SPESE LEGALI: RIMBORSI A COMPONENTI ESTERNI DELLE COMMISSIONI



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Riconoscimento parte variabile della retribuzione



































































































SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE SECONDA APPELLO Sentenza 30 2010 Responsabilità 08-02-2010 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SECONDA SEZIONE GIURISDIZIONALE CENTRALE D’APPELLO composta dai magistrati dott. Carmelo Geraci                                     Presidente dott. Stefano Imperiali                                  Consigliere relatore dott. Mario Pischedda                                    Consigliere dott. Josef Hermann Rössler                          Consigliere dott.ssa Angela Silveri                                   Consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA sull’appello n. 21074 del registro di segreteria, proposto dai sigg. Rodolfo Fabrizi, Gaetano Fratarcangeli, Renato Genovesi, Ruggiero Mastrantoni, Pierino Milani e Silvana Viti, tutti rappresentati e difesi dall’avv. Vincenzo Colalillo con domicilio in Roma alla via Albalonga 7, per l’annullamento della sentenza della Sezione Giurisdizionale per il Lazio n. 1359 del 5.5.2004. Visti gli atti e i documenti del giudizio; Uditi nella camera di consiglio del 17.12.2009 il consigliere relatore, l’avv. Paola Conticiani per delega dell’avv. Vincenzo Colalillo e il Vice Procuratore Generale dott.ssa Letizia De Lieto Vollaro; Ritenuto in FATTO 1. Con atto di citazione del 13.12.2002, la Procura Regionale per il Lazio chiamò in giudizio i sigg. Rodolfo Fabrizi, Gaetano Fratarcangeli, Renato Genovesi, Ruggiero Mastrantoni, Pierino Milani, Arcangelo Savone e Silvana Viti, tutti ex amministratori del Comune di Boville Ernica (FR), per il risarcimento di un danno pari a € 9.263,33, conseguente all’“indebito esborso delle spese legali disposto a favore dei componenti della Commissione Edilizia in quanto assolti in un procedimento penale nel quale erano imputati per avere favorito il sindaco pro-tempore”, il quale, rilevava la Procura, “aveva commesso reati di abusivismo edilizio, relativi alla propria abitazione, prontamente sanati dai componenti della Commissione”. Con sentenza n. 1359 del 5.5.2004, la Sezione Giurisdizionale per il Lazio ha ritenuto che i rimborsi in questione - disposti con deliberazioni di Giunta Comunale n. 570 del 1997, n. 624 del 1997, n. 728 del 1997, n. 165 del 1998 e n. 226 del 2000 - fossero effettivamente ingiustificati. Ha pertanto condannato i convenuti a pagare, in tutti i casi con rivalutazione, interessi e spese: Rodolfo Fabrizi € 1.097,87; Gaetano Fratarcangeli € 1.646,81; Renato Genovesi € 1.372,34; Ruggero Mastrantoni € 1.097,87; Pierino Milani € 274,46; Arcangelo Savone € 274,46; Silvana Viti € 1.646,81. 2. Con atto notificato il 7.7.2004 e depositato il 26.7.2004, i sigg. Fabrizi, Fratarcangeli, Genovesi, Mastrantoni, Milani e Viti hanno proposto appello avverso la sentenza della Sezione territoriale, affermando che questa “non spiega perché - concretamente - non spettasse il rimborso agli imputati”, che erano stati “assolti con formula piena (perché il fatto non costituisce reato)”. Si sostiene inoltre che “la condotta degli appellanti” non era comunque “riconducibile al concetto di colpa grave”, poiché la Giunta aveva acquisito tutti i pareri necessari, compreso quello di legittimità del segretario comunale, e aveva inoltre inteso evitare giudizi nei confronti del Comune con il conseguente “rischio di maggiori oneri”. Si precisa infine che la decisione impugnata “ha condannato gli odierni appellanti anche con riferimento alla deliberazione di G.C. n. 728 dell’11 dicembre 1997”, già oggetto di un distinto giudizio di responsabilità davanti a questa Corte. 3. Con conclusioni del 23.10.2006, la Procura Generale ha affermato che “la fattispecie dannosa riconducibile alla predetta delibera di G.M. n. 728/97 dovrebbe essere stralciata dal presente giudizio”; “il conflitto d’interesse” nella fattispecie riguarda “gli Assessori ed il Sindaco, da un canto, e l’ente locale, dall’altro”; “il parere di legittimità da parte del Segretario Comunale” si risolveva in un “particolare atto di controllo preventivo”; la Sezione potrebbe eventualmente esercitare il suo potere riduttivo dell’addebito, nella misura del 50%, “in favore di tutti gli appellanti escluso il dott. Mastrantoni Ruggero, sindaco p.t. del Comune di Boville Ernica”. Con memoria depositata il 24.11.2009, gli appellanti hanno ribadito le argomentazioni del gravame, precisando che la deliberazione n. 728 del 1997 è stata oggetto di altro giudizio definito da questa Sezione con sentenza n. 34 del 28.1.2008, che ha escluso una colpa grave dei convenuti. 4. All’udienza del 17.12.2009, l’avv. Paola Conticiani ha insistito per l’accoglimento dell’appello. Il rappresentante della Procura Generale si è invece rimesso alle valutazioni della Sezione, richiamando la decisione già presa, in fattispecie analoga, con la citata sentenza n. 34 del 2008. Considerato in DIRITTO 1. Si premette che la deliberazione della Giunta Comunale di Boville Ernica n. 728 dell’11.12.1997 aveva disposto due distinti rimborsi di spese legali: uno di lire 4.896.000 a favore del sindaco dott. Ruggiero Mastrantoni e un altro di lire 2.430.000 a favore del componente della Commissione Edilizia Comunale sig. Antonio Fabrizi. Il primo rimborso è stato oggetto del giudizio definito in secondo grado con la sentenza di questa Sezione n. 34 del 2008. Il secondo rimborso rientra invece nella controversia decisa in primo grado con la sentenza in questa sede impugnata. Non vi è stata, pertanto, alcuna indebita duplicazione di giudizi. 2. Ciò posto, si rileva che l’art. 67 del d.P.R n. 268 del 1987 sul personale degli enti locali stabilisce: “l’ente, anche a tutela dei propri diritti e interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto d’interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento”. In sostanza, il rimborso delle spese legali è possibile solo qualora il procedimento che ha coinvolto il dipendente dell’ente locale non abbia evidenziato un conflitto d’interessi con l’amministrazione di appartenenza. E questo presupposto di legittimità del rimborso può ravvisarsi solo nei casi in cui al dipendente non sia stata contestata, o comunque risulti ex post esclusa dalla decisione che ha chiuso il procedimento, una condotta contraria agli interessi dell’amministrazione di appartenenza. 3. Nella vicenda in esame, ai componenti della Commissione Edilizia Comunale era stato invece contestato, in sede penale, di aver illecitamente favorito la sanatoria di abusi edilizi commessi dal sindaco Mastrantoni. E il Giudice per l’Udienza Preliminare di Frosinone aveva sì dichiarato di non doversi procedere nei confronti degli imputati perché il fatto non costituiva reato, ma aveva anche evidenziato “l’illegittimità della condotta del Mastrantoni e delle decisioni assunte dalla CEC”.  Orbene, proprio questa illegittimità esclude la riconducibilità dell’attività dei componenti della Commissione agli interessi dell’amministrazione comunale, ovverosia quell’assenza di un conflitto di interessi che costituisce, come si è detto, il necessario presupposto del rimborso delle spese legali. In definitiva non spettava, nella fattispecie, alcun rimborso. 4. Senonché, va considerato che il procedimento penale che aveva dato luogo alle spese legali di cui fu disposto il rimborso con le deliberazioni in questione aveva comunque avuto un esito favorevole agli imputati. E va anche considerato che nella sentenza impugnata risulta accertato - senza contestazioni e tanto meno appelli da parte della Procura Regionale o di quella Generale - che le deliberazioni della Giunta Comuna......