TERMINI E MODALITA’ PER LE RICHIESTE DI MUTUI PER GLI ENTI DISSESTATI



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REVOCA DEI RAPPRESENTANTI NOMINATI DALL’ENTE LOCALE



































































































COMUNICATO COMUNICATO Enti dissestati: Istruzioni applicative del decreto ministeriale n. 3323/2004 del 7 giugno 2004 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 30 giugno 2004. Scadenza del 30 luglio 2004 per la domanda accesso al fondo speciale 2002. § 1. Premessa L'articolo 255 del testo unico 18 agosto 2000, n. 267, al comma 5 prevede l'istituzione di un fondo finalizzato agli interventi a favore degli enti locali in stato di dissesto finanziario, costituito dalle eventuali disponibilità residue del contributo determinato per ciascun ente sulla base dei criteri indicati dal comma 4 del medesimo articolo. Tali somme possono essere destinate, su richiesta motivata dell'organo consiliare e dell'organo straordinario di liquidazione, secondo parametri e modalità definiti con decreto del Ministro dell'interno, all'assunzione di mutui integrativi per necessità emerse nel corso della procedura di liquidazione e pagamento della massa passiva di cui all'articolo 256 del citato testo unico, nonché nei casi di cui al comma 12 del medesimo articolo. Il mutuo, da assumere con la Cassa depositi e prestiti, è autorizzato dal Ministero dell'interno, previo parere della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali. La priorità nell'assegnazione è data agli enti locali che non hanno usufruito dell'intera quota disponibile, ai sensi del comma 4 dell'articolo 255. Per l'anno 2001 il fondo è già stato ripartito sulla base del decreto ministeriale n. 50186 del 9 aprile 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 116 del 21 maggio 2001, che fissa i parametri e le modalità per l'utilizzazione del fondo, mentre il decreto in oggetto disciplina le modalità e i termini che gli enti dissestati devono rispettare per accedere alla ripartizione del fondo relativo all'anno 2002. § 2. Accesso al fondo Ai sensi dell'articolo 1 del decreto ministeriale n. 3323/2004 del 7 giugno 2004, le richieste di accesso al fondo per l'anno 2002 devono essere inoltrate, entro il 30 luglio 2004 (termine perentorio di un mese dalla data di pubblicazione dello stesso sulla Gazzetta Ufficiale), al Ministero dell'interno, Direzione centrale della finanza locale - Ufficio Trasferimenti Ordinari agli Enti locali e Risanamento degli Enti Locali Dissestati. Fa fede il timbro dell'ufficio postale. In ogni caso, tutti gli enti che non presentino domanda per il fondo in corso d'assegnazione o la presentino fuori termine, potranno richiedere di partecipare alla ripartizione dell'eventuale fondo determinatosi nell'anno successivo. Gli enti richiedenti l'accesso al fondo per il 2002, unitamente a quelli che hanno presentato richiesta di accesso al fondo 2001 fuori termine, devono obbligatoriamente produrre: 1. Richiesta motivata che spieghi in maniera chiara, analitica ed esaustiva, le motivazioni che la supportano. La domanda deve essere presentata a firma del sindaco e dell'organo straordinario della liquidazione; 2. Attestazione riepilogativa della gestione straordinaria della liquidazione prevista dal decreto n. 3323/2004 del 7 giugno 2004, allegata al citato decreto, debitamente compilata e sottoscritta dal sindaco dell'ente, dall'organo straordinario della liquidazione, dai responsabili dei servizi addetti al patrimonio e dal responsabile del servizio finanziario; 3. Delibera consiliare nelle forme consuete e resa esecutiva ai sensi dell'articolo 134, commi 3 e 4, del testo unico, preferibilmente dichiarata immediatamente eseguibile con il voto espresso dalla maggioranza dei componenti (comma 4), che deve prendere atto dell'attestazione allegata alla presente circolare; 4. Delibera dell'organo straordinario della liquidazione, dalla quale si evincano chiaramente le risultanze della gestione della liquidazione (soprattutto nei casi in cui il piano di estinzione non sia ancora pervenuto a questo Ministero). Si sottolinea che l'accesso al fondo, ai sensi del citato articolo 1, è da intendersi atto dovuto da parte dell'organo straordinario della liquidazione, che secondo la normativa vigente, ha l'onere di attivarsi per reperire tutte le somme disponibili affinché l'ente possa raggiungere un vero e proprio risanamento. § 3. Determinazione del fondo Ai sensi dell'articolo 2 del D.M. n. 3323/2004 la disponibilità del fondo 2002 è fissata al 31 dicembre 2002 ed è costituita come di seguito indicato: 1) dal residuo rinveniente dalla ripartizione del fondo 2001 non interamente utilizzato dagli enti legittimati; 2) dalla somma delle quote stabilite dall'articolo 255, comma 4, del testo unico non utilizzate dagli enti che hanno avuto approvato il piano di estinzione o la relativa integrazione tra il 1 luglio 2001 e il 31 dicembre 2002; 3) dalle economie di mutuo riversate allo Stato dagli enti che hanno avuto approvato il piano di estinzione o la relativa integrazione tra il 1 luglio 2001 ed il 31 dicembre 2002 e per i quali l'organo straordinario della liquidazione ha approvato il rendiconto della gestione. L'ammontare del fondo è suscettibile di variazione a seguito della mensile determinazione del tasso di interesse applicato dalla Cassa depositi e prestiti sui mutui concessi. § 4. Individuazione soggetti ammissibili Scaduto il termine fissato per la presentazione delle richieste saranno individuati, ai fini della partecipazione al fondo speciale per l'anno 2002, gli enti che hanno trasmesso la propria istanza entro il termine stabilito. Tutte le richieste pervenute oltre il termine previsto, saranno ritenute non valide ai fini della partecipazione al fondo speciale per l'anno 2002. Non sono ammissibili le richieste degli enti: 1) il cui organo straordinario della liquidazione ha approvato il rendiconto della liquidazione ai sensi dell'articolo 256, comma 11 del testo unico; 2) che hanno avuto approvato il piano di risanamento ai sensi dell'articolo 25 del decreto legge 2 marzo 1989, n. 66 (per i quali era previsto l'intervento erariale per la totale copertura dell'intero fabbisogno pregresso); 3) che rientrano nelle tipologie previste dall'articolo 18, commi 5 e 6, del decreto legislativo 15 settembre 1997, n. 342 che ha regolamentato il regime transitorio a seguito dell'emanazione dello stesso decreto legislativo che ha innovato la procedura della liquidazione straordinaria, nei casi in cui l'ulteriore fabbisogno possa essere finanziato dall'eventuale quota di mutuo ancora disponibile; 4) avanzate per l'applicazione della procedura semplificata (in quanto trattasi di una fase iniziale basata su una sommaria delibazione sulla fondatezza dei crediti, nella quale non si ha ancora la certezza dell'ammontare dei debiti. In questo caso la richiesta del mutuo integrativo potrà essere inoltrata successivamente); 5) che hanno già partecipato alla ripartizione del fondo 2001, usufruendo del mutuo integrativo. § 5. Compilazione dell'attestazione I dati da riportare nell'attestazione devono essere indicati secondo le modalità previste per la redazione delle risultanze finali del piano di estinzione (per le quali si rimanda alla circolare FL n. 16 del 10 luglio 2002). Si ritiene utile rammentare, per quanto riguarda alcune delle voci che compongono la massa attiva del piano di estinzione, che: - ai sensi dell'articolo 255, comma 9 del testo unico, la vendita dei beni mobili ed immobili ha carattere sussidiario e suppletivo per il ripiano dell'indebito pregresso, ma l'ente è obbligato a ricorrervi se le ulteriori voci attive non sono sufficienti a coprire interamente il fabbisogno; - gli avanzi di amministrazione determinatisi nei cinque anni decorrenti da quello dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, devono essere prioritariamente destinati a sanare l'indebitamento dell'ente. Nell'attestazione, oltre all'indicazione degli importi di ciascuna delle voci che compongono la massa attiva, devono essere dichiarate, relativamente al patrimonio mobiliare ed immobiliare disponibile, al patrimonio derivante da attività produttive e agli avanzi di amministrazione, le motivazioni che dimostrino l'eventuale impossibilità, o diversa destinazione di tali partite, al finanziamento dell'indebitamento pregresso da parte dell'ente. Parimenti, relativamente al limite dell'importo massimo del mutuo a proprio carico, l'ente deve attestare di avere già raggiunto la percentuale prevista dall'articolo 255, comma 9 del testo unico, ovvero di non essere in grado di porre a carico del proprio bilancio ulteriori oneri che porterebbero ad un irrigidimento dello stesso, causando inevitabilmente l'impossibilità di garantire i servizi essenziali dell'ente. Relativamente alla massa passiva possono essere inclusi solamente i debiti di bilancio e i debiti fuori bilancio accertati e riconosciuti dall'organo straordinario della liquidazione. § 6. Istruttoria Le richieste presentate saranno preliminarmente esaminate dal punto di vista formale relativamente alla modalità e completezza nella redazione, nonché al rispetto del termine di presentazione. Per quanto riguarda gli aspetti sostanziali della richiesta occorre tenere presente che l'articolo 6 del decreto ministeriale n. 50186 del 9 aprile 2001, stabilisce che sono legittimati a partecipare alla ripartizione del fondo, sulla base dei parametri indicati all'articolo 7, gli enti che dimostrano di non poter far fronte con ulteriori interventi a carico del loro bilancio al pagamento delle passività residue dopo l'utilizzo della massa attiva realizzata nella gestione della liquidazione. Nel caso in cui l'ente non abbia partecipato alla formazione della massa attiva non scatta automaticamente l'esclusione dal fondo. Sarà necessario valutare la situazione socio economica e demografica del contesto in cui l'ente stesso opera. E' infatti prevista, nell'attestazione allegata alla presente circolare, una parte in cui devono essere dettagliatamente spiegate le motivazioni per le quali l'ente non ha potuto contribuire con risorse proprie. E' prevista la possibilità di accesso al fondo, per la parte già finanziata dall'ente, nel caso in cui lo stesso abbia contratto anticipatamente un mutuo a carico del proprio bilancio per il pagamento a saldo delle passività rilevate, purché venga dimostrata l'impossibilità di continuare a sostenerne gli oneri per sopravvenute difficoltà finanziarie. L'ufficio, in caso di erronea o incompleta indicazione dei dati preliminarmente valutati, ha facoltà di chiedere ulteriori elementi di valutazione sia all'ente che all'organo straordinario della liquidazione i quali dovranno rispondere entro il termine perentorio di 30 giorni. § 7. Ripartizione del fondo e graduatoria