TRASFERIMENTO DI FARMACIA NELL'AMBITO DELLA SEDE DI COMPETENZA



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N N. 08147/2010 REG.SEN. N. 05766/2003 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente   DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 5766 del 2003, proposto da: Filice Eny, Filice Alessandra e Filice Antonio, in qualità di eredi di Lucente Antonia, nonché da Chiappetta Maria Gabriella, nella qualità di direttore responsabile della gestione provvisoria della Farmacia Lucente, rappresentati e difesi dagli avv. Vito Bellini ed Enzo Paolini, con domicilio eletto presso il primo, in Roma, via Orazio 3; contro A.S.L. n. 4 di Cosenza, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio; nei confronti di Comune di Rose, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Anna Fasanella e Angelo Gangi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Francesca Pulice, in Roma, via Carlo Mirabello n. 7; per la riforma della sentenza del T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, n. 944 del 2002, di reiezione del ricorso proposto dalla dott. Antonia Lucente contro la deliberazione del Direttore Generale della ASL n. 4 di Cosenza n. 851 dell’8.6.2000, con la quale è stata respinta la domanda di autorizzazione al trasferimento della sede della farmacia di cui era titolare la suddetta all’interno della sede unica del Comune di Rose; in subordine per la sospensione del giudizio con trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Rose; Vista la memoria prodotta dalle parti appellanti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Relatore, nella udienza pubblica del 27.4.2010, il Consigliere Antonio Amicuzzi e uditi per le parti gli avvocati Faccini e Canonaco, su delega, rispettivamente, degli avv.ti Bellini e Gangi, come specificato nel verbale; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.   FATTO Con il ricorso in appello in epigrafe indicato i signori Filice Eny, Filice Alessandra e Filice Antonio, nella qualità di eredi della dott. Antonia Lucente, nonché la sig.ra Chiappetta Maria Gabriella, nella qualità di direttore responsabile della gestione provvisoria della Farmacia Lucente, hanno chiesto la riforma della sentenza del T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, n. 944 del 2002, di reiezione del ricorso proposto da Lucente Antonia contro la deliberazione del Direttore Generale della ASL n. 4 di Cosenza n. 851 dell’8.6.2000, con la quale era stata respinta la domanda di autorizzazione al trasferimento della sede della farmacia di cui era titolare la suddetta all’interno della sede unica del Comune di Rose, più precisamente nella Contrada Petraro. A sostegno del gravame sono stati dedotti i seguenti motivi: 1.- Violazione di legge. Sarebbe stato violato l’art. 4 della L. n. 475 del 1968, come modificato dall’art. 1 della L. n. 362 del 1971, secondo il quale il trasferimento all’interno della stessa zona può avvenire se il posto sia distante almeno duecento metri da altra farmacia e se è accessibile con gli ordinari mezzi di comunicazione, condizioni nel caso di specie sussistenti. 2.- Travisamento dei fatti. La A.S.L. n. 4 di Cosenza ed il Comune di Rose non avrebbero tenuto conto della circostanza che, al momento della richiesta di trasferimento, i locali di Via Italia, in cui era situata la farmacia in questione, erano inidonei e non utilizzabili per la somministrazione dei medicinali. 3.- Sviamento di potere. L’Amministrazione avrebbe in realtà perseguito il fine sviato, coincidente con l’interesse di farmacisti concorrenti. 4.- Ingiustizia manifesta. Sussisterebbe l’epigrafato vizio perché le norme che consentono il trasferimento permettono di adottare accorgimenti atti a salvaguardare le esigenze degli abitanti che si ritengono pregiudicati. Se si potesse convenire con il provvedimento impugnato il diritto al trasferimento sarebbe sottoposto sine die alla discrezionalità della P.A., in maniera tale da essere sostanzialmente annullato, con contrasto dell’art. 4 della L. n. 475 del 1968, come modificato dall’art. 1 della L. n. 362 del 1971, con gli artt. 3, 35 e 41 della Costituzione. Con atto depositato il 16.9.2003 si è costituito in giudizio il Comune di Rose, intervenuto in primo grado, che ha contestato la fondatezza dell’appello, concludendo per la reiezione. Con memoria depositata il 9.4.2010 le parti ricorrenti hanno ribadito tesi e richieste. Alla pubblica udienza del 27.4.2010 il ricorso è stato trattenuto in decisione alla presenza degli avvocati delle parti come da verbale di causa agli atti del giudizio. DIRITTO 1.- Con il ricorso in appello in esame le parti in epigrafe indicate hanno chiesto la riforma della sentenza del T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sezione I, n. 944 del 2002, di reiezione del ricorso proposto da Lucente Antonia contro la deliberazione del Direttore Generale della ASL n. 4 di Cosenza n. 851 dell’8.6.2000 (con la quale era stata respinta la domanda di autorizzazione al trasferimento della sede della farmacia (di cui era titolare la suddetta all’interno della sede unica del Comune di Rose, più precisamente nella Contrada Petraro) nell’assunto che dal provvedimento impugnato si desumeva che il diniego era dovuto alla circostanza che il trasferimento avrebbe reso disagevole per la maggioranza dei cittadini raggiungere il presidio (atteso che nella località Petraro di nuova ubicazione risiedeva una minoranza dei residenti nel Comune) ed il trasferimento della farmacia sarebbe quindi risultato di ostacolo alla fruizione del servizio per la maggioranza della popolazione, potendo comunque farsi fronte alle esigenze evidenziate dalla ricorrente in sede di pianificazione in materia di assistenza farmaceutica. 2.- Innanzi tutto la Sezione rileva che non comporta sopravvenienza di carenza di interesse al rico......