TRASFERIMENTO DI PERSONALE E COMUNICAZIONE AVVIO PROCEDIMENTO



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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la toscana - I^ Sez. ha pronunciato la seguente sezione     n° 696/07     n°  1130/05   SG prima     reg. dec.     reg. ric. SENTENZA sul ricorso n. 1130/2005 proposto da MINONNE Massimo rappresentato e difeso anche disgiuntamente dagli Avv.ti Francesco Alvaro e Michele Palla, ed elettivamente domiciliato presso lo studio del primo in Firenze, Piazza S. Firenze n. 2; contro il Ministero dell’Interno e la Questura di Firenze, costituitisi in giudizio, rappresentati e difesi ex lege dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Firenze presso i cui Uffici domiciliano in Firenze Via degli Arazzieri n. 4; per l’annullamento del provvedimento n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 138/05, avente ad oggetto “Movimento personale”, datato 28 aprile 2005, notificato in data 29 aprile 2005, con il quale il Questore della Questura di Firenze disponeva, con effetto immediato, il trasferimento del ricorrente dall’Ufficio Squadra Mobile, Sezione Criminalità Extracomunitaria e Buoncostume, al Commissariato P.S. Oltrarno, nonché di qualsivoglia ulteriore atto, ancorché di data ed oggetto ignoti, antecedente, conseguente, derivante e/o comunque connesso con quello impugnato e tra questi, segnatamente, se ed in quanto occorrer possa, dell’ordinanza n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 13/05 avente ad oggetto “Movimento personale”, datata 21 gennaio 2005, notificata in data 24 gennaio 2004, con cui il Questore di Firenze disponeva l’aggregazione del ricorrente con decorrenza immediata dall’Ufficio Squadra Mobile, Criminalità Extracomunitaria e Buoncostume al Commissariato P.S. Oltrarno; nonché per l’accertamento del fatto che l’Isp. Minonne è stato illegittimamente adibito a mansioni non confacenti al proprio bagaglio professionale e, per l’effetto, per la condanna dell’Amministrazione - al risarcimento del danno professionale che in via equitativa si quantifica nel 50% della retribuzione globale di fatto percepita per ogni mese di accertato demansionamento, o nella percentuale maggiore o minore ritenuta di giustizia; - al risarcimento del danno morale ed esistenziale determinato dall’immediata aggregazione cui ha fatto seguito il provvedimento di trasferimento, danno che in via equitativa si quantifica in euro 50.000 o nella somma maggiore o minore ritenuta di giustizia; Visto il ricorso con i relativi allegati, notificato il 23 giugno 2005 e depositato il 6 luglio successivo; Visto l’atto di costituzione in giudizio delle Amministrazioni intimate; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti della causa; Uditi alla pubblica udienza del 24 gennaio 2007 – relatore il Consigliere Eleonora Di Santo – i difensori delle parti; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO             1. Con provvedimento n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 13/05 del 21 gennaio 2005 avente ad oggetto “Movimento personale”, il Questore di Firenze disponeva l’aggregazione di Minonne Massimo, Ispettore Capo della Polizia di Stato, per un periodo di tre mesi e con decorrenza immediata dall’Ufficio Squadra Mobile, Criminalità Extracomunitaria e Buoncostume al Commissariato P.S. Oltrarno, “al fine di razionalizzare l’impiego del personale”. Con provvedimento n. Cat. C. 5 Uff. Gab. Prot. 138/05 del 28 aprile 2005 avente ad oggetto “Movimento personale”, il Questore di Firenze disponeva, “valutate le esigenze di organico del Commissariato Sezionale di Oltrarno, ed il periodo di aggregazione trimestrale trascorso”, il trasferimento definitivo con decorrenza immediata dell’Ispettore Capo Minonne all’indicato Commissariato P.S. Oltrarno. Con il ricorso in esame, l’interessato ha impugnato tale ultimo provvedimento e, per quanto occorrer possa, anche il precedente provvedimento di aggregazione.             Ha chiesto, altresì, che l’Amministrazione venga condannata al risarcimento del danno da demansionamento, che in via equitativa si quantifica nel 50% della retribuzione globale di fatto percepita per ogni mese di accertato demansionamento, o nella percentuale maggiore o minore ritenuta di giustizia, nonché al risarcimento del danno morale ed esistenziale determinato dall’immediata aggregazione cui ha fatto seguito il provvedimento di trasferimento, danno che in via equitativa si quantifica in euro 50.000,00 o nella somma maggiore o minore ritenuta di giustizia.             Con memoria depositata in data 12 gennaio 2007, non notificata all’Amministrazione resistente, l’interessato ha integrato la richiesta di risarcimento del danno aggiungendovi anche quella relativa al danno biologico per  tutto il lungo periodo di astensione dal lavoro dovuto ad una serie di disturbi dell’equilibrio psico-fisico insorti successivamente all’adozione dei provvedimenti impugnati, quantificato in euro 15.000,00 o nella somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia.             Questi i motivi di censura dedotti a sostegno del gravame:             1) “Violazione di legge. Mancata comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990”.