SCADENZA DEL TERMINE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE



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ADDIZIONALE IRPEF: SALDO 2002



































































































Permesso di costruire: scaduti i termini la decadenza del permesso è automatica Permesso di costruire: scaduti i termini la decadenza del permesso è automatica (Tar Lazio, Sez. Roma, Sentenza n. 5370/05)   La decadenza del permesso di costruire per decorso del termine assegnato dalla legge per l’inizio e la fine dei lavori è automatica e non è necessaria l’adozione di un provvedimento espresso da parte del Comune. Questo è uno dei principi affermati dal Tar nella Sentenza in commento, con la quale ha respinto due ricorsi presentati da un cittadino avverso il diniego del Comune di rilasciare una seconda concessione edilizia (adesso permesso di costruire). Il Tribunale amministrativo ha preliminarmente ricordato che l’art. 4, della Legge n. 10/77 dispone, testualmente che “nell'atto di concessione sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori. Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno; il termine di ultimazione, entro il quale l'opera deve essere abitabile o agibile, non può essere superiore a tre anni e può essere prorogato, con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del concessionario, che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione. Un periodo più lungo per l'ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il concessionario deve presentare istanza diretta ad ottenere una nuova concessione. In tal caso la nuova concessione concerne la parte non ultimata”. I Giudici hanno chiarito che la decadenza dalla concessione edilizia per mancato inizio dei lavori nel termine prefissato, a norma del citato art. 4, è un istituto giuridico fondato sull'elemento oggettivo del decorso del tempo e i predetti termini indicati nell'atto sono intesi a dare certezza temporale all'attività edificatoria. Il termine per l'inizio dell'attività edificatoria non è suscettibile né di sospensione né di interruzione e non è pertanto prorogabile. Se infatti, scaduto il termine di validità del titolo autorizzatorio, l'attività di trasformazione edilizia non è ancora iniziata, prevale l'esigenza di verificare nuovamente, nel preminente interesse pubblico, la conformità dell'intervento edilizio alla vigente normativa urbanistica, “esigenza, che, invece, nell'ottica del Legislatore, si attenua in presenza di un'attività edilizia già iniziata, benché non terminata per fatti indipendenti dalla volontà del costruttore”. Non assume alcuna rilevanza a tali fini lo stato di salute del richiedente anche se manifestatosi successivamente al presunto inizio dei lavori di realizzazione degli edifici, indipendentemente dalla circostanza che tale situazione sia stata portata a conoscenza dell’Amministrazione comunale interessata con l’istanza di proroga della concessione. Ed infatti, affermano i Giudici amministrativi, “alla luce della citata interpretazione oggettiva del suddetto termine di inizio lavori, la proroga dello stesso non sarebbe giuridicamente configurabile per alcun motivo, neppure quello inerente allo stato di salute del titola del titolo edificatorio”. Peraltro, una volta presentata l’istanza di proroga del permesso di costruire, inoltrata nelle more di decorrenza del termine annuale di inizio dei lavori, secondo il Tar, di fronte all’eventuale inerzia del Comune nel riscontrare tale richiesta, l’interessato dovrebbe tempestivamente, e nei modi di legge, attivarsi contro la predetta inerzia, ai fini di fare valere, eventualmente, le proprie ragioni al riguardo nei confronti dell’Amministrazione comunale. I Giudici hanno inoltre chiarito che, nonostante vi sia una parte della giurisprudenza che ritiene che la decadenza del permesso di costruire per mancato inizio ed ultimazione dei lavori non sia automatica e, pertanto, tale decadenza debba essere necessariamente dichiarata con apposito provvedimento che renda operanti gli effetti della decadenza accertata, in tale situazione, in aderenza all’orientamento che appare prevalente in materia e in riferimento alla lettera della legge, la decadenza operi automaticamente dal semplice fatto dell'inutile decorso del tempo. Diversamente opinando, infatti, si farebbe dipendere la decadenza, non solo da un comportamento dei titolari della concessione ma anche della P.A., con probabili disparità di trattamento tra situazioni che nella sostanza si presentano identiche. La decadenza del permesso a costruire per mancata osservanza del termine di inizio dei lavori, quindi, secondo i Giudici amministrativi, opera di diritto, con la conseguenza che il provvedimento, ove adottato ha carattere meramente dichiarativo di un effetto verificatosi ex se con l'inutile decorso del termine. L’eventuale provvedimento di decadenza è sufficientemente motivato con richiamo al termine ultimo previsto per l'inizio dei lavori, senza che sia necessaria una comparazione tra l'interesse del privato e quello pubblico, essendo quest'ultimo ope legis prevalente sul primo. Il Tar ha precisato inoltre che non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, essendo la decadenza un effetto ipso iure del mancato inizio dei lavori e non residuando all'Amministrazione alcun margine per valutazioni di ordine discrezionale. La decadenza della concessione edilizia si determina, pertanto, anche in assenza di un'espressa dichiarazione da parte dell’Amministrazione competente. I Giudici hanno inoltre chiarito un altro importante principio, precisando che, ai fini della sussistenza o meno dei presupposti per la decadenza del permesso di costruire, “l'effettivo inizio dei lavori relativi deve essere valutato non in via generale ed astratta, ma con specifico e puntuale riferimento all'entità ed alle dimensioni dell'intervento edificatorio programmato ed autorizzato, all'evidente scopo di evitare che il termine prescritto possa essere eluso con ricorso a lavori fittizi e simbolici e non oggettivamente significativi di un effettivo intendimento del titolare del permesso di procedere alla costruzione dell'opera progettata”. L' inizio dei lavori idoneo ad impedire la decadenza della concessione edilizia può ritenersi sussistente quando le opere intraprese siano tali da manifestare una effettiva volontà da parte del concessionario di realizzare il manufatto assentito, non essendo sufficiente il semplice sbancamento del terreno e la predisposizione degli strumenti e materiali da costruzione. Pertanto, secondo i Giudici amministrativi, l’inizio dei lavori non si configura con la sola esecuzione dei lavori di scavo di sbancamento senza che sia manifestamente messa a punto l'organizzazione del cantiere e vi siano altri indizi che dimostrino il reale proposito del titolare della concessione edilizia di proseguire i lavori sino alla loro ultimazione ed al completamento dell'opera. Inoltre, la declaratoria di decadenza del permesso edilizio per mancato inizio dei lavori entro il termine fissato è illegittima solo ove il titolare dello stesso abbia eseguito “lo scavo ed il riempimento in conglomerato cementizio delle fondazioni perimetrali fino alla quota del piano di campagna entro il termine di legge oppure lo sbancamento interessi un'area di vaste proporzioni”. Secondo i Giudici, inoltre, non assume rilevanza la circostanza che sia stata data comunicazione dell’inizio dei lavori atteso che la predetta circostanza non è idonea ad attestare l’effettivo inizio degli stessi, in assenza di positivi riscontri materiali al riguardo, così come per la nomina del direttore dei lavori. Secondo il Tar, quindi, il regolare inizio degli interventi già autorizzati non può essere inteso in senso difforme dall’inizio dei lavori ai fini della decadenza dal permesso di costruire di cui al richiamato art. 4, della Legge n. 10/77, indipendentemente dalla irrilevante circostanza che effettivamente il Comune abbia provveduto tempestivamente all’adozione di un atto formale ed espresso di decadenza.   ......