RISARCIMENTO DANNO SUBITO PER ILLEGITTIMITÀ NEL BANDO



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Casi di offerte al ribasso non accoglibili



































































































N N. 02384/2010 REG.DEC. N. 03990/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 3990 del 2009, proposto da: Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria per legge presso la sede di Roma, via dei Portoghesi 12; contro Softel Sas, rappresentato e difeso dall'avv. Mario Ettore Verino, con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, via Lima, 15; per la riforma della sentenza del TAR UMBRIA - PERUGIA PRIMA SEZIONE n. 00476/2008, resa tra le parti, concernente AGGIUDICAZIONE APPALTO SERVIZIO DI ACQUISIZIONE DIGITALE, SCHEDATURA ETC..   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Softel Sas; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 23 febbraio 2010 il Cons. Gabriella De Michele e uditi per le parti gli avvocati dello Stato Colelli, e Verino.; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO   La questione sottoposta all’esame del Collegio, con atto di appello notificato il 6.5.2009, concerne una fattispecie di risarcimento del danno, da riconoscere alla società classificatasi al secondo posto, in occasione della illegittima aggiudicazione di una procedura di gara, indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per l’affidamento dei seguenti servizi: acquisizione digitale di complessivi 5.587 disegni, schedatura disegni, microfilmatura delle opere, indagine specialistica di n. 100 opere a campione, inserimento di immagini in database, conversione formato immagine e progettazione database relazionale. Nella sentenza appellata (n. 212/04, emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria in data 8.8.2008 e notificata il 6.4.2009) si richiama la già avvenuta formazione del giudicato in ordine all’annullamento della predetta aggiudicazione (a seguito di sentenza del medesimo TAR dell’Umbria n. 212 del 7.4.2004, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2745 in data 8.3.2005) e si riconosce la risarcibilità dell’interesse legittimo leso della seconda classificata, nella misura del 10% dell’importo-base della gara, da ritenere “presumibilmente corrispondente al mancato utile contrattuale”. In sede di appello, il Ministero per i Beni e le Attività culturali sottolinea la mancata disamina, in primo grado di giudizio, della responsabilità dell’Amministrazione, in base ai parametri da valutare ex art. 2043 cod. civ. (accertamento dell’evento dannoso, qualificazione del danno ingiusto, profilo causale, dolo o colpa dell’agente), con conseguente insufficienza della mera declaratoria di illegittimità e sussistenza, nel caso di specie, di errore scusabile, in ordine all’erronea interpretazione dell’art. 38, comma 3, del D.P. R. n. 445/2000, di non univoca applicazione. L’appellata società Softel s.a.s., costituitasi in giudizio, propone a sua volta appello incidentale, contestando le argomentazioni di controparte e chiedendo di valutare l’effettiva consistenza del danno economico, nella fattispecie subito. Premesso quanto sopra, il Collegio ritiene che l’appello non possa trovare accoglimento e che debba essere confermata, pertanto, la condanna al risarcimento del danno, da liquidare però con criteri diversi, rispetto a quelli indicati nella sentenza appellata, contestata sul punto dall’appellante in via incidentale. Ai fini risarcitori, deve quindi essere considerato che l’originaria ricorrente, seconda classificata nella gara di cui trattasi, sarebbe risultata aggiudicataria in caso di corretta applicazione delle regole e dei criteri, che disciplinavano la gara stessa. Illegittimamente infatti, come riconosciuto in sede giudiziale, l’appalto era stato aggiudicato alla società Eulogos s.p.a., che avrebbe dovuto invece essere esclusa dalla gara per non avere allegato alle autocertificazioni, circa la regolarità contributiva e l’insussistenza di cause di esclusione, una fotocopia del documento di identità del dichiarante. Tale produzione documentale, d’altra parte, costituiva elemento costitutivo dell’autocertificazione, in quanto espressamente previsto dalla legge (art. 38, comma 3, D.P.R. 28.12.2000, n. 445), in termini pacificamente recepiti dalla giurisprudenza (cfr. in tal senso Cons. St., sez. V, 4.5.2006, n. 2477 e 2478). La responsabilità per colpa dell’Amministrazione, corrispondente a lesione di interessi legittimi inoltre – se non risulta senz’altro riconducibile a mera “inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline (secondo la nozione recepita dall’art. 43del codice penale) – deve tuttavia essere riferita, in base alla nota sentenza Cass. SS.UU. n. 500/1999 e a......