REVOCA DELLA LICENZA



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NORMATIVA SULLE GARE E LEGISLAZIONE REGIONALE



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 7392/06 Reg.Dec. N. 5396 Reg.Ric. ANNO   1996 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto dal Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici è per legge domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, contro Reale Luciano, rappresentato e difeso dagli avv. ti prof. Silio Aedo Violante e Giancarlo Violante, ed elettivamente domiciliato con gli stessi in Roma, Nicola Ricciotti, n. 9 (studio avv. Colacino), per l'annullamento della sentenza n. 241 del 1996 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sez. VI, resa inter partes. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’appellato; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 31 ottobre 2006, relatore il Consigliere Giuseppe Romeo, uditi l’avvocato dello Stato Galluzzo e l’avv. Colacino per delega dell’avv. Violante Silio Aedo;   Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO             1.- Con l’impugnata sentenza, il TAR Napoli ha accolto il ricorso dell’istante avverso il provvedimento del Questore della Provincia di Napoli di revoca della licenza di commercio di preziosi di cui è titolare il ricorrente.             In particolare, le due ragioni su cui si fonda l’atto impugnato sono state ritenute inidonee a sorreggerlo: mancata registrazione di oro vecchio sul registro delle operazioni giornaliere (art. 128 TULPS), e pendenza di un procedimento penale a carico di congiunti.             2.- Appella l’Amministrazione, la quale chiede la riforma della sentenza impugnata, in quanto non è dubbio che il ricorrente abbia violato l’obbligo imposto di registrazione di oro vecchio sul registro delle operazioni giornaliere (non rileva la depenalizzazione di cui al D. L.vo n. 480/1994), e “una valutazione socialpreventiva ben può giustificare l’esercizio del potere di revoca ai sensi dell’art. 11 u.c. TULPS”.             3.- Si è costituito l’appellato, sostenendo l’infondatezza dell’appello, che è stato trattenuto in decisione all’udienza del 31 ottobre 2006.             4.- L’appello è infondato.             Il Questore della Provincia di Napoli ha giustificato la contestata revoca della licenza di commercio di preziosi di cui è titolare il ricorrente – appellato, adducendo la circostanza che alcuni congiunti sono stati “deferiti all’A.G. per i reati di associazione a delinquere” e che “il fratello registra anche condanne per estorsione continuata…”.             Ma una tale ragione, neppure in una logica “socialpreventiva”, alla quale si appella l’Avvocatura dello Stato, può valere a sorreggere il provvedimento impugnato, dal momento che i comportamenti dei familiari non sono suscettibili di determinare una valutazione negativa sul piano comportamentale di altro soggetto, seppure parente prossimo......