SILENZIO-RIFIUTO E NOMINA DEL COMMISSARIO AD ACTA



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VALUTAZIONE DEL CARATTERE ANOMALO DELL’OFFERTA



































































































N N. 0914 ANNO 2004 REG. DEC. N.474 Reg. Ric. ANNO 2004 REPUBBLICA  ITALIANA IN  NOME  DEL  POPOLO  ITALIANO IL  TRIBUNALE  AMMINISTRATIVO  REGIONALE  DELLE  MARCHE ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n.474 del 2004 proposto da LODOVICI Adriana, rappresentata e difesa dagli avv.ti Ugo e Franco Tasselli ed elettivamente domiciliata in Ancona, Corso Garibaldi n.111, presso lo studio del-l’avv. Alessandro Rocco; contro il COMUNE di SAN BENEDETTO del TRONTO, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Marina Di Concetto ed elettivamente domiciliato in Ancona, presso la Segreteria del Tribunale; per l’annullamento del silenzio rifiuto intervenuto sulla diffida del 16.2.2004, nonché degli atti connessi, compresa la nota 3.3.2004 del Settore assetto del territorio. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune intimato e le relative memorie difensive; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, alla camera di consiglio dell’8 giugno 2004, il Cons. Luigi Ranalli; Uditi l’avv. Franco Tasselli per la ricorrente e l’avv. Di Concetto per il Comune resistente; Visto l’art.21/bis, della legge 6 dicembre 1971 n.1034; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO       Lodovici Adriana, quale proprietaria di un appezzamento di terreno ubicato nel Comune di San Benedetto del Tronto (foglio 2, par-ticelle 93, 149, 239 e 241 di mq.22.000 circa), sul presupposto del-l’avvenuta decadenza dei relativi vincoli sostanzialmente espropriativi previsti dall’art.49/7 delle N.T.A. ed imposti con il P.R.G. approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale Marche il 27 novembre 1990 n.8369, ha prima chiesto e poi diffidato, con atto notificato il 16.2.2004, il Comune ad adottare entro trenta giorni i provvedimenti per una nuova disciplina urbanistica dell’area di che trattasi.       Con nota del 3.3.2004 il Sindaco le ha comunicato che il Comune stava procedendo ad una “rivisitazione” delle varie destinazioni urbanistiche, tra cui quella delle zone disciplinate dall’art.49/7 delle N.T.A., precisando però: - che l’art.49/7 delle N.T.A. consentivano “la realizzazione di edifici da destinare a strutture sociali, sanitarie, assistenziali, ricreative, sportive, tutte poste al servizio di impianti produttivi” tramite “intervento edilizio diretto” o “piano particolareggiato di iniziativa pubblica o privata”, pertanto “non necessariamente tramite procedure di esproprio dell’immobile”; - che l’area era stata già oggetto di approvazione definitiva di un piano particolareggiato d’iniziativa privata presentato dalla suddetta proprietaria (deliberazioni consiliari 12.12.1987 n.630 e 21.3.1988 n.140), non seguita da stipula della relativa convenzione per motivi non imputabili all’Amministrazione; - che, di conseguenza, la destinazione assegnata all’area sia dal P.R.G. del 1974 sia da quello vigente, consentiva al proprietario di attuare il relativo piano particolareggiato e tanto escludeva qualsiasi vincolo preordinato all’esproprio con conseguente inconfigurabilità di una loro decadenza.       Con il ricorso in esame, notificato il 26.4.2004 e depositato il 5.5.2004, la sig.ra Adriana Lodovici ha impugnato il silenzio rifiuto intervenuto sulla diffida e la nota del 3.3.2004, deducendo l’illegitti-mità del comportamento omissivo del Comune e la contraddittorietà della nota sindacale del 3.3.2004, dal momento che il richiamato piano di lottizzazione è ormai inefficace e comunque inattuabile, mentre i vincoli previsti sono da considerare concretamente espropriativi quando l’esproprio o la pianificazione particolareggiata, pur sempre attivabile nella fattispecie per iniziativa pubblica, non intervengono in tempi ragionevoli: nel caso specifico le particelle nn.93, 149, 239 e 241 del foglio 2 ricadono da oltre 30 anni in zona vincolata per attrezzature ed impianti di interesse generale.       Il ricorso conclude perché il Tribunale stabilisca l’obbligo per il Comune di San Benedetto del Tronto di adottare, entro un termine prefissato, una nuova disciplina urbanistica dell’area di proprietà della ricorrente, provvedendo, in caso di ulteriore inerzia, alla nomina di un Commissario ad acta.       La difesa del Comune di San Benedetto del Tronto, con memorie depositate il 7.4. ed il 7.6.2004, ha chiesto che il ricorso sia respinto in quanto infondato, tenuto conto che le zone disciplinate dall’art.49/7 delle N.T.A. del P.R.G. non sono preordinate all’esproprio ed inedificabili. DIRITTO       Il Collegio considera preliminarmente che il procedimento stabilito dall’art.21/bis della legge 6 dicembre 1971 n.1034, come modificata dalla legge 21 luglio 2000 n.205, proprio per la sua peculiarità processuale e diversamente da quanto consentito prima della sua emanazione, è esperibile solo in presenza di un effettivo silenzio-rifiuto a provvedere da parte dell’Amministrazione sulla diffida ritualmente notificatagli, cioè quando l’Amministrazione non adotta alcun provvedimento o lo adotta in modo palesemente elusivo, ma non può essere esperito per censurare la legittimità di un provvedimento pur sempre emanato a seguito della diffida o per accertare l’obbligo ad ottenerlo con un contenuto dispositivo più o meno predeterminato nella diffida stessa: in questi casi – se, ovviamente, ne sussistono i presupposti, la tutela giudiziaria va esperita con i previsti, rispettivi ricorsi ordinari.       Nel caso specifico, il Sindaco di San Benedetto del Tronto, con la nota del 3.3.2004 ha pur sempre provveduto ad evadere la diffida ed in modo affatto elusivo, anche se il suo contenuto è diverso dalle aspettative dalla richiedente, dal momento che ha puntualmente indicato i motivi per i quali non era ravvisabile alcuna decadenza di vincoli sul-l’area della proprietà della ricorrente.       Il ricorso è, dunque, infondato e va respinto.       Sussistono motivi per compensare le spese di giudizio. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche respinge il ricorso in epigrafe indicato.       Spese compensate.       Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.       Così deciso in Ancona, nella camera di consiglio dell’8 giugno 2004, con l’intervento dei Magistrati: Dott. Bruno Amoroso                                 - Presidente Dott. Luigi Ranalli                                      - Consigliere, est. Dott. Galileo Omero Manzi                          - Consigliere ____________________________ ____________________________       Pubblicata nei modi di legge, mediante deposito in Segreteria, il giorno 12 LUG. 2004       Ancona, 12 LUG. 2004......