SEGRETARI: LIMITI ALLA RETRIBUZIONE AGGIUNTIVA



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VISIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE



































































































La sentenza n° 417 R La sentenza n° 417 R.G. – n° 2984 Cron. del 27/02/2007 emessa dal Tribunale di Catanzaro – sez. lavoro – può essere estesa agli altri segretari che sono entrati in disponibilità e che hanno avuto come ultima sede di servizio una segreteria convenzionata?     In riferimento alla problematica relativa alla corresponsione della voce “Retribuzione Mensile Aggiuntiva”, ai sensi dell’art. 43, comma 1, del CCNL del 16/05/2001, ai segretari collocati in disponibilità e provenienti da una segreteria convenzionata, è necessario fare cenno agli atti di cui è stata oggetto tale disposizione contrattuale. Con deliberazione n. 104/2002 del 21 febbraio 2002 il Consiglio Nazionale di Amministrazione ha avviato la procedura di cui all’art. 14, comma 3, del nuovo CCNL sottoscritto in data 16 maggio 2001, richiedendo alle parti l’interpretazione autentica di alcuni articoli del sopracitato contratto, in particolare dell’art. 43 del CCNL. Con nota prot. n. 5955/Agen/2002 del 13.03.2002 a firma del Presidente di quest’ Agenzia si faceva presente all’Aran e alle OO.SS. di categoria, l’esigenza di addivenire ad una sollecita definizione della effettiva portata applicativa delle norma citata. In particolare si rappresentava che l’art. 43, comma 1, del C.C.N.L. dispone che ai segretari comunali e provinciali collocati in disponibilità di cui all’art. 19 comma 7 del D.P.R. n. 465/1997, spetta il trattamento economico in godimento presso l’ultima sede di servizio composto da una serie di voci tra cui la retribuzione mensile aggiuntiva per sedi convenzionate. Il detto articolo, però, richiamandosi in maniera specifica ai segretari di cui all’art. 19, comma 7, del D.P.R. 465/97 (che richiama a sua volta l’art. 7 comma 1 dello stesso DPR), sembrerebbe individuare quali beneficiari della previsione soltanto i segretari in disponibilità e contemporaneamente utilizzati per le esigenze dell’Agenzia con conseguente esclusione di tutti gli altri. L’Aran, con nota del 08/04/2002, ha comunicato di aver richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, Ufficio relazioni sindacali, di valutare il merito delle problematiche interpretative sollevate da quest’Agenzia, al fine della eventuale predisposizione, ai sensi dell’art. 11, comma 8, del D.P.R. 465/97 di uno specifico atto di indirizzo per l’avvio della trattativa. Non avendo ricevuto riscontro dall’ARAN, il Consiglio Nazionale di Amministrazione di questa Agenzia, con deliberazione 327/2002 del 11/09/2002, ha nuovamente sollecitato l’interpretazione autentica degli artt. 41, 43 e 48 bis del CCNL. Con nota del 05/11/2002 l’ARAN ha comunicato a quest’Agenzia di aver trasmesso a suo tempo la richiesta “al Governo per le opportune valutazioni, anche di carattere finanziario, e per la predisposizione del necessario atto di indirizzo per l’avvio delle relative trattative.” Da quanto esposto emerge che non è stata ancora data una interpretazione autentica che chiarisca l’ambito di applicazione dell’art. 43 del CCNL. Tuttavia, è stata richiesta la liquidazione del compenso in argomento, a seguito di estensione della sentenza del 27/02/2007, n° 417 R.G.- n° 2984 Cron. con la quale il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Catanzaro, ha ritenuto legittimo e dovuto il compenso in parola. A riguardo si rappresenta che i provvedimenti giurisdizionali producono effetto esclusivamente tra coloro che sono stati parti nel giudizio, ovvero nei confronti dei loro eventuali eredi o aventi causa.  L’art. 1, comma 132, della Legge 30 dicembre 2004 n.311 stabilisce che: “Per il triennio 2005-2007 è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, di adottare provvedimenti per l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche.” La sentenza del Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Catanzaro, inoltre, non ha ancora forza di giudicato non essendosi ancora esauriti tutti i gradi del giudizio. Infine, si segnala come diversi Giudici del Lavoro in occasione di analoghi giudizi abbiano preso, in materia, una posizione opposta. Il Tribunale di Roma in funzione di Giudice del Lavoro con sentenza n. 20068/04 resa in data 7 ottobre 2004 ha affermato :“Esclusivamente i segretari in disponibilità utilizzati dall’Agenzia presso la propria struttura e per i propri fini istituzionali godono, dunque, del trattamento retributivo integrale in godimento presso l’ultima sede di servizio. Il riconoscimento dell’indennità di sede convenzionata non trova quindi (nel caso di specie, ndr), un supporto normativo  né nella fonte legislativa né nella fonte contrattuale collettiva” Successivamente, in un analogo giudizio il Tribunale di Fermo in funzione di Giudice del Lavoro si è pronunciato con sentenza n. 425 del 3 dicembre 2004 rigettando il ricorso del Segretario istante e ritenendo addirittura insussistente la questione interpretativa. Più recentemente, inoltre, si è pronunciato il Giudice del Lavoro di Mantova che, nella sentenza depositata in Cancelleria in data 7 giugno 2005, in relazione ad una fattispecie analoga, ha ritenuto che: “E’ vero che la norma contrattuale (art. 43 del CCNL) ricomprende anche l’indennità aggiuntiva per sedi convenzionate tra le voci che costituiscono il trattamento retributivo in godimento presso l’ultima sede di servizio, ma è altresì vero che, stante l’esplicito richiamo alla norma regolamentare, il trattamento retributivo delineato dall’art. 43 è attribuito solamente ai segretari comunali  e provinciali in disponibilità utilizzati per le esigenze dell’Agenzia.  Il tenore letterale della norma sembra, ad avviso dello scrivente, inequivoco, nel senso che il presupposto per l’erogazione della retribuzione per sedi convenzionate non è costituito solo dall’essere collocati in disponibilità e quindi privi di incarichi di titolarità di sede –come è nella fattispecie in esame – ma anche dall’essere utilizzati per i fini  istituzionali dell’Agenzia. D’altra parte se la volontà delle parti sociali fosse stata quella di corrispondere l’indennità in oggetto a tutti i segretari comunali e provinciali per la sola condizione di essere in disponibilità non avrebbe avuto senso richiamare il 7° comma dell’art. 19, che appunto disciplina la posizione dei segretari in disponibilità utilizzati per le esigenze dell’Agenzia.omissis.” In conclusione, in mancanza di una interpretazione autentica dell’art. 43 del CCNL e per quanto sopra rappresentato, al momento, non è possibile procedere alla liquidazione del compenso in argomento e comunque si auspica che il prossimo Contratto Collettivo Nazionale affronti tale problematica al fine di chiarire la clausola controversa.     ......