RICAPITALIZZAZIONI E RIPIANAMENTO PERDITE



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Progressioni verticali: nuovo orientamento della Corte dei conti



































































































CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE   Delibera n. 10/2010/SRCPIE/PAR   La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell’adunanza del 11 febbraio 2010, composta dai Magistrati: Dott.   Ugo REPPUCCI                                      Presidente Dott.   Gianfranco BATTELLI                             Consigliere Dott.   Walter BERRUTI                                    Referendario relatore Visto l’art. 100, comma 2, della Costituzione; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti; Visto il Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, con il quale è stata istituita in ogni Regione ad autonomia ordinaria una Sezione Regionale di controllo, deliberato dalle Sezioni Riunite in data 16 giugno 2000 e successive modificazioni; Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in particolare l’art. 7, comma 8; Visto l’atto di indirizzo della Sezione delle Autonomie del 27 aprile 2004 avente ad oggetto gli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva, come integrato e modificato dalla deliberazione della medesima Sezione del 4 giugno 2009, n. 9; Vista le richieste provenienti dal Comune di Canelli nn. 22924 e 22925 del 30 dicembre 2009, pervenute, protocollate in arrivo, la prima il 21 e la seconda il 4 gennaio 2010, di identico contenuto, ma indirizzate rispettivamente alla Corte dei conti in Roma e in Torino, recanti un quesito in materia di ricapitalizzazione e ripianamento delle perdite di una società pubblica partecipata dal Comune; Vista l’Ordinanza n. 4/PAR/2010 con la quale il Presidente di questa Sezione di controllo ha convocato la Sezione per l’odierna seduta e ha nominato relatore il Referendario Dott. Walter Berruti; Udito il relatore; Ritenuto in FATTO Il Comune di Canelli, con nota a firma del suo Sindaco, ha formulato una richiesta di parere, ai sensi dell’articolo 7, comma 8, della legge n. 131 del 2003, recante un quesito in merito alla possibilità di ricapitalizzare e ripianare le perdite di una società pubblica partecipata dal Comune, a seguito di condanna giudiziale di quest’ultima. In particolare, una società a capitale interamente pubblico, che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, sarebbe stata condannata, con sentenza del Consiglio di Stato, al pagamento di un’ingente somma per il danno arrecato ad un’impresa privata. Il fondo destinato a coprire i rischi derivanti dal contenzioso in corso non sarebbe risultato sufficiente a soddisfare il pagamento alla società privata di quanto riconosciutole dal Consiglio di Stato, pertanto la società partecipata dal Comune istante si troverebbe, oltreché nell’obbligo di soddisfare un debito di terzi, nella situazione di cui all’art. 2447 c.c. (“riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale”). Tanto premesso, il Comune istante chiede un parere in ordine alla possibilità per gli enti locali, soci di una società interamente pubblica, di contrarre mutui al fine di ricapitalizzare la società e di ripianare le perdite della stessa derivanti da una sentenza esecutiva. A tal fine, il Comune, sul presupposto dell’incertezza dell’attuale quadro normativo, individua due possibili soluzioni interpretative che sottopone all’attenzione di questa Sezione regionale di controllo. In primo luogo si chiede se le norme che consentono agli enti locali la contrazione di mutui solo per spese di investimento (art. 119, comma 6, della Costituzione, art. 30, comma 15, della legge 27 dicembre 2002 n. 289 e art. 3, commi 16 e 19, della legge 24 dicembre 2003 n. 350), non ammettendola dunque per il ripianamento di perdite di società pubbliche, possano ritenersi non applicabili quando le perdite di una società non derivino da una non corretta ed oculata gestione della stessa, bensì da una sentenza esecutiva ovvero quando il ripianamento delle perdite sia necessario al fine di procedere poi alla ricapitalizzazione. In secondo luogo si chiede se la previsione di cui all’articolo 194 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, che consente agli enti locali di ricorrere al debito fuori bilancio e alla contrazione di mutui nel caso di “sentenza esecutiva”, possa trovare applicazione anche per il caso in cui la sentenza esecutiva venga emessa, non nei confronti dell’ente locale, bensì nei confronti di una società di cui l’ente locale è socio e che opera in house. MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE La funzione consultiva delle Sezio......