RIMOZIONE DEI RIFIUTI NOCIVI



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INAIL OBBLIGATORIA PER POLIZIA LOCALE



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA                              N.  6406/05 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 633 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta          ANNO  2005  ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 633/2005, proposto dai sigg.ri: Luigi Maria GIANNINI, Carmela GIANNINI, Gaetano Mario GIANNINI e Raffaele GIANNINI; rappresentati e difesi dall’:avv. Pasquale Nasca, con domicilio eletto in Roma, via Celimontana 38 presso l’avv. Benito Panariti; contro il COMUNE di BARLETTA, rappresentato e difeso dall’avv. Isabella Palmiotti con domicilio eletto in Roma viale Parioli, 180 presso l’avv. Mario Sanino; e nei confronti della CURATELA FALLIMENTARE LIAN S.R.L. IN P. DI FRANCAVILLA VITO rappresentata e difesa dall’avv. Ernesto Cianciola, con domicilio eletto in Roma via del Corso 504 presso l’avv. Antonio Pignatelli; per la riforma della sentenza del TAR PUGLIA - BARI Sezione III 4178/2004, resa tra le parti, concernente ORDINANZA CONTINGIBILE e URGENTE PER BONIFICARE AREA. Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del comune di Barletta e della Curatela del Fallimento Lian srl; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 28 giugno 2005, relatore il Consigliere Aniello Cerreto ed uditi, altresì, gli avvocati B. Panariti per delega dell’avv. P. Nasca e M. Sanino per delega dell’avv. I, Palmiotti e E. Cianciola; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto; FATTO e DIRITTO 1. Con sentenza TAR Puglia, sez. 3°, n. 4178/2004 è stato respinto il ricorso proposto dai sigg. Luigi Maria Giannini ed altri avverso l’ordinanza del Sindaco di Barletta n. 7236 dell’11.3.2003, con la quale veniva ordinato alla Curatela fallimentare della società Lian s.r.l. ed ai sigg. Giannini Carmela, Giannini Gaetano Mario, Giannini Maria e Giannini Raffaele, ognuno per i propri diritti ed in solido tra tutti, “di rimuovere con immediatezza i fusti contenenti materiale chimico depositati nel capannone sede della ditta G.I.G., di avviarli allo smaltimento e/o allo stoccaggio in locali idonei, nel rispetto della vigente legislazione in materia di gestione dei rifiuti pericolosi, ovvero…al riutilizzo come materia prima presso altre industrie; di effettuare interventi di incapsulamento dei materiali e detriti contenenti fibre di amianto presenti nel medesimo stabilimento….; di seguire successivamente il monitoraggio continuo… ; di procedere…… all’esecuzione dei lavori di rimozione e smantellamento delle parti pericolanti all’interno del capannone sede della ditta GIG….”. 2. Avverso detta sentenza hanno proposto appello i sigg. Luigi Maria Giannini ed altri, deducendo quanto segue: - Incompetenza del Vice Sindaco, in mancanza di espressa delega per assenza o impedimento del Sindaco, né tale delega era stata prodotta; - i ricorrenti non erano né proprietari, né possessori, né detentori qualificati dell’area coinvolta dall’incendio e interessata dalla ordinanza di rimozione, avendo i medesimi soltanto proposto al Tribunale di Trani un concordato fallimentare per rilevare il cespite di proprietà della fallita Lian s.r.l., concordato che, sebbene omologato nell’anno 2000, non era ancora concluso per la pendenza di situazioni che ne potrebbero comportare la revoca ai sensi dell’art. 137 della legge fallimentare, sicché unico soggetto tenuto alla bonifica era la curatela fallimentare Lian, effettiva detentrice dell’immobile; con la conseguente necessità di far permanere la curatela fallimentare tra i soggetti tenuti ad eseguire l’ordinanza impugnata mentre il Comune l’aveva successivamente estromessa;. - l’impugnata ordinanza contingibile ed urgente era stata adottata in mancanza dei presupposti di urgenza e di pericolo imminente prescritti dalla relativa normativa; - l’ordinanza impugnata, essendo il concordato fallimentare subordinato all’adempimento degli obblighi facenti capo agli assuntori, doveva essere rivolta solo nei confronti della curatela fallimentare, in quanto organo preposto a sorvegliare sull’esatto adempimento del concordato fallimentare e nella cui disponibilità era l’area da bonificare, dal momento che solo a seguito del verificarsi di tale condizione l’attivo fallimentare della Lian poteva essere trasferito agli assuntori; né nella specie vi era stata finora da parte del Giudice delegato al fallimento l’emissione di un atto di accertamento dell’esatto adempimento del concordato ; - l’evento che aveva causato l’inquinamento era di natura dolosa e gli autori dell’illecito erano rimasti ignoti, per cui nulla poteva addebitarsi ai proprietari dell’immobile, tanto più che essi non erano neppure proprietari per quanto sopra precisato. 3. Si cono costituiti in giudizio il comune di Barletta e la Curatela del Fallimento Lian che hanno chiesto il rigetto dell’appello. Il Comune ha in particolare rilevato la competenza del Vicesindaco ad adottare l’ordinanza impugnata con riferimento alla delega del Sindaco di cui alla nota n. 7695 del 5.3.1997; l’avvenuto trasferimento della proprietà dei beni in capo all’assuntore del concordato fallimentare con la sentenza di omologazione del concordato n. 105/2000 (passata in giudicato); il particolare scopo delle ordinanze contingibili ed urgenti in materia di rifiuti che non sarebbe quello di individuare i responsabili ma quello di rimuovere con la maggiore celerità possibile uno stato di pericolo per l’incolumità pubblica. Considerazioni analoghe ha prospettato anche la Curatela del Fallimento Lian, che tra l’altro ha precisato che dopo l’ordinanza impugnata il Comune era di nuovo intervenuto con l’ordinanza n. 16924 del 29.5.2003 con la quale, prendendo atto di quanto dichiarato dal Giudice delegato del Tribunale di Trani per effetto della cessazione delle ordinarie funzioni degli organi fallimentari a seguito del passaggio in giudicato della sentenza omologativa, revocava l’ordinanza impugnata per la parte attinente la Curatela stessa. Con ordinanza n. 1021/2005, questa Sezione ha respinto l’istanza cautelare proposta dall’appellante. Con atto del 22.6.2005, gli appellanti hanno depositato una nota del Giudice delegato al Fallimento in data 16.6.2005, poi ripresentata alla pubblica udienza odierna. Alla pubblica udienza del 28.6.2005, la causa è stata trattenuta in decisione. 4. L’appello è infondato. 4.1. Priva di pregio è la doglianza di difetto di competenza del vice sindaco ad adottare il provvedimento contingibile ed urgente per asserita mancanza di una delega in ......