SOCIETÀ MISTE: LEGITTIMA LA REVOCA DELLA COSTITUZIONE



(continua a leggere)


Circostanze impreviste ed imprevedibili di sospensione dei lavori



































































































                                                        REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo regionale per il Lazio Sez.II Bis   N.            Reg Anno   N.            Reg Anno   ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 11789/02 proposto dal CONSORZIO G.f.M., in persona del legale rappresentante pro tempore sig. Alvaro Mazza, rappresentato e difeso dall’Avv. F.A. Caputo ed elettivamente domiciliato  presso lo stesso in Roma, via Sebino, 11; contro IL COMUNE DI POMEZIA, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dal Prof.Avv. F.G. Scoca ed elettivamente domiciliato presso lo stesso in Roma, via G. Paisiello, 55; e nei confronti -        del Dirigente del Settore tecnico – sezione tutela dell’ambiente – del Comune intimato, non costituito in giudizio; -        della società C.I.C. – CLIN INDUSTRIE CITTA’ s.p.a., costituitasi in giudizio, rappresentata e difesa dagli Avv.ti F. Sorrentino e G.Naccarato ed selettivamente domiciliata presso gli stessi in Roma, Lungotevere delle Navi, 30;                                   per l'annullamento del bando di gara per l’affidamento dei servizi di nettezza urbana e complementari di igiene, nonché dei correlati capitolati – d’oneri e dei servizi da espletare – e di tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali, fra cui in particolare la delibera consiliare n. 29 del 2.8.2002, con la quale si disponeva la revoca parziale della delibera consiliare n. 160 in data 11.12.2000, come modificata con delibera consiliare n. 171 del 22.12.2000, nonché la prodromica proposta n. 11 del 30.7.2002 e – in via subordinata – per l’annullamento del capitolato dei servizi da espletare, nella parte in cui prevede l’integrazione e/o la riparazione dei contenitori mancanti o non efficienti, con onere a carico del precedente appaltatore                            nonché per l’accertamento del diritto della medesima ricorrente al risarcimento del danno, ai sensi dell’art. 35 D.Lgs. n. 80/98, come sostituito  dall’art. 7 L. n.  205/2000, con le consequenziali statuizioni di condanna;             Visto il ricorso con i relativi allegati;           Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune intimato e della società controinteressata;           Visti i motivi aggiunti di gravame, notificati il 7.1.2003, attraverso i quali si impugnano il verbale di aggiudicazione definitiva, di cui alla determinazione dirigenziale n. 90 R.G. 1965 del 27.12.2002 ed il relativo atto di comunicazione n. prot. 3447 del 28.12.2002;           Visto il ricorso incidentale, notificato il 2 e il 9 gennaio 2003 da CLIN Industrie Città s.p.a.;             Viste le memorie depositate dalle parti;                         Visti gli atti tutti della causa;             Relatore, alla pubblica udienza del 16 gennaio 2003, il Consigliere  G. De Michele, uditi gli Avvocati F.A. Caputo per la ricorrente, F.G.Scoca per il Comune resistente e F. Sorrentino per la parte controinteressata;             Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Attraverso il ricorso in esame, notificato in data 8.11.2002 - nonché attraverso motivi aggiunti di gravame, notificati il 7.1.2003  - il Consorzio G.f.M., già affidatario del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani - impugnava gli atti (meglio specificati in epigrafe) attraverso cui il Comune di Pomezia aveva revocato la precedente determinazione di costituire, per il servizio in questione, una società mista (s.p.a. a prevalente capitale pubblico, a cui il ricorrente consorzio era vincolato a partecipare e che avrebbe dovuto essere operativa, a partire dal mese di dicembre 2002), con successiva emanazione di un bando di gara, per l’affidamento del medesimo servizio.                                            Avverso i provvedimenti sopra indicati e, in via subordinata, avverso l’addebito al ricorrente – in base al capitolato di gara – delle spese da sostenere per la sostituzione o la riparazione dei contenitori mancanti o non più efficienti, nonché per l’accertamento del diritto al risarcimento del danno, nell’impugnativa venivano prospettati i seguenti motivi di gravame: 1)      illegittimità derivata del bando di gara, alla stregua delle motivazioni assunte nei prodromici provvedimenti vincolanti, illegittimi per errata applicazione della normativa, di cui all’art. 35 L. n. 448/01, tenuto conto del previsto regolamento e dei profili transitori vincolanti, assoluta incongruità delle motivazioni, anche con riferimento alla legge della Regione Lazio 22.7.2002, n. 22, in quanto le disposizioni della legge finanziaria 2002, modificative dell’art. 113 T.U. n. 267/2000 non potrebbero incidere su “consolidate situazioni pregresse e in stato di attuazione”, a pena di incostituzionalità delle nuove norme, per violazione del principio di uguaglianza e per il “generalizzato monito di ultrattività della norma”; 2)      violazione di legge, del principio dell’affidamento in combinato disposto con l’art. 41 della costituzione, dei principi di buona fede che regolano i rapporti contrattuali, sotto il profilo della disapplicazione degli obblighi assunti dall’appaltante “ora e per allora”, essendo la gravata procedura lesiva dell’affidamento dell’attuale ricorrente, la cui libera iniziativa economica non avrebbe potuto subire restrizioni – in ordine alla sottoscrizione di quote della costituenda Società mista – nell’ambito della fase transitoria, prefigurata dallo stesso art. 35 L. n. 448/01;