RIPARTIZIONE FONDO POLITICHE E SERVIZI D'ASILO



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E' TRUFFA SE SI TIMBRA IL CARTELLINO E CI SI ASSENTA



































































































Decreto del Ministro dell'Interno del 22 luglio 2008 Decreto del Ministro dell'Interno del 22 luglio 2008 Visto l'art. 1-sexies del decreto legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, introdotto dall'art. 32 della legge 30 luglio 2002, n. 189, di seguito denominato "decreto legge" che disciplina i criteri e le procedure di erogazione e di utilizzo delle risorse iscritte nel Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo, di seguito denominato "Fondo"; Considerato che, ai sensi del citato articolo 1-sexies comma 2, con DM 28 novembre 2005, come modificato con successivo DM 27 giugno 2007, il Ministro dell'Interno ha provveduto a: - stabilire le linee guida ed il formulario per la presentazione delle domande di contributo, i criteri per la ripartizione e per la verifica della corretta gestione del medesimo contributo e le modalità per la sua eventuale revoca; - assicurare, nei limiti delle risorse finanziarie del Fondo, la continuità degli interventi e dei servizi già in atto. Visto il decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140, recante "Attuazione della direttiva n. 2003/9/CE che stabilisce norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri" e in particolare l'art. 13, comma 4, che prevede che con decreto del Ministro dell'Interno "si provvede all'eventuale armonizzazione delle linee guida e del formulario di cui all'art. 1-sexies, comma 3, lettera a), del decreto legge con le disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 140", e che "con lo stesso decreto si provvede a fissare un termine per la presentazione delle domande di contributo" da parte degli enti locali per la partecipazione alla ripartizione del Fondo; Visto che in fase applicativa del citato DM 27 giugno 2007 è emersa la necessità di procedere a modifiche inerenti, in particolare, la durata degli interventi l'assegnazione dei punteggi, la formulazione dei criteri di ripartizione delle risorse nonché l'utilizzo delle economie maturate nella fase di attuazione dei servizi da parte degli enti locali ammessi al contributo; Rilevato altresì che, aderendo a criteri di logica sistemica, si è proceduto alla revisione ed all'aggiornamento dei quattro allegati: "A" concernente le "Linee guida" ; "B" concernente il "Modello di domanda" comprensivo del Piano Finanziario Preventivo; "B1" recante lo schema descrittivo delle strutture di accoglienza; nonché "C" relativo alle "Modalità di dettaglio del cofinanziamento", che costituiscono tutti parte integrante del presente decreto; Visto il Decreto legislativo 19 novembre 2007 n. 251 di attuazione della direttiva 2004/83/CE recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica del rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta; Visto il Decreto legislativo 28 gennaio 2008 n. 25 di attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato; Sentita la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Decreta: Art. 1 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si adottano le definizioni di cui all'art. 2 del decreto legislativo 19 novembre 2007 n.251, di seguito nominato "decreto qualifiche". Si adottano altresì le definizione di cui all'art. 2 del Decreto legislativo 28 gennaio 2008 n. 25, di seguito nominato "decreto procedure". Rimane invariato il riferimento al decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140, recante attuazione della direttiva n. 2003/9/CE che stabilisce norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri. Pertanto, ai fini del presente decreto s'intende per: a) «protezione internazionale»: lo status di rifugiato e di protezione sussidiaria; b) «Convenzione di Ginevra»: la Convenzione relativa allo status dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, ratificata con legge 24 luglio 1954, n. 722, e modificata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, ratificato con legge 14 febbraio 1970, n. 95; c) «rifugiato»: cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno, ferme le cause di esclusione di cui all'articolo 10 del D.l.vo 251/2008; d) «status di rifugiato»: il riconoscimento da parte dello Stato di un cittadino straniero quale rifugiato; e) «persona ammissibile alla protezione sussidiaria»: cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confron......