SANZIONI PER ILLECITA DERUBRICAZIONE DI VERBALE DI SANZIONE



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ILLEGITTIMI I COMPENSI SULLA PRATICHE DI CONDONO EDILIZIO



































































































Sent Sent. 1252/2005   REPUBBLICA  ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LIGURIA composta dai magistrati: Dott. Mario D'Antino                                       Presidente Dott. Salamone Tommaso                                Consigliere Dott. Maria Riolo                                             Consigliere, relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di responsabilità iscritto al n. 15676 del registro di Segreteria, promosso dal Pubblico Ministero presso questa Sezione in persona del Sostituto Procuratore Generale Gabriele Vinciguerra, nei confronti di FUI Daniele e di VOLPE Luciano, rappresentati dall'Avv. Paolo Gianatti. Uditi, nella pubblica udienza del 15 aprile 2005, il relatore Maria Riolo, il difensore dei convenuti Avv. Paolo Gianatti; il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Gabriele Vinciguerra. Esaminati gli atti e i documenti tutti della causa. Ritenuto in FATTO Con atto in data 11.12.03, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona depositava alla Cancelleria del G.I.P. richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di FUI Daniele, comandante della Polizia Municipale di Ceriale, e di VOLPE Luciano, agente di Polizia Municipale, imputati dei reati di cui agli artt. 110, 323, 476, 479, 361, 61 n. 2 c.p. (abuso di ufficio, falso in atto pubblico materiale e ideologico, omessa denuncia). La Procura Regionale presso la Corte dei conti, alla quale la Procura della Repubblica trasmetteva informativa ex art. 129 disp. Att. C.p.p., trattandosi di reati da cui poteva emergere danno per il pubblico erario, in data 26.05.04, emetteva formale invito a dedurre nei confronti dei sigg.ri Fui Daniele e Volpe Luciano.          Gli interessati, nel termine assegnato, depositavano una memoria, con la quale si limitavano a chiedere la sospensione del procedimento in sede contabile, in attesa della definizione del processo penale.          Con atto depositato il 7/12/2004, la Procura ha citato gli stessi davanti a questa Corte per sentirli condannare al risarcimento in favore dell'Erario del danno arrecato con i fatti ad essi contestati.          Per i convenuti, in data 23/3/2005, è stata depositata memoria di costituzione in giudizio da parte dell'Avv. Paolo Gianatti.          I fatti contestati in citazione sono i seguenti.          1) Violazione stradale commessa dalla Signora Fasolo Giada (danno determinato in € 196,80) Ai signori Fui e Volpe si contesta di avere operato d'ufficio ed ingiustificatamente la “derubricazione” della violazione contestata alla Signora Fasolo Giada, (art. 142 comma 9 C.d.S.: superamento del limite di velocità di oltre 40 Kmh: applicazione di sanzione pari a euro 328,00 e ritiro della patente) in una meno grave (superamento di oltre 10 Kmh e di non oltre 40 Kmh dei limiti di velocità: applicazione di sanzione pari a euro 131,20 senza ritiro della patente): il tutto seguendo una procedura informale e irregolare, e al solo scopo di restituire celermente la patente alla Fasolo, consentendole di estinguere la violazione tramite il versamento della minor somma di euro 131,20, e con danno erariale pari ad euro 196,80 (328,00 meno 131,20). Di tale condotta il Requirente ritiene la responsabilità del comandante Fui Daniele e dell'agente Volpe, in qualità di addetto all'invio delle patenti alla Prefettura e in qualità di responsabile dell'immissione dati nel sistema informatico, richiamando, in proposito, la perizia tecnica disposta dalla Procura della Repubblica, la quale ha evidenziato che il Volpe aveva inserito i dati relativi al suddetto verbale con codice errato, in maniera da far risultare come dovuta la minor somma poi effettivamente pagata dalla sig.ra Fasolo. Successivamente, il movimento relativo al verbale in questione era stato cancellato dall'elenco giornale del sistema informatico, mentre veniva attestato falsamente, nel registro protocollo della corrispondenza in uscita (al n. 492\01) che la patente di guida era stata trasmessa regolarmente alla Prefettura in adempimento delle disposizioni degli artt. 142 n. 9 e 215 C.d.S. Il P.M. contabile in relazione a detta vicenda ha richiamato le dichiarazioni rese da Incerti Federico in data 07.11.03, e l'interrogatorio dello stesso FUI davanti al P.M. in data 04.11.03. Il signor Incerti Federico, sentito dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona, ha dichiarato che la signora Fasolo Giada, ex fidanzata, lo chiamò per riferirgli della multa e del luogo in cui venne rilevata l'infrazione. Dalla descrizione della Fasolo, il signor Incerti riteneva che il luogo descritto fosse fuori dal centro abitato e di siffatta circostanza informava il M.llo Rufini, il quale si impegnava a chiamare la Polizia Municipale di Ceriale. Secondo la dichiarazione dell'Incerti, la vicenda si concludeva con il pagamento di una multa di circa 200.000 da parte della Fasolo e con l'avvenuta restituzione della patente.          Il comandante Fui, interrogato dal P.M. penale, ha dichiarato di avere disposto la modifica della violazione per avere riscontrato un errore nell'applicazione della norma, in quanto il veicolo era stato fermato in un'area al di fuori del centro abitato, ove non c'era il limite dei 50 Km/h. Ha dichiarato che l'errore è stato rilevato a seguito di telefonata del M.llo Ruffini, il quale evidenziava che nel luogo dell'infrazione non c'era segnaletica ed era fuori dal centro abitato, dicendole anche che la Fasolo era moglie o fidanzata di un carabiniere. Con riferimento alle suddette contestazioni (che si riferiscono ai capi di imputazione b), c), d) del giudizio penale), l'Avv. Gianatti ha respinto ogni addebito nei confronti del Sig. Fui e nei confronti del Sig. Volpe, trattandosi non di “favoritismo” o di una “ingiustificata derubricazione”, ma di iniziale erronea applicazione del C.d.S. da parte del vigile verbalizzante, fornendo, al riguardo, la seguente versione dei fatti. Secondo il difensore, erroneamente alla Fasolo era stata contestato, ex art. 142, c. 9, e 215 C.d.S., il superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h con le relative sanzioni principali ed accessorie, perché nella strada che la stessa percorreva, Via Pineo, operava un limite di velocità di Km/h 97, essendo detta strada esclusa dal centro urbano così come definito dalla deliberazione di Giunta Comunale (n. 185 del 21/5/1999). Per tale motivo la signora Fasolo Giada commetteva la diversa infrazione prevista dall'art. 142, c. 8, del C.d.S., avendo la stessa superato il limite di velocità di Km/h 97, con conseguente sanzione amministrativa pecuniaria di lire 254.030.          Secondo la ricostruzione della difesa, il giorno 24/3/2001, in cui è stata rilevata l'infrazione era sabato e, al fine di facilitare il lavoro del lunedì successivo, prima che venisse rilevato il suddetto errore, si procedeva, erroneamente, ad annotare in uscita per la Prefettura la patente della Fasolo. Una volta compreso l'errore, veniva determinata correttamente la sanzione da applicare alla Fasolo, che versava al Comune l'importo dovuto. Successivamente ai suddetti fatti, in data 24/10/2003, il Comando Polizia Municipale di Ceriale emanava ordinanza di divieto di superare la velocità di 50 Km/h nella strada Via Pineo (Ord. N. 60/2003).          A sostegno di tale impostazione il difensore ha richiamato le risultanze dell'udienza preliminare 10/3/2005.          Sotto il profilo istruttorio la difesa ha chiesto quali capitoli di prova preceduti dal “vero che” i punti indicati alle lettere a) e k) della memoria riguardanti, rispettivamente, il fatto che l'infrazione al C.d.S. è stata commessa in via Pineo, e che successivamente ai fatti in questione è stata adattata ordinanza di divieto di superare la velocità di 50 km/h in detta strada.          2) contestazione al solo Fui per la vicenda relativa a 17 yogurt parmalat scaduti (danno determinato in € 27.200,00) In seguito al sequestro di 17 yogurt parmalat scaduti, effettuato dagli agenti Vico Lorenzo e Ascoli Roberto presso l'esercizio commerciale “Italfresco Due s.r.l.”, appartenente al sig. Mazzarello Luca, il Fui, dopo essersi fatto consegnare dai predetti verbalizzanti il verbale di ispezione, avrebbe “insabbiato” la pratica con l'esito di evitare al Mazzarello, oltre che un probabile processo penale, anche l'irrogazione di pesanti sanzioni amministrative ex artt. 10-19 d.lgs. 109\92, con danno per l'erario. Il requirente, calcolando una sanzione amministrativa pari ad euro 1.600,00 per prodotto, ha quantificato la sanzione amministrativa complessiva in euro 27.200,00, ritenendo inapplicabile alla fattispecie l'art. 8 L. 689\81, trattandosi di pluralità di azioni od omissioni in violazione di una medesima norma. A sostegno di tale imputazione di responsabilità contabile il requirente ha richiamato le dichiarazione del Fui rese davanti al P.M.          In sostanza il comportamento del Fui avrebbe impedito l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dagli artt. 10-19 del d.lgs. n. 109/1992, con conseguente danno erariale corrispondente al mancato introito.          Con riferimento alle suddette contestazioni (che si riferiscono ai capi di imputazione e), f), g) del giudizio penale), l'Avv. Gianatti ha respinto l'addebito di danno erariale sulla base della seguente ricostruzione.          Secondo la difesa l'affermazione del P.M. contabile, secondo la quale il Fui avrebbe ammesso la propria responsabilit......