SOGGETTI ABILITATI A RILASCIARE POLIZZE FIDEJUSSORIE



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Riparto di competenze in materia di concessioni di servizi



































































































5REPUBBLICA ITALIANA 5REPUBBLICA  ITALIANA                                   N. 3716/02 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                   N.8955       REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha                 ANNO 2001 pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 8955/2001, proposto dalla Ditta Riccelli Enrico- Impresa Individuale Costruzioni OO.PP., rappresentata e difesa dall'avv.Donato Pennetta, con domicilio eletto presso lo studio dell'avv. Nicola Petracca, in Roma , alla via dei Gracchi, n.39; contro Impresa Di Fiore Giovanni, in persona del suo legale rappresentante, difesa e rappresentata dall'avv.Valerio  Barone e dall'avv.Giorgio Recchia, ed elettivamente  domiciliata presso lo studio di quest'ultimo in Roma, al corso Trieste,n.88, e nei confronti della Comunità Montana del Vallo di Diano, in persona  del suo legale rappresentante pro tempore, non costituitasi, per l' annullamento della sentenza   del TAR Campania, Salerno, sez.I, n.1100/2001 del 17 luglio 2001. Visto il ricorso con i relativi allegati. Visto l'atto di costituzione in giudizio della ditta Riccelli e la mancata costituzione della Comunità Montana del Vallo di Diano. Vista l'ordinanza n.5324 de  25 settembre 2001, con la quale questo collegio ha respinto l'istanza cautelare di sospensione della efficacia della sentenza impugnata. Visti tutti gli ati di causa. Udito il consigliere Paolo de Ioanna, nella pubblica udienza del 14 dicembre 2001. Uditi i difensori delle parti come da verbale d’udienza Visto il dispositivo n. 710 in data 19 dicembre 2001. Considerati in fatto e ritenuto in diritto quanto segue: Fatto. 1.     Con sentenza n.1100/2001 del 10.5.2001, il TAR Campania sez. di Salerno,1a sez., ha accolto il ricorso dell'Impresa Di Fiore  , per l'annullamento della  determinazione n.69 del 27.11.2000 con la quale la Comunità Montana del Vallo di Diano ha aggiudicato la gara per la realizzazione degli itinerari turistici del Vallo di Diano all'Impresa Riccelli, attuale appellante. L'Impresa Di Fiore , 2a classificata ha sostenuto , tra gli altri motivi di censura, l'illegittimità dell'offerta vincitrice in quanto l'Impresa Riccelli avrebbe prestato la cauzione provvisoria  di cui all'art.30,1° comma, della legge n.109 del 1994 ed alla lettera  c), capo II del bando di gara, mediante polizza fidejussoria  rilasciata non  da un istituto bancario o assicurativo, bensì da soggetto intermediario finanziario e come tale non abilitato. Inoltre, il ricorrente in primo grado, ha censurato l'operato dalla PA nel corso della gara, laddove  aveva deciso di detrarre dalla sua offerta l'importo degli oneri di sicurezza, modificando così in modo arbitrario il contenuto complessivo della offerta  dell'Impresa Di Fiore. Questi motivi sono stati ritenuti giustificati dal TAR e posti a base della sua sentenza di accoglimento.  2.     Con ordinanza cautelare n.5324 del 25 settembre 2001, questo Collegio ha respinto l'istanza di sospensione della sentenza impugnata. 3.     La causa è stata trattenuta in decisione nella pubblica udienza del 14 dicembre 2001. Diritto. 1.     La Ditta Enrico Riccelli ripropone , in primo luogo, il motivo della tardività del ricorso di primo grado. Tale censura non ha pregio in quanto il provvedimento di aggiudicazione non è stato comunicato all'Impresa Di Fiore e non è stato reso pubblico in alcuna forma di legge idonea a  far ragionevolmente presumere una conoscenza del suo contenuto lesivo da parte dell'Impresa Di Fiore. Dunque il termine per la sua impugnazione decorre dalla data della sua effettiva conoscenza.Il ricorso di primo grado non è tardivo. 2.     Con il secondo motivo di appello, la ditta Roccelli affronta il punto centrale della causa: se una polizza fidejussoria rilasciata da un intermediario finanziario sia equiparabile, ai fini della gara, a quella rilasciata da un istituto bancario, ai sensi dell'art.30 della legge n.109 del 1994, e successive modificazioni ed integrazioni. La questione viene riproposta dall'appellante facendo leva sul disposto dell'art.145,comma 50, della legge 23 dicembre 2000,n.388: tale disposizione , come è noto, ha stabilito che gli intermediari finanziari che posseggono alcune particolari caratteristiche operative,( svolgimento in via esclusiva o prevalente di attività di intermediazione, secondo una certificazione che deve essere rilasciata  dal Ministero del tesoro) sono abilitati a rilasciare cauzioni valide , ai fini dell'art.30 della citata legge n.109, sotto forma di polizze fidejussorie o di  fidejussioni dirette. La tesi dell'appellante è che tale disposizione avrebbe una portata essenzialmente interpretativa e non innovativa: stante dunque il regime giuridico retto dal citato art.30 della legge quadro sui lavori pubblici e a prescindere dal successivo intervento , meramente interpretativo dell'art.145 , comma 50, prima indicato, gli istituti di intermediazione finanziaria  iscritti nell'apposito elenco istituito presso il Ministero del Tesoro, potevano già ben rilasciare cauzioni fudejussorie, ai fini dell'art.30 citato. 3.     Tale tesi, pur avendo una sua plausibilità astratta, risulta costantemente smentita dagli orientamento prevalenti dei giudici amministrativi , preoccupati di garantire una cornice di certezza e di trasparenza competitiva nell'interpretazione delle clausole di gara. In particolare, questo Collegio, anche recentemente ha avuto modo di chiarire che le norme sulla disciplina delle cauzioni prevedevano in modo esplicito e tassativo l'esigenza dell'intervento di un istituto bancario o assicurativo e che......