REVOCA DELL'ASSESSORE SENZA AVVIO DEL PROCEDIMENTO



(continua a leggere)


PUBBLICAZIONI ALL'ALBO PRETORIO SENZA DATI PERSONALI



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte – 2^ Sezione – ha pronunciato la seguente Sent. n.  937 Anno      2007 R.g. n.    1487 Anno      2006 SENTENZA In forma semplificata sul ricorso n. 1487/2006, proposto da FIUMARA Francesco, rappresentato e difeso dall’avv. Andrea Fenoglio ed elettivamente domiciliato presso lo studio dello stesso in Torino, via Palmieri n. 51, contro il Comune di Moncalieri (TO), in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Salvatore Mirabile dell’Avvocatura Comunale ed elettivamente domiciliato presso la Segreteria di questo Tribunale, per l'annullamento, previa sospensiva del decreto sindacale n. 48, emanato dal Sindaco in carica, signor Lorenzo Bonari, in data 10.11.2006, con il quale veniva revocata la nomina alla carica di Assessore, conferita al dott. Fiumara con decreto sindacale n. 54 del 23.09.2005; nonché ed in ogni caso per l’annullamento di tutti gli atti e provvedimenti presupposti, antecedenti e consequenziali, successivi e/o comunque connessi al predetto atto. Visto il ricorso con i relativi allegati. Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Moncalieri. Vista l’ordinanza di questa Sezione n. 696 del 20 dicembre 2006. Visti tutti gli atti della causa; Relatore alla Camera di consiglio del 11 gennaio 2007 la dott.ssa Emanuela Loria, in cui sono stati uditi l’avv. Mia Callegari, su delega dell’avv. Fenoglio, per il ricorrente e l’avv. Salvatore Mirabile per l’Amministrazione costituita; Visto l’art. 26, ultimo comma, della legge n. 1034 del 1971, come sostituito dall’art. 9, della legge 21 luglio 2000, n. 205; Sentite sul punto le parti comparse e ritenuto che sussistano i presupposti per definire il ricorso con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 26, commi 4° e 5°, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificato dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205; ESPOSIZIONE IN FATTO E MOTIVI DI DIRITTO Rilevato che, con il decreto impugnato n. 48 in data 10 novembre 2006, il Sindaco del Comune di Moncalieri, ha “REVOCA(TO) La nomina alla carica di Assessore conferita al (ricorrente) con decreto sindacale n. 54 del 23 settembre 2005, per le motivazioni in premessa esposte”nel cui preambolo, così, si afferma: “Richiamato il proprio precedente provvedimento n. 54 del 23 settembre 2005 con il quale, in attuazione del vigente Statuto comunale, veniva nominato alla carica di Assessore il dr. Francesco Fiumara (il ricorrente); Visto il successivo atto datato 23 settembre 2005 con il quale (il detto Sindaco) ha delegato all’Assessore Francesco Fiumara i poteri di indirizzo e di controllo nelle seguenti materie: lavori pubblici – arredo urbano – ciclo delle acque – viabilità – trasporti; Preso atto che l’Assessore Fiumara – già esponente dello S.D.I. – ha comunicato pubblicamente la sua adesione al movimento politico “I Moderati”, cui ha fatto seguito la costituzione in Consiglio Comunale di un nuovo gruppo consiliare ai sensi dell’art. 21 dello Statuto (comunicazione dei Cons. Volontà e Mammone prot. n. 55296 del 3.11.2006); Considerato che la scelta di aderire al nuovo movimento politico dell’assessore Fiumara ha determinato un clima di incertezza e di tensione all’interno della maggioranza politica che governa il Comune, che si ripercuote negativamente sull’operato della Giunta Comunale e sul regolare espletamento della sua attività istituzionale; Valutato che tali motivi determinano il venir meno del rapporto di fiducia del sottoscritto Sindaco con l’assessore Fiumara; Dato atto che il perdurare di tale situazione, approssimandosi importanti scadenze amministrative legate all’approvazione del Bilancio di previsione annuale e pluriennale e relativi allegati (tra cui il piano delle opere pubbliche) ed alla condivisione del programma politico amministrativo che lo contraddistingue, rende indispensabile provvedere celermente, omettendo la comunicazione di avvio del procedimento; Visto l’art. 46 comma 4 del Decreto legislativo 18.08.2000 n. 267; Visto l’art. 37 del vigente Statuto;”. Ritenuta l’infondatezza del primo motivo di ricorso - Illegittimità del provvedimento. Nullità. Violazione di legge. Violazione dell’art. 7 della legge n. 241/1990. Illegittima omessa comunicazione dell’avvio del procedimento amministrativo di revoca della nomina di assessore. Eccesso di potere per violazione del contraddittorio. Mancanza di preventiva contestazione dei fatti ascritti e lesione dei diritti di partecipazione al procedimento – atteso che (Consiglio di Stato, sezione V, 23 gennaio 2007 n. 209), l’atto di revoca dell’incarico di assessore comunale non è assoggettato alla previa comunicazione di avvio del procedimento tenuto conto di quanto previsto dall’art. 46, comma 4, del d.lgs. n. 267/2000, in base al quale “Il Sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio”, per cui la detta norma prevede una comunicazione motivata della revoca rivolta al consiglio comunale, ma non al diretto interessato, atteso che “le prerogative della partecipazione possono essere invocate quando gli interessi privati sono ritenuti idonei ad incidere sull’esito finale per il migliore perseguimento dell’interesse pubblico”, mentre, nel caso della revoca dell’incarico assessorile, la partecipazione diventa indifferente atteso che la valutazione degli interessi coinvolti è rimessa al sindaco cui compete in via autonoma la scelta e la responsabilità della compagine di cui avvalersi per l’amministrazione del comune nell’interesse della comunità locale, ciò che implica che la valutazione dell’operato del sindaco sia rimessa unicamente al consiglio comunale. Ritenuta l’infondatezza, anche, del secondo motivo di ricorso - Illegittimità del provvedimento. Eccesso di potere. Violazione di legge. Violazione degli artt. 3 della Legge n. 241/1990 e 46 de d.lgs. 18.8.2000, n. 267. Assoluto difetto di motivazione. Contreddittorietà di motivazione. Eccesso di potere, in quanto, come rilevato dal Consiglio di Stato nella sentenza, in precedenza citata, il provvedimento di revoca dell’incarico di un assessore riguarda una carica fiduciaria ed è difficilmente sindacabile in sede di legittimità se non sotto i profili formali e l’aspetto dell’evidente arbitrarietà in relazione all’ampia discrezionalità spettante al sindaco in qualità di capo dell’amministrazione comunale, per cui, nel caso di specie, poiché il decreto è motivato nei termini dianzi indicati, consistenti nel “venir meno del rapporto di fiducia del” Sindaco “con l’assessore Fiumara” (il ricorrente), per avere questi “già esponente dello S.D.I.” “comunicato pubblicamente la sua adesione al movimento politico i “Moderati”, cui ha fatto seguito la costituzione in consiglio comunale di un nuovo gruppo consiliare”, il Collegio ritiene che il decreto stesso non possa essere tacciato di “evidente arbitrarietà”, riguardando tale valutazione la scelta politica del sindaco, per cui il motivo non può essere accolto né sotto il profilo del difetto assoluto né sotto quello della contraddittorietà della motivazione. Ritenuto che, per quanto sopra, il ricorso sia infondato e quindi da rigettare. Ritenuto che sussistano giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese di lite. P. Q. M. Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte, Sezione II, pronunciandosi ai sensi dell’art. 26 della legge 6 dicembre 1971 n. 1034 come modificato dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, rigetta il ricorso in epigrafe. Compensa tra le parti le spese del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. Così deciso in Torino, nella Camera di consiglio del 11 gennaio 2007, con l'intervento dei sigg. magistrati: Giuseppe Calvo                              Presidente Ivo Correale                                   Referendario Emanuela Loria                               Referendario, estensore