SCADENZA ANTICIPATA CONCESSIONI



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ANNULLAMENTO D'UFFICIO DI ATTI ILLEGITTIMI



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.6187/2005 Reg.Dec. N.  3676 Reg.Ric. ANNO   2005 Disp.vo n. 396/2005 Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto da ENEL RETE GAS (già GAMUZZI –GAZOMETRI spa e GEAD srl) rappresentata e difesa dall’avv. prof. Giuseppe Franco Ferrari e dall’avv. prof. Federico Sorrentino, ed elettivamente domiciliata presso lo studio del secondo, in Roma via Lungotevere delle Navi n. 30; contro COMUNE DI TELGATE E COMUNE DI COLZATE entrambi rappresentati e difesi dall’avv. Roberta Manenti e dall’avv. Massimo Lauro ed elettivamente domiciliati presso lo studio di quest’ultimo, in Roma via Ludovisi n. 35; e nei confronti di ASSOGAS (ASSOCIAZIONE NAZIONALE INDUSTRIALI PRIVATI GAS E SERVIZI COLLATERALI) rappresentata e difesa da avv. prof. Giuseppe Franco Ferrari, dall’avv. Luigi Manzi e dall’avv. Fabio Todarello, ed elettivamente domiciliata presso lo studio del secondo, in Roma via Confalonieri n. 5; FEDERUTILITY rappresentata e difesa da avv. prof. Giuseppe Franco Ferrari e dall’avv. Luigi Manzi, ed elettivamente domiciliata presso lo studio del secondo in Roma, via Confalonieri n. 5; ANIGAS (ASSOCIAZIONE NAZIONALE INDUSTRIALI DEL GAS) rappresentata e difesa dall’avv. Maurizio Zoppolato ed elettivamente domiciliata in Roma via del Mascherino n. 72; GRITTI GAS RETE SRL rappresentata e difesa dagli avv. prof. Paolo Vaiano, Cesare Ribolzi e Giovanni Cocco, ed elettivamente domiciliata presso lo studio Vaiano in Roma Lungotevere Marzio n. 3; per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia – sez. staccata di Brescia n. 111 del 2005; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio delle parti intimate;          Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla camera di consiglio del 21 giugno 2005 relatore il Consigliere Giancarlo Montedoro. Uditi l’avv. Sorrentino, l’avv. Ferrari, l’avv. Cocco, l’avv. Manzi e l’avv. Zoppolato; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O Con le deliberazioni  impugnate in primo grado i comuni appellanti decidevano di porre definitivamente termine con effetto dal 31 dicembre 2005 , alla concessione stipulata con la società ricorrente per la gestione del servizio pubblico di distribuzione del gas nel territorio comunale ed i relativi impianti. Il predetto atto deliberativo veniva adottato ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 23/5/2000 che disciplina il regime di transizione nell’attività di distribuzione del gas al fine di attuare, con gradualità, gli obiettivi di liberalizzazione e concorrenza in questo settore. In sostanza i Comuni assumevano le proprie determinazioni in vista della scadenza del periodo transitorio, di cui al citato art. 15, fissato in cinque anni a decorrere dal 31 dicembre 2000. Avverso i predetti atti deliberativo vengono dedotte le seguenti censure : 1) Violazione degli artt. 3, 41 e 97 Cost.; violazione e falsa applicazione dell’art. 14 e dell’art. 15 commi 5, 7 e 8 del d.lgs. n. 164 del 2000, violazione e falsa applicazione dell’art. 113 del d.lgs. n. 267 del 2000, violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 157 del 1995, eccesso di potere per manifesta irragionevolezza ed illogicità , travisamento dei presupposti di fatto e di diritto, disparità di trattamento, carenza di motivazione e sviamento sotto i seguenti profili: a) il Consiglio Comunale avrebbe illegittimamente deliberato la cessazione del servizio con effetto dal 31 dicembre 2005, senza calcolare gli incrementi automatici del periodo transitorio stabiliti dall’art. 15 comma 7 del d.lgs. n. 164 del 2000, che consentono di posticipare, in presenza di determinati presupposti, la scadenza del periodo stesso al 31 dicembre 2010 (nei casi in esame sussisterebbero i presupposti, secondo la ricorrente, per la prosecuzione del rapporto almeno sino al 31 dicembre 2009). b) In subordine alla censura sub a) viene dedotta l’illegittimità costituzionale del citato art. 15 comma 7, nella parte in cui attribuirebbe ai comuni il potere di interrompere le convenzioni in essere con effetto dal 31 dicembre 2005, pur in presenza dei presupposti previsti dal medesimo comma per l’incremento del termine di scadenza del periodo transitorio. 2) Violazione degli artt. 3, 41, e 97 Cost.; violazione e falsa applicazione della legge n. 481/1995 ; violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 164/2000; violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 3 della legge n. 241/1990, eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto e di diritto, irragionevolezza, illogicità e contraddittorietà, poiché il Comune intimato non avrebbe fornito adeguata motivazione circa la convenienza di procedere alla cessazione del rapporto con effetto al 31 dicembre 2005, omettendo l’applicazione degli incrementi previsti per legge. 3) Violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 7 e 8 della legge n. 241/1990 per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento conclusosi con l’impugnata deliberazione. 4) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 41 e 97 Cost.; violazione e falsa applicazione dell’art. 113 del d.lgs. n. 267 del 2000, violazione e falsa applicazione del d.lgs. n. 157 del 1995, eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto e di diritto, in relazione alle determinazioni relative al successivo svolgimento della procedura di evidenza pubblica per la scelta del nuovo gestore, poiché il Comune avrebbe errato nell’individuare la normativa che dovrà disciplinare detta procedura ed errato nel fornire i relativi indirizzi ai competenti uffici. Con memoria depositata per la discussione in primo grado la società ricorrente ha esaminato le novità legislative introdotte dall’art 1 comma 69 della legge n. 239 del 2004, la scadenza del periodo transitorio, originariamente prevista per il 31 dicembre 2005 dall’art. 15 comma 7 del d.lgs. n. 164 del 2000, sarebbe ora posticipata al 31 dicembre 2007, con la conseguenza che il termine del 2005 indicato nella deliberazione impugnata andrebbe sostituito con il termine nuovo del 2007, a cui poi andrebbero sommati gli incrementi pr......