SEGRETARI: PIENAMENTE PENSIONABILE L'INCARICO DI DIRETTORE GENERALE



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IL CONCESSIONARIO E' AGENTE CONTABILE



































































































Sent Sent. 642/2008 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI Primo Referendario Dott. Francesco Lombardo in esito all’udienza del 23 settembre 2008 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso in riassunzione depositato in data 22.10.2007 ed iscritto al n.21862 del registro di segreteria, proposto dai signori P. P., residente a …omissis...; V. B., residente a …omissis….; G. P. M., residente a …omissis….; D. R. F., residente a …omissis…, elettivamente domiciliati presso lo studio degli Avv.ti Carmine ed Antonio Pascucci, che li rappresentano e difendono, ai fini del presente giudizio instaurato contro l’INPDAP di Bergamo e di Como, per vedersi riconosciuto il diritto ad avere inclusi nella quota A della base retributiva pensionabile la “indennità per l’incarico di Direttore Generale”. Vista l’ordinanza n.35/05/C emessa al termine della precedente udienza del 14.12.2004; Vista la successiva ordinanza n.55/08/C emessa al termine della precedente udienza del 7 marzo 2008; Vista la memoria integrativa depositata in ultimo da parte ricorrente in data 25 luglio 2008; Vista la memoria difensiva depositata in ultimo dall’INPDAP in data 3 settembre 2008; Visti gli atti e i documenti tutti di causa;   Uditi il dott. Iadarola per l’Inpdap e l’Avv. Pascucci per il ricorrente; Al termine dell’udienza, nel corso della quale le parti hanno compiutamente svolto le opposte argomentazioni a sostegno delle rispettive posizioni, la causa è stata trattenuta per la decisione resa, dopo averne dato in aula pubblica contezza, sulla base delle seguenti considerazioni in FATTO e DIRITTO Sulla questione all’esame, concernente la pretesa inclusione in quota A di pensione dell’indennità per l’incarico di Direttore Generale –attribuito, ai sensi dell’art.51/bis della legge n.142/1990 (attuale art.108 del T.U. n.267/2000), ai Segretari Generali – ha avuto modo di pronunciarsi favorevolmente alla tesi di parte attrice questo Giudice, con la sentenza n.116 del 20.2.2007, che richiama la pronuncia della Sezione Giurisdizionale d’Appello Sicilia, 9 dicembre 2004, n.224/A, secondo cui l’indennità in argomento, condividendo natura e funzione dell’indennità di posizione e costituendo emolumento fisso sia nell’an che nel quantum, rientrerebbe a pieno titolo nella quota A di pensione (cfr. in senso conforme la sentenza ivi pure citata n.309/2006 della Sezione Giurisdizionale della Toscana). Invero, la quota A è costituita dagli emolumenti contemplati dall'art. 15, L. 5 dicembre 1959, n. 1077 (emolumenti fissi e continuativi o ricorrenti ogni anno che costituiscono la parte fondamentale della retribuzione corrisposta, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative o regolamentari ovvero dei contratti collettivi di lavoro come remunerazione per la normale attività lavorativa richiesta per il posto ricoperto). A conforme avviso perveniva in quella vicenda questo Giudice, proprio sulla base delle suddette disposizioni recate dagli art. 15 e 16 l. 5 dicembre 1959 n. 1077, in quanto ravvisava la ricorrenza – per detto titolo – anche dell'ulteriore condizione, e cioè che l'emolumento venga corrisposto quale remunerazione per la "normale" attività lavorativa   richiesta per il posto ricoperto (cfr. C.Conti reg. Lombardia, sez. giurisd., 25 giugno 2003, n. 814). Si riporta, di seguito, il nucleo della motivazione della citata sentenza n.116/2007: “In vero, per quanto ne occupa, la quota A è costituita dagli emolumenti contemplati dall'art. 15, L. 5 dicembre 1959, n. 1077 (emolumenti fissi e continuativi o ricorrenti ogni anno che costituiscono la parte fondamentale della retribuzione corrisposta, ai sensi delle vigenti disposizioni legislative o regolamentari ovvero dei contratti collettivi di lavoro come remunerazione per la normale attività lavorativa richiesta per il posto ricoperto). Né vale addurre, in senso contrario alla pretesa del ricorrente a detto specifico titolo, la previsione dell’art.44 del C.C.N.L., in quanto il fondamento sinallagmatico (rectius:la natura fondamentale) della prestazione retributiva di che trattasi (si tratta, invero, della retribuzione per lo svolgimento dell’incarico di Direttore Generale) è acclarato dal fatto che essa si aggiunge, come tale, alla retribuzione di posizione corrisposta per la normale attività lavorativa richiesta per il posto ricoperto. E’, pertanto, del tutto inconferente, da questo punto di vista, tanto la durata del rapporto, che le revocabilità dell’incarico suddetto, che risultano ormai essere tratti comuni dei normali incarichi dirigenziali, dopo la privatizzazione del pubblico impiego”. Senonchè, con la prefata ordinanza n.35/05/C, emessa al termine dell’udienza del 14.12.2004, veniva disposta la sospensione dell’odierno giudizio, in attesa della pronuncia sull’argomento della Terza Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello di questa Corte. Intervenuta, quindi, la pronuncia attesa, di cui alla sentenza n.673 del 9.11.2005, questo Giudice ritiene, non di meno, la stessa non conferente alla stregua degli ulteriori approfondimenti che emergono dalla memoria in ultimo depositata da parte ricorrente in data 25 luglio 2008, in specifica ottemperamza all’ordinanza di questo Giudice n.55/08/C, emessa al termine della precedente udienza del 7 marzo 2008. In detta decisione si trova, infatti, tralaticiamente affermato che “pur potendosi convenire nell’assunto che l’indennità   in questione quale naturale accrescimento della retribuzione di posizione sia entrata a far parte della retribuzione, non si può disconoscere che si tratta di una voce che non ha le caratteristiche volute dall’art.15 della legge n.177 del 1976 come, del resto, denota il fatto che l’importo dell’indennità, la sua continuità e, addirittura, la sua stessa istituzione, sono condizionati dalla capacità di spesa degli Enti territoriali”. Per contro, la difesa di parte ricorrente evidenzia – anche alla luce del comma 2.1. dell’art.30 del D.L. 28 febbraio 1983, n.55, introdotto in sede di conversione ad opera della legge n.131 del 26 aprile 1983, recante provvedimenti urgenti per il settore della finanza locale – il carattere propriamente remunerativo del compenso contrattuale previsto per lo svolgimento dello specifico incarico di Direttore Generale, che implica attività lavorativa di direzione, programmazione, gestione e controllo di tutto l’apparato amministrativo dell’Ente. A questo preciso riguardo, parte ricorrente cita la sentenza n.239 del 12.5.2007 di questa Sezione Giurisdizionale che, in tema di responsabilità, ha ben evidenziato come “i compiti macrogestionali (soprattutto la presentazione del piano esecutivo di gestione) esulino dalle mansioni legislative (TU enti locali) e contrattuali del Segretario Comunale e, come tali, vadano retribuite, quali mansioni dirigenziali generali, non solo in base alle basilari norme (in quella sede divisate nell’art.58 Statuto provinciale e art.16-17 del Regolamento dei Servizi della Provincia, art.44 CCNL 1998-2001) sulla indennità spettante al Segretario Provinciale cui siano conferite funzioni di Direttore Generale dell'Ente, ma anche ai sensi del generale principio costituzionale di “giusta ed adeguata retribuzione” ex art.36 cost., confermato dall'art.52, d.lgs.n.165 del 20......