respingeva entrambi con la sentenza in epigrafe, ritenendo che l’Amministrazione, un volta venuta meno il rapporto di fiducia con i suoi rappresentanti, ben poteva revocarli senza ulteriore motivazione e senza che fosse tenuta a comunicare l’avvio del procedimento. Ha dedotto quanto segue: -il TAR aveva erroneamente ritenuta cessata la materia del contendere in ordine al primo provvedimento; -contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, nella specie era necessaria la comunicazione di avvio del procedimento al fine di contestargli i comportamenti e gli atti ritenuti contrastanti con l’indirizzo politico dell’Ente; -il  TAR aveva sostanzialmente ritenuto revocabile ad nutum l’incarico conferitogli, mentre occorreva tener conto degli indirizzi formulati dal Consiglio provinciale che nella specie erano stati stabiliti con la deliberazione consiliare n.73 del 29.9.200; -la revoca dell’incarico si basava genericamente sul fatto che i nominati non godevano più della fiducia dell’Amministrazione, in quanto non relazionavano tempestivamente e non risultavano in sintonia con gli indirizzi politici, senza specificare alcunché in proposito. Si sono Costituiti in giudizio il Consorzio e l’amministrazione provinciale. Il Consorzio ha rilevato che l’appellante era sopravvissuto agli esponenti di vertice della maggioranza politica che lo aveva nominato, per cui correttamente era stato sostituito una volta venuta meno tale maggioranza; che non poteva ritenersi efficace la delibera dell’assemblea del Consorzio n. 33/99 che ne aveva stabilita la scadenza in cinque anni dal 25.11.1999 e cioè in complessivi otto anni dall’inizio del mandato (1.1.1977), per cui doveva ritenersi legittimo il decreto n. 210/2002, integrato con il decreto 247/2002, in relazione all’intervenuta scadenza del mandato. Ha poi evidenziato la contraddittorietà esistente in alcune pronunce di TAR in ordine alla necessità o meno della comunicazione di avvio del procedimento nel caso di revoca di incarico fiduciario e comunque la sussistenza nella specie di un’adeguata motivazione. Considerazioni analoghe ha prospettato anche l’Amministrazione provinciale. Alla pubblica udienza del 9.3.2004, il ricorso è passato in decisione. DIRITTO 1.Con sentenza TAR Sardegna n. 313 del 19.3.2003 sono stati riuniti e respinti i due ricorsi proposti da Ladu Michele avverso i due decreti del Presidente dell’Amministrazione provinciale di Nuoro n. 210/2002 e n. 247/2002 con i quali gli era stata revocata la nomina a rappresentante della Provincia in seno all’Assemblea del Consorzio per l’area industriale di sviluppo della Sardegna Centrale ex art. 50, comma 8°, D. L. vo 18.8.2000 n. 267 ed erano stati nominati i nuovi rappresentanti. Avverso detta sentenza ha proposto appello l’interessato. 2.L’appello è fondato. Merita adesione la censura di difetto di motivazione. 2.1.Il TAR, dopo aver premesso che la controversia concerneva l’individuazione dei poteri spettanti al Sindaco del Comune, o al Presidente dell’Amministrazione provinciale, in relazione alla permanenza nell’incarico dei rappresentanti del comune o della Provincia presso Enti, Aziende ed Istituzioni ex at. 50 D. L.vo n. n. 267/2000, ha sostanzialmente ritenuto che la rappresentanza si fondava su un rapporto fiduciario, per cui la scelta dei nuovi rappresentanti e, conseguentemente, la revoca dei precedenti era congruamente motivata con riferimento alla presenza o rispettivamente all’assenza di quest’ultimo (senza ulteriore specificazione).