RILIEVI DI INCOSTITUZIONALITA' SUL CODICE DELL'AMBIENTE



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ESERCIZIO DA PARTE DI PIU' ENTI DEL CONTROLLO ANALOGO



































































































N N. 00079/2009 REG.ORD.COLL. N. 00031/2008 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA Sul ricorso numero di registro generale 31 del 2008, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Federconsumatori Piemonte, Gruppo Iniziativa di Base Vercelli, Gilberto Valeri, rappresentati e difesi dagli avv. Edmondo Dibitonto e Fausto Raffone, con domicilio eletto presso il secondo in Torino, piazza della Consolata, 5; contro Autorita' D'Ambito N. 2-Biellese-Vercellese-Casalese, rappresentata e difesa dall'avv. Claudio Vivani, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Torino, corso Duca degli Abruzzi, 15; Comune di Vercelli, rappresentato e difeso dagli avv. Enrico Inserviente, Ludovico Szego, con domicilio eletto presso il primo in Torino, corso G. Ferraris, 120; nei confronti di Atena Patrimonio S.p.A.E e Atena S.p.A., rappresentate e difese dagli avv. Francesca Dealessi, Giorgio Santilli, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Torino, via Paolo Sacchi, 44; per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - dell'atto n. 211 dell'8.10.2007 della Conferenza dell'Autorità  d'Ambito n. 2, pubblicato dal 24.10.07 all'8.11.07, avente per oggetto: "Riconoscimento in tariffa del servizio idrico integrato del canone per l'uso delle reti idriche e fognarie del Comune di Vercelli. Approvazione atto di indirizzo.";- della deliberazione del Consiglio Comunale di Vercelli n. 91 in data 12.11.07, pubblicata dal 17.11.07 all'1.12.07, avente per oggetto: "Tariffa servizio idrico integrato - Indirizzi in materia di canone per l'uso delle infrastrutture idriche";- di eventuali atti anteriori e consequenziali ignoti ai ricorrenti; - dell'atto n. 214 in data 5.12.2007, della Conferenza dell'Autorità d’Ambito n. 2, pubblicato dal 4 al 18.2.2008,avente per oggetto "Comune di Vercelli. Assunzione di impegno di azzeramento del Canone di concessione per l'uso delle reti idriche e fognarie. Presa d'atto, Indirizzi"; - dell'atto n. 215 in data 5.12.2007, della Conferenza dell'Autorità d’Ambito n. 2, pubblicato dal 4 al 18.2.2008, avente per oggetto "Piano economico-finanziario in stralcio al Piano d'Ambito per il triennio 2007/2009 riguardante la gestione della S.p.A. ATENA Approvazione modifiche ed integrazioni"; - dell'atto n. 216 in data 5.12.2007, della Conferenza dell'Autorità d’Ambito n. 2, pubblicato dal 4 al 18.2.2008, avente per oggetto " Articolazione tariffaria per il servizio idrico integrato per l'anno 2007. Approvazione", limitatamente alla tariffa applicabile nel territorio del Comune di Vercelli (pag 7 dell'allegato B).   Visto il ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati; Esaminate le memorie difensive tutte versate in giudizio; Visti tutti gli atti della causa; Esaminato l'atto di costituzione in giudizio e le memorie difensive dell’Autorità d'Ambito N. 2-Biellese-Vercellese-Casalese; Esaminato l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Vercelli; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Atena Patrimonio S.p.A. e Atena S.p.A.; Relatore nell'Udienza pubblica del giorno 3/4/2009 il Referendario Avv. Alfonso Graziano e udita la discussione dei procuratori delle parti generalizzati nel Verbale di pubblica Udienza; Considerato in fatto e in diritto quanto segue.   1. Il gravame oggi sottoposto all’attenzione del Tribunale prospetta una tematica di grande rilevanza giuridica e di non lievi implicazioni sociali, investendo la questione della immediata applicabilità del principio di gratuità della concessione in uso delle infrastrutture afferenti al servizio idrico integrato (rete idrica, acquedotti, rete fognaria, manufatti accessori e strumentali) dai Comuni alle società di gestione dei servizi idrici. Ebbene, il principio in questione è scolpito all’art. 153 del d.lgs. n. 3.4.2006,n. 152 - di approvazione del nuovo c.d. codice dell’ambiente – il quale stabilisce che “le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali ai sensi dell'articolo 143 sono affidate in concessione d'uso gratuita, per tutta la durata della gestione, al gestore del servizio idrico integrato, il quale ne assume i relativi oneri”. La norma, segnala la Sezione, reca un’assoluta innovazione rispetto alla pregressa disciplina contenuta all’art. 12 della L. 5 gennaio 1994, n. 36 (c.d. Legge Galli) oggi abrogata, atteso che questa norma non stabiliva alcunché al riguardo, non precisando la natura, gratuita ovvero onerosa, della concessione in uso delle reti idriche. La gratuità si atteggia, pertanto, ad elemento di sicura novità rispetto al passato. Il dato letterale pressoché categorico della disposizione di cui al’art. 153, d.lgs. n. 152/2006 ha indotto infatti la dottrina ad affermare che la stessa sancisce la necessaria gratuità della concessione, discendendone l’illegittimità di deroghe in sede di convenzione, dovendo, pertanto, le infrastrutture essere obbligatoriamente concesse in uso gratuito al gestore del servizio. Può al riguardo convenirsi con tale opzione ermeneutica, stante il tenore all’evidenza tassativo e perentorio della norma in analisi, quale emergente dalla scansione lessicale e sintattica con la quale è formulata: “le infrastrutture (…) sono affidate in concessione d'uso gratuita”, rimarcandosi anche l’arco temporale di riferimento: “ per tutta la durata della gestione”. La quaestio iuris che, quindi, la Sezione è richiesta di dipanare concerne l’applicabilitào meno del predetto principio di gratuità - e correlativamente la sua portata e i suoi effetti - ai rapporti concessori già sorti al momento della sua entrata in vigore e, in particolare, alle convenzioni di gestione del servizio idrico già stipulate e perduranti fino alla scadenza convenuta. Il nodo da districare è, dunque, se il principio sancito dall’art. 153 del Codice, della necessaria gratuità della concessione delle reti e delle infrastrutture del servizio idrico integrato si imponga o meno, attraverso il noto meccanismo civilistico dell’inserzione automatica di clausole secondo il paradigma definito all’art. 1339 c.c., anche alle convenzioni accessive a provvedimenti concessori già in essere e contenenti, invece, la previsione di un corrispettivo a favore degli Enti locali e a carico dei gestori del servizio, cessionari quindi anche dell’uso delle infrastrutture strumentali al servizio idrico integrato. 2.1. Necessita al riguardo premettere una rapida illustrazione degli atti generali adottati dell’Amministrazione resistente e rilevanti nella fattispecie che occupa. Con deliberazione della Giunta Comunale di Vercelli n. 63 del 20.12.2000 veniva approvata una nuova convenzione quadro che all’art. 7 conteneva la previsione della possibilità che la società di gestione del servizio idrico integrato corrispondesse all’Ente locale un canone, sulla base di un “atto di concessione amministrativa nel quale verrà stabilito il canone a favore del Comune” per l’uso dei beni strumentali costituenti le dotazioni del servizio idrico. Veniva contestualmente approvato il relativo contratto di servizio e la concessione si presentava dunque come onerosa, in linea con il dettato dell’art. 9,co. 5 della L. Reg. Piemonte n. 13/1997, a mente del quale “la convenzione determina l’ammontare del canone di concessione del servizio idrico integrato che i soggetti gestori sono tenuti a corrispondere per l’affidamento delle predette infrastrutture”. In data 22.1.2003 con atto notarile a repertorio n.195 la convenzione suindicata veniva modificata prevedendosi la corresponsione a favore del Comune di Vercelli di un canone annuo pari ad € 2.435.000 da adeguare sulla base degli indici ISTAT. Successivamente, effettuata la privatizzazione della società di gestione Atena S.p.A. entro il 1.10.2003, ricorrendo all’uopo le condizioni della salvaguardia della gestione imposte dall’art. 113, co. 15-bis del d.lgs. n. 267/2000, l’Autorità d’Ambito competente deliberava con atto n. 149 del 13.3.2006, di riconoscere la prosecuzione della gestione fino alla data del 31.12.2023 in considerazione delle esigenze di ammortamento degli ingenti investimenti previsti dal Piano d’Ambito. Il canone concessorio di € 2.435.000 con relativo aggiornamento ISTA doveva essere pertanto corrisposto dal gestore al Comune per venti anni, coacervando, quindi, alla fine dei predetti venti anni, la considerevole somma di € 48.700.000.