RIMBORSO SPESE LEGALI AGLI AMMINISTRATORI



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ANNULLAMENTO ATTI IN VIA DI AUTOTUTELA



































































































REPUBBLICA ITALIANA Sent                       REPUBBLICA ITALIANA Sent. n. 159/2006/E.L. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA BASILICATA composta dai seguenti Magistrati: Dott. Vincenzo PERGOLA           Presidente f.f. (relatore) Dott. Giuseppe TAGLIAMONTE  Consigliere Dott. Antonio NENNA                  Primo Referendario ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 6580/E.L. del Registro di Segreteria, instaurato ad istanza della Procura regionale presso questa Sezione nei confronti di DELORENZO Carmela, nata a Montemurro (PZ) il 06/04/1953, rappresentata e difesa dall'avv. Vincenzo Savino e presso il cui studio, sito in Potenza via del Gallitello n. 177, elettivamente domiciliata, e di LATORRACA Vincenzo, nato a Moliterno (PZ) il 19/11/1964, rappresentato e difeso dall'Avv. Mario D'Urso e dall'avv. Antonio D'Urso ed elettivamente domiciliato presso l'avv. Filna Orlando in Potenza via Mazzini n. 51; Visto l'atto introduttivo del giudizio, nonché tutti gli altri atti e documenti della causa; Uditi, nella pubblica udienza del 16.5.2006, con l'assistenza del Segretario Sig.ra Maria A. Catuogno, il relatore Consigliere dr. Vincenzo Pergola, il pubblico ministero nella persona del Vice Procuratore Regionale dott. Ernesto Gargano, nonché l'avv. Mario D'Urso e l'avv. Vincenzo Savino per i convenuti; Ritenuto in FATTO La vicenda per cui è causa trae origine dall'adozione della  deliberazione n. 26 del 29/9/2004 con cui il Consiglio comunale di Moliterno riconosceva, ai sensi dell'art. 94 del         d. lgs. n. 267/2000, la legittimità del debito fuori bilancio per l'importo di euro 6.757,37, pari alle spese legali sostenute in un procedimento innanzi alla Corte dei conti dai signori Nicola Orlando, Angelo Sansone, Emanuela Lapadula e Teresa Alberti, già amministratori comunali di Moliterno. In precedenza, con sentenza n. 73 del 29/3/2001 la Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Basilicata aveva condannato gli amministratori comunali innanzi citati al pagamento di euro 1.024,13 ciascuno, oltre interessi e spese di giudizio, per aver adottato due deliberazioni di rimborso delle spese legali sostenute da alcuni consiglieri comunali per la difesa legale in un procedimento penale innanzi al Tribunale di Lagonegro. Successivamente, con sentenza n. 162 del 28/4/2003 la seconda Sezione Giurisdizionale Centrale di Appello accoglieva l'appello promosso dagli amministratori di Moliterno condannati in primo grado ed annullava la sentenza n. 73 della Sezione Giurisdizionale per la Basilicata. In data 18/3/04 gli ex amministratori sopra citati chiedevano il rimborso delle spese legali per un totale di euro 6.567,37, sostenute dagli stessi al fine di difendersi nei giudizi di primo e secondo grado svoltisi innanzi alla Corte dei conti ed il Comune di Moliterno con la suindicata delibera di C.C.        n. 26 del 29/9/2004 - trasmessa alla Procura della Corte dei Conti in ottemperanza di quanto previsto dall'art. 23 c. 5 della l.n. 289/2002 - ne riconosceva la legittimità. Le premesse della succitata delibera consiliare, tra l'altro, sottolineavano “che l'art. 3 del D.L. 23/11/96 convertito con modificazioni in legge 20/11/96 n. 639 prescrive che, in caso di definitivo proscioglimento, le spese legali sostenute dai soggetti sottoposti al giudizio della Corte dei Conti, sono rimborsate dall'Amministrazione di appartenenza”. Il rimborso veniva poi effettuato con mandato di pagamento n. 149 del 25/1/2005. L'atto introduttivo del presente giudizio evidenzia che nella fattispecie all'esame assume valore determinante il fatto che i giudici della II Seconda Sezione Giurisdizionale Centrale di Appello, facendo uso del proprio potere di statuire sul regolamento delle spese di giudizio, hanno dichiarato nella sentenza n. 162/2003 “ compensate le spese di giudizio in considerazione del danno comunque sopportato dal Comune di Moliterno”. Il  Requirente    sottolinea    che    con    riferimento   alle problematiche specifiche delle spese processuali nel giudizio contabile, è intervenuta la sentenza n. 17014 del 12/11/2003 delle SS.UU. della Cassazione che ha “concluso affermando che la sentenza, che ha rigettato la domanda di condanna del dipendente per responsabilità contabile ed ha provveduto sulle spese del giudizio (mediante dichiarazione di compensazione), si risolve nella sostanziale negazione del diritto al rimborso dalla amministrazione di appartenenza”. Ha poi richiamato varia giurisprudenza delle Corte dei Conti (tra cui anche diverse pronunce di questa Sezione) conformi al principio innanzi riportato. Da quanto innanzi riferito, secondo il Requirente, deriva che il rimborso delle spese di giudizio per l'importo di euro 6.757,37 effettuato dal Comune di Moliterno va considerato indebito e quindi dannoso per le finanze comunali. Del predetto danno, aumentato di interessi, rivalutazione e spese di giudizio e ripartito in parti uguali tra gli odierni convenuti, sono stati chiamati a rispondere il revisore dei conti               dott. Vincenzo Latorraca ed il responsabile del servizio finanziario del Comune sig.ra Carmela Delorenzo, per aver espresso parere favorevole alla delibera in questione, determinandone in tal modo, per la funzione rivestita e per il profilo tecnico-giuridico dell'argomento, l'approvazione da parte del Consiglio comunale. Nell'interesse del convenuto Latorraca si sono costituiti in giudizio gli avv.ti Mario D'Urso ed Antonio D'Urso, che, con memoria depositata in segreteria il 10.4.2006, hanno innanzitutto affermato che il riconoscimento del debito fuori bilancio effettuato con la delibera consiliare n. 26/2004, è stato assunto in perfetta aderenza della normativa di settore vigente ed alla consolidata giurisprudenza della Corte dei Conti. Hanno poi contestato le conclusioni che l'attore ha tratto dalla sentenza n. 17014/2003 delle SS.UU. della Cassazione, affermando che “Dalla esegesi di detta sentenza emerge per tabulas….. il diritto al rimborso del soggetto pubblico assolto in un giudizio di responsabilità dinanzi al giudice contabile, da azionare nei modi di legge nelle opportune sedi giudiziarie”. I difensori hanno sottolineato la correttezza e la legittimità dell'operato del loro assistito, secondo la normativa e la giurisprudenza della Corte dei Conti, evidenziando il diritto al rimborso delle spese sostenute dal soggetto poi assolto, anche se soltanto per mancanza di colpa grave, sottolineando sia che la “colpa grave” è limite soggettivo del criterio legale di imputazione delle responsabilità finanziarie, mentre la “colpa” è esente da responsabilità per danno pubblico, sia che “la giurisprudenza prevalente di codesta Ecc.ma Corte, superando alcune incertezze iniziali, ha escluso la possibilità del giudice contabile di pronunciarsi sulla liquidazione delle spese legali in caso di assoluzione…”. Inoltre, secondo la difesa, i giudici contabili di appello, nel ritenere compensate le spese di giudizio, hanno fatto soltanto riferimento alle spese processuali ai sensi degli artt. 90 e seguenti c.p.c. e non al rimborso delle spese legali di cui all'art. 3, c.2 bis della             l.n. 539/1996. Evidenziando, infine, comunque la mancanza di colpa grave da parte del loro assistito, considerato che la liquidazione del rimborso è stata effettuata dopo “i riscontri contabili dovuti e dopo aver acquisito agli atti il parere favorevole del Ministro dell'Interno n. 15700/5C1.445 e numerose sentenze della Corte dei Conti , tutte favorevoli         alla liquidazione” i difensori hanno concluso perché il                    dott. Latorraca sia mandato assolto, ed in via gradata per l'applicazione del potere riduttivo. In difesa della sig.ra Delorenzo si è costituito in giudizio l'avv. Savino, che con memoria depositata il 22.4.2006, ha contestato innanzitutto il contributo causale della relazione svolta dal responsabile del servizio finanziario all'approvazione della delibera come prospettato dalla Procura, evidenziando, di contro, che l'operato della sua assistita “si è limitato non già ad un parere di legittimità ma ad una relazione tecnica e quindi ad una disamina che dal punto di vista tecnico finanziario è perfettamente conforme alla normativa vigente all'epoca in cui gli atti sono stati adottati”. Ha anche sottolineato, tenuto conto della finalità dell'art. 3, c. 2 bis, del D.L. n. 543/1996,  che in caso di proscioglimento da responsabilità per difetto di dolo o colpa grave l'Ente Locale è tenuto a rimborsare le spese legali sostenute dal dipendente, anche “per non incorrere in una ipotesi di danno erariale opposta a quella che oggi si vorrebbe contestare ma certa”.  Asserendo che la Delorenzo è esente da dolo o colpa grave, poiché non aveva un potere discrezionale per giungere ad ignorare la sentenza assolutoria di Appello della Corte dei Conti ed il parere del Ministro dell'Interno n. 15700/5C1.445, il difensore ha concluso per il rigetto dell'avversa domanda “con ogni conseguente statuizione anche in ordine alle spese di giudizio”. All'odierna pubblica udienza, tutte le parti hanno ulteriormente illustrato e ribadito gli argomenti svolti negli atti scritti, confermando le conclusioni ivi rassegnate. Considerato in