SCELTA DEL SOCIO DI MINORANZA DI UNA SPA PUBBLICA



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GARE: IL CONCORDATO PREVIDENZIALE DIMOSTRA IL PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI



































































































                        REPUBBLICA ITALIANA                              N. 340/06 REG.DEC.                IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                                  N. 4261 REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale,  Sezione Quinta          ANNO  1996  ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 4261 del 1996, proposto dal Comune di Rivoli, in persona del sindaco p.t. rappresentato e difeso dagli avv.ti Giorgio Santilli e Mario Menghini, elettivamente domiciliato in Roma, presso lo studio del secondo; in via della Mercede, n. 52; CONTRO l’Impresa Maddalena s.r.l. rappresentata e difesa dagli avv.ti Giustino Ciampoli e Ugo Ferrari, elettivamente domiciliata in Roma, presso lo studio del secondo via P.A. Micheli n. 78 appellato – appellante incidentale; e nei confronti della San Germano s.r.l. e della Sinergie 2000 n.c.; per la riforma della sentenza del T.A.R. Piemonte Sez. 2° n. 159 del 21 marzo 1996. Visto l’atto di appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio e l’appello incidentale; Viste le memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza del 19 aprile 2005, relatore il cons. Adolfo Metro ed uditi, altresì, gli avv.ti Menghini e Ferrari; FATTO Nel 1992, il comune di Rivoli bandiva una gara per la scelta di un socio con cui costituire una s.p.a. a prevalente capitale pubblico, per la gestione dei servizi ecologici del comune, gara che veniva vinta dal raggruppamento San Germano-SITA. L’impresa Maddalena, impugnava con separati ricorsi, dapprima, l’esito di tale gara, e successivamente, la delibera n. 51/94, con la quale il comune approvava l’atto costitutivo e la delibera n. 32/95, con cui, dopo la costituzione della società Sinergie 2000, venivano affidati a quest’ultima i servizi di nettezza urbana e di raccolta rifiuti. Con sentenza n. 159/96, il Tar Piemonte accoglieva i tre ricorsi riuniti, ritenendo fondata ed assorbente la censura relativa alla illegittimità della partecipazione dei raggruppamenti temporanei di imprese alle procedure di scelta del partner di società mista. Il comune di Rivoli, con l’appello in esame, ha sostenuto l’erroneità della sentenza di I grado ed ha controdedotto all’appello incidentale con il quale la soc. Maddalena ha riproposto i motivi di illegittimità già dedotti in primo grado e che si hanno qui per richiamati. DIRITTO Il primo motivo di appello deve ritenersi fondato, atteso che l’ammissione di raggruppamenti temporanei di imprese alle gare di appalto per opere di forniture e servizi, consentita, dapprima, dalla L. n. 584/77 per gli appalti, e poi, dalla L. n. 113/81 per le gare di forniture e dalla L. n. 80/87 per le concessioni, oltre che da altre disposizioni successive, fa ritenere che, nel tempo, si sia progressivamente affermata la generale applicazione di tale disciplina, a cui non può più attribuirsi un contenuto derogatorio od eccezionale, costituendo, ormai espressione di un principio generale; di conseguenza, tale procedura deve ritenersi applicabile anche alle gare preordinate alla scelta di un futuro socio e deve, pertanto, affermarsi l’autonomia contrattuale del comune e la possibilità, da parte dello stesso, di poter contrattare con imprese associate. Né il fatto che mancasse, all’epoca, la specifica disciplina del Regolamento attuativo poteva influire sull’obbligo di conformarsi a particolari criteri selettivi nella scelta del socio. Malgrado la fondatezza di tale motivo l’appello, peraltro, deve, ugualmente essere respinto atteso che devono condividersi le ulteriori censure proposte in via incidentale dalla società appellata, nel senso che il comune avrebbe dovuto, comunque, procedere alla scelta del contraente attraverso una gara volta ad individuare il soggetto che offrisse il servizio richiesto alle condizioni migliori, nel rispetto del principio della partecipazione e della concorrenza; ossia, la scelta del migliore offerente sarebbe dovuta avvenire sulla base di criteri obiettivi di valutazione che, nel caso di specie, non sono stati attuati, con conseguente violazione, nella metodologia applicata, del criterio dell’imparzialità amministrativa. Per tali motivi l’appello deve esser respinto, sia pure con tale diversa motivazione. Sussistono giusti motivi per compensare, tra le parti, le spese di onorario e di giudizio. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, respinge l’appello n. 4261/96, meglio specificato in epigrafe; spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio del 19 aprile 2005, con l’intervento dei signori:   Raffaele Iannotta                Consigliere Giuseppe Farina          Consigliere Aldo Fera                        Consigliere Claudio Marchitiello         Consigliere Adolfo Metro           Consigliere estensore   L'ESTENSORE                             IL PRESIDENTE f.to Adolfo Metro                                       f.to Raffaele Iannotta   IL SEGRETARIO f.to Agatina Maria Vilardo     DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 31 GENNAIO 2006 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) IL  DIRIGENTE