TERMINI DI DECORRENZA PER IL RICORSO



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Rilevanza esterna dell'atto conclusivo della conferenza dei servizi



































































































N N. 08543/2010 REG.SEN. N. 05136/2010 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5136 del 2010, proposto da: Azienda Mobilita' e Trasporti Bari - AMTAB - S.p.A., rappresentata e difesa dall'avv. Maurizio Corain, con domicilio eletto presso l’avv. Maurizio Corain in Roma, via Ludovisi n. 16; contro S.V.A:N. - Societa' Vendita Automezzi Nissena - s.r.l., rappresentata e difesa dagli avv. Alessandro Arcifa e Luigi Cimino, con domicilio eletto presso l’avv. Pietro Ruzza in Roma, via Accinni n. 63; nei confronti di Iveco S.p.A.; De Simon Group S.p.A.; per la riforma della sentenza breve del T.A.R. PUGLIA - BARI: SEZIONE I n. 00695/2010, resa tra le parti, concernente GARA PER FORNITURA RICAMBI PER AUTOBUS. Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio ed appello incidentale di S.V.A.N. s.r.l.; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 ottobre 2010 il Cons. Angelica Dell'Utri e uditi per le parti gli avvocati Corain e Arcifa; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO Con atto inviato per la notifica il 26 maggio 2010 e depositato il 9 giugno seguente l’Azienda Mobilità e Trasporti Bari – AMTAB – S.p.A. ha appellato la sentenza succintamente motivata 1° marzo 2010 n. 695 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sede di Bari, sezione prima, con la quale è stato accolto in parte il ricorso della Società Vendita Automezzi Nissena a r.l. - S.V.A.N. – avverso la sua esclusione dalla gara (lotti 1 e 6) indetta da AMTAB per la fornitura biennale di ricambi originali, o originali di primo impianto, o equivalenti per autobus, disposta nel verbale 5 ottobre 2009 n. 2, i successivi verbali, il provvedimento di aggiudicazione definitiva in favore della Iveco S.p.A. (lotto 1) e della De Simon Group S.p.A. (lotto 6), gli atti presupposti e connessi, compresa la clausola di cui al punto 6 della lettera d’invito/disciplinare, nonché per il risarcimento del danno. Premesso, tra l’altro, che l’accennata clausola impone a pena di esclusione ai fornitori di ricambi originari Iribus, Bredamenarinibus e Man di allegare l’autorizzazione alla vendita della casa costruttrice e che la S.V.A.N. è stata esclusa per non aver prodotto tale autorizzazione, a sostegno dell’appello ha, in sintesi, dedotto: 1.- Tardiva impugnazione della clausola della lex specialis di gara, immediamente lesiva e riguardante un requisito di partecipazione; 2.- Erroneamente il primo giudice ha ritenuto che detta clausola producesse restrizione della concorrenza, dal momento che non comporta un vincolo ad approvvigionarsi dalla casa-madre e si consentono anche ricambi equivalenti o di primo impiego; del resto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha archiviato una denuncia relativa al bando AMTAB, mentre il precedente richiamato non concerne fattispecie identica. Peraltro, per un lotto S.V.A.N. ha dichiarato fuori gara di aver acquistato nel 2007 uno stock di ricambi IVECO da ATM, senza nulla aggiungere su quantità e tipologie atte a garantire la fornitura per due anni e, in quanto risalenti, si tratta di ricambi per veicoli obsoleti che possono non essere utilizzabili sui veicoli nuovi predisposti da AMTAB. 3.- Nell’affermare che S.V.A.N. dovesse essere riammessa e la sua offerta valutata, il TAR ha omesso di considerare che la riammissione comporta la ripetizione integrale della gara, previa indizione di nuovo bando privo della clausola ritenuta illegittima. Con atto inviato per la notifica il 3 giugno 2010 e depositato il 7 seguente S.V.A.N. si è costituita in giudizio, ha svolto controdeduzioni ed ha proposto appello incidentale, chiedendo la riforma della stessa sentenza nella parte in cui ha respinto il primo mezzo di gravame e la domanda di risarcimento dei danni. Poi con memoria del 1° luglio 2010 ha eccepito l’improcedibilità dell’appello principale in quanto depositato il 9 giugno, oltre dieci giorni dalla consegna in data 26 maggio per la notifica, tenuto conto che per il notificante l’atto si considera notificato alla consegna o spedizione per le notifiche e può essere depositato anche solo con le relative prove, sicché da tale momento decorre il termine di deposito. AMTAB ha replicato con memorie del 3 luglio e 8 ottobre 2010. A sua volta, la S.V.A.N. ha insistito nell’eccezione con memoria del 16 ottobre 2010. All’odierna udienza pubblica la causa è stata introitata in decisione, previa trattazione orale. Ciò posto, è infondata la predetta eccezione di improcedibilità dell’appello principale, sollevata dall’appellata per la pretesa inosservanza del termine di dieci giorni (anziché di quindici ex art. 23 bis, co.2, della legge n. 1034 del 1971, introdotto dall’art. 4 della legge n. 205 del 2000) dalla notificazione dell’atto per il suo deposito, termine all’epoca previsto dall’art. 245, co. 2 quinquies, lett. b), del d.lgs. n. 163 del 2006 come modificato dall’art. 8 del d.lgs. 20 marzo 2010 n. 53 del 2010. La Sezione ha già avuto modo di chiarire che, pure a seguito delle note sentenze della Corte costituzionale in materia di notificazioni, costituisce principio pacifico quello secondo cui il termine per il......