RISARCIMENTO DANNI A SEGUITO DI ESPROPRIAZIONE ILLEGITTIMA



(continua a leggere)


RESPONSABILITA' SOLIDALE NEL NUOVO SISTEMA SANZIONATORIO



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.2/2006 Reg.Dec. N. 2 Reg.Ric. ANNO 2005 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Adunanza Plenaria, ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 2/2005, proposto dalla Carroccio Biagio e Fratelli Martelli s.n.c. rappresentata e difesa dall’avv. Antonino Mirone con domicilio eletto in Palermo, via Evangelista Torricelli n. 3, presso Condorelli Giovanna; contro Comune di Bronte, in persona del Sindaco pro-tempore rappresentato e difeso dall’avv. Burtone Agata con domicilio eletto in Palermo, via Sanmartino n. 4, presso Tranchina Alba; per l'annullamento della sentenza del TAR Sicilia sede di Catania Sez. I, n. 511 del 9/3/2004; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Bronte; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore, alla pubblica udienza del 20 giugno 2005 il consigliere Giuseppe Farina e uditi, altresì, l’avv. Mirone e l’avv. Burtone; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. FATTO 1. Con sentenza n. 736 del 27 dicembre 1991, il T.A.R. di Catania ha pronunciato l’annullamento: 1.1. della deliberazione, n. 888 del 9 dicembre 1983, della Giunta municipale di Bronte, di approvazione del progetto per la costruzione di una scuola in un’area prevista da un piano per l’edilizia economica e popolare; 1.2. della deliberazione consiliare n. 10 del 3 maggio 1984 di riapprovazione del p.e.e.p., già annullato con precedente sentenza dal T.A.R. del 15 marzo 1984, n. 144; 1.3. della deliberazione consiliare n. 162 del 25 agosto 1987, di riapprovazione del progetto della scuola; e, infine, 1.4. per illegittimità derivata, dall’ordinanza sindacale n. 39 del 2 aprile 1990, per l’occupazione temporanea e d’urgenza del terreno dalla società ora appellante, insieme a “tutti gli atti della relativa procedura”. L’occupazione era stata eseguita il 26 giugno 1990. 2. Con decisione n. 200 del 21 giugno 1996, il Consiglio di Giustizia A.R.S. ha respinto l’appello del Comune, confermando gli annullamenti. 3. La società proprietaria della parte di fondo occupata, e sulla quale, nel frattempo, è stato costruito l’edificio scolastico, ha proposto ricorso, dinanzi al T.A.R. di Catania, depositato il 31 maggio 2000, per la condanna del Comune al risarcimento dei danni, derivanti dalla perdita della disponibilità di mq. 1510, su un’area più vasta (mq. 6078), ed insieme dalle conseguenze negative prodottesi per le attività industriali – produzione di manufatti di cemento e lavorazione del legno – condotte su quel fondo e che erano state pregiudicate. 4. Il T.A.R. adito ha, dapprima, in via istruttoria, disposto consulenza tecnica, per la precisa definizione dei danni lamentati. Con la sentenza ora appellata ha, poi, respinto il ricorso dell’impresa. Ha accolto l’eccezione del Comune di maturata prescrizione del diritto risarcitorio, con l’affermazione che il termine quinquennale era decorso dal giorno in cui il diritto stesso poteva farsi valere, individuato nella data di pubblicazione – 27.12.91 – dalla sentenza di primo grado di annullamento dei provvedimenti ablatori (sub 1), perché decisione esecutiva e non sospesa in appello. 5. Contro questa sentenza la società ha proposto tempestivo appello. Ha sostenuto: 5.1. che non era maturata la prescrizione alla data della proposizione del ricorso per il risarcimento – maggio 2000 – rispetto alla data di pubblicazione della sentenza d’appello – giugno 1996; 5.2. che il risarcimento spetta ed in misura maggiore di quella indicata nella consulenza tecnica disposta dal primo giudice. DIRITTO 1. L’ordinanza pronunziata dal CGARS, per rimettere l’affare all’esame dell’Adunanza plenaria, propone la verifica della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo su una domanda di risarcimento dei danni dopo l’annullamento di provvedimenti amministrativi, che li hanno causati. Espone in sintesi: 1.1. che è controversia introdotta esclusivamente su una domanda risarcitoria, che assume a presupposto l’illegittima occupazione di una porzione del fondo dell’appellante. L’illegittimità è coperta da giudicato; 1.2. che la questione della giurisdizione va esaminata alla luce delle note decisioni della Corte costi......