VALIDITÀ DELLA CLAUSOLA AGGIUNTA IN UNA POLIZZA FIDEIUSSORIA



(continua a leggere)


Risarcimento danno subito per illegittimità nel bando



































































































N N. 01528/2010 REG.DEC. N. 08222/2009 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 8222 del 2009, proposto da Regione Autonoma Valle D'Aosta in persona del Presidente della Giunta Regionale pro tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Gianni Maria Saracco, con domicilio eletto presso l’avv. Filippo Lubrano in Roma, via Flaminia, 79/A; contro Arcas s.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore , rappresentata e difesa dagli avv. Emanuele Mazzocchi e Salvatore Alberto Romano, con domicilio eletto presso il secondo in Roma, viale XXI Aprile n.11; Zoppoli &Picher s.p.a. - Costruzioni Generali; per la riforma della sentenza del T.A.R. VALLE D'AOSTA, AOSTA n. 00065/2009;   Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Arcas S.p.A.; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 2 febbraio 2010 il Cons. Roberto Capuzzi e uditi per le parti gli avvocati Lubrano, su delega dell'avv. Saracco e Romano; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.   FATTO e DIRITTO   1. Oggetto della controversia all’esame è l’esclusione della società ricorrente dalla gara indetta dalla Regione Valle d’Aosta per l’aggiudicazione con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa dei lavori di protezione della strada regionale n. 44 della Valle del Lys, nel tratto interessante il fenomeno franoso del Tiazhore, in Comune di Gressoney Saint Jean e Gressoney la Trinité. L’esclusione dalla gara era stata disposta perché, come si legge nella comunicazione in data 21 aprile 2009, la durata della cauzione provvisoria prodotta dalla ricorrente sarebbe risultata inferiore a quella prescritta dal disciplinare di gara (240 giorni). La ricorrente in primo grado impugnava, insieme al provvedimento di esclusione, anche il disciplinare di gara, nella parte concernente la durata della cauzione provvisoria (punto 5.1). 2. Il TAR con la sentenza appellata ha ritenuto fondata la censura con cui la società ricorrente ha sostenuto l’illegittimità del provvedimento impugnato sotto un duplice profilo. Secondo il primo giudice la polizza prodotta dalla società ricorrente era infatti inequivoca nel prevedere che la durata della garanzia era pari a quella prevista dal bando. Con un unico articolato motivo la Regione Valle D’Aosta ha appellato la sentenza del TAR sostenendo la erronea interpretazione del punto 5.1. del Bando di gara, la erronea valutazione della situazione di fatto e la erronea motivazione della sentenza. Secondo la Regione la impresa avrebbe offerto una garanzia inferiore (180 giorni) a quella prescritta (240 giorni) limitandosi ad apporre una clausola di stile intrinsecamente generica “o la maggiore durata richiesta dal bando di gara”. 3. L’appello non merita accoglimento e la sentenza del primo giudice deve essere confermata. Nel caso di specie il contratto fideiussorio era stipulato su un modulo predisposto da una sola parte e cioè dalla compagnia di assicurazione. La durata della polizza era quella di 180 giorni posto che cio’ risultava dallo schema tipo 1.1. richiamato dal modulo nelle caselle “data inizio garanzia fideiussoria” e “data fine garanzia fideiussoria”. Vi era tuttavia una clausola derogatrice della durata della polizza contenuta nell’appendice di polizza ove era testualmente scritto: “ Con riferimento alla assicurazione stipulata con la polizza suindicata emessa nell’interesse della ditta obbligata ati Arcas s.p.a. Ing. Franco e c. s.p.a. …si prende atto di quanto segue: “la presente polizza fideiussoria viene rilasciata ai sensi dell’art.75 del decreto legislativo 163 del 12 aprile 2006, ha validità di almeno 180 giorni o quella maggiore prevista dal bando decorrenti dalla data di presentazione della offerta…”. Come evidenziato dalla appellata e dal TAR, tale clausola, proprio perché posta in deroga a quanto previsto dal modulo predisposto da una delle parti, non puo’ ess......