SANZIONI PER MANCATO CONTROLLO DEGLI ADEMPIMENTI



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COMUNICAZIONE SPESE PER CONSULENZE



































































































REPUBBLICA ITALIANA Sent REPUBBLICA ITALIANA        Sent. 401/06                          IN NOME DEL POPOLO  ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE. III GIURISDIZIONALE CENTRALE D'APPELLO composta dai signori magistrati : Dott.  Francesco  Pezzella Presidente Dott.  Giorgio     Capone Consigliere rel. Dott.  Enzo        Rotolo Consigliere Dott.  Eugenio Schlitzer Consigliere Dott. Amedeo    Rozera Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio d'appello  iscritto al n.24273 del registro di segreteria ad istanza del Procuratore regionale per la Regione Calabria  avverso la sentenza n. 250\2005 depositata il 1\3\2005  pronunciata  dalla Sezione giurisdizionale per la Regione   Calabria           e nei confronti di   Marangi Giovanni Vista la sentenza resa fra le  parti del presente giudizio; Visto l'atto d'appello; Esaminati tutti gli altri documenti di causa; Udita, alla pubblica udienza   del giorno 21\6\2006 con l'assistenza dl segretario signora Lucia Bianco  , la relazione del Consigliere dott. Giorgio CAPONE  ed udito altresì il Pubblico ministero nella persona del vice Procuratore generale Alfonso Tranchino  ; RITENUTO in                                             FATTO  Con  l'appellata sentenza la sezione giurisdizionale per la  Regione Calabria ha prosciolto dalla domanda risarcitoria posta dalla Procura regionale con atto di citazione del 6 aprile 2004 il signor Marangi Giovanni. I fatti che hanno occasionato la richiesta risarcitoria possono così riassumersi. Con delibera n 51 del 29\9\2001 ,il Consiglio comunale di Roseto Capo Spulico procedeva al riconoscimento della legittimità di alcuni debiti fuori bilancio ex art. 194 del D.lgs. n 267 \2000. Tra le voci debitorie risultava quella relativa al pagamento in favore dell'impresa Perciaccante della somma complessiva di 36. 937.651 conseguente al pagamento di spese giudiziali  conseguenti al pignoramento disposto dal Tribunale di Castrovillari a danni del comune e distinta in lire 26.015.950 per sorte capitale  ,lire 5.458 434 per interessi e 5.463.267 per rivalutazione e spese. A seguito di tale delibera ,il servizio finanziario del Comune provvedeva al pagamento di quanto dovuto (mandato n 673 del 4\6\2002 ).. Per l'Organo requirente quanto pagato a titolo di interessi ,rivalutazione e spese di giudizio (pari a d euro 5.352,92 ) costituiva danno erariale da porsi a carico di Marangi Giovanni ,all'epoca di fatti,responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune e responsabile del procedimento .Per  la parte pubblica,  per adempiere  correttamente ai suoi doveri di servizio , egli avrebbe dovuto seguire tutto l'iter procedimentale di esecuzione dell'opera pubblica( “lavori di completamento della rete di distribuzione idrica del Cardona”),dalla fase originaria a quella dell'ultimazione (collaudo) al fine di verificare il corretto iter realizzativo . Fra i suoi doveri ,per l'accusa, era compreso  anche seguire la fase  ultima ,relativa al pagamento di quanto dovuto all'impresa appaltatrice. Precisava  l'organo requirente che con  delibera di giunta (n 139 del 1998) si era approvato il certificato di regolare esecuzione di lavori e liquidata la somma dovuta a  saldo all'impresa  ed  era stato previsto che copia della delibera sarebbe stata  essere trasmessa alla regione Calabria per il relativo accreditamento di fondi.  Per l'accusa sussisteva in capo al geometra Marangi ,responsabile del procedimento, uno specifico obbligo che non è stato assolutamente adempiuto ,appunto l'immediata trasmissione della delibera  alla regione per ottenere il saldo del finanziamento. Da qui l'affermazione della responsabilità e la richiesta risarcitoria nella misura soprariportata. Il primo giudice ,non ha ritenuto     il signor    Marangi  responsabile dei fatti ascritti sia perché non  tenuto a trasmettere la delibera di giunta n 139 del 1998  alla Regione in quanto le sue competenze si erano esaurite  con l'approvazione del certificato di regolare esecuzione dei lavori ,sia perchè,in ogni caso, non poteva  ritenersi che la sua condotta fosse improntata  da  “colpa grave”. Avverso la pronuncia ha presentato appello il Procuratore regionale assumendo,in contrario, che spettava al Marangi per il suo ruolo di responsabile del procedimento d'appalto e insieme capo dell'ufficio proponente la delibera di approvazione del certificato di regolare esecuzione dell'opera attivarsi per la liquidazione del credito in favore dell'impresa. Per l'appellante , il Marangi  avrebbe dovuto attivarsi anche dopo l'approvazione della delibera. Il pagamento dell'ultimo stato di avanzamento dei lavori e stato finale sebbene successivi al collaudo,sottolinea l'accusa, attengono sempre e comunque alla fase esecutiva dell'appalto durante la quale sussiste un obbligo giuridico di impulso,coordinamento e controllo del responsabile del procedimento sia ai sensi della legge n 109 del 1994 che della legge n 241 del 1990 . Rammenta  che lo stesso convenuto aveva ammesso “di non aver inviato né sollecitato agli uffici competenti l'invio della delibera alla regione” al fine di dimostrare che la sua condotta và censurata perché contraddistinta da inerzia assolutamente ingiustificabile. Nega infine che in fattispecie possa riconoscersi la responsabilità di altri soggetti   rilevando che all'epoca dei fatti, l'unico che poteva ad......