VALUTAZIONE DEL CARATTERE ANOMALO DELL’OFFERTA



(continua a leggere)


DATI RELATIVI ALLE PROPRIETA’ IMMOBILIARI



































































































N. 5013/2004 Reg. Dec. N. 2047  Reg. Ric. Anno: 2003 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE (SEZIONE QUARTA) ha pronunciato la seguente D E C I S I O N E sul ricorso in appello iscritto al NRG 2047 dell’anno 2003 proposto dall’A.T.I. costituita tra la società PONTELLO S.p.A. e la società G.F.C. S.r.l., in persona del legale rappresentante della società mandataria Pontello S.p.A., rappresentata e difesa dall’avv. Roberto de Tilla, con la quale è elettivamente domiciliata in Roma, via Antonio Sogliano n. 52; contro A.N.A.S., Ente Nazionale per le Strade, in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Stefano Astorri, con il quale è elettivamente domiciliato in Roma, via Torlonia n. 33; e nei confronti di SECOL S.p.A., in persona del legale rappresentante ministro in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Angelo Clarizia, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, Largo Principessa Clotilde n. 2; per l’annullamento della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. III, n. 1702 del 4 marzo 2003;          Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;          Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’ANAS e della SECOL S.p.A.;          Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;          Visti tutti gli atti di causa;          Relatore alla pubblica udienza del 17 giugno 2003 il consigliere Carlo Saltelli;          Uditi gli avvocati  De Tilla per l’A.T.I. appellante, Astorri per l’A.N.A.S. e Clarizia per la Secol S.p.A.;          Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue. F A T T O          Con apposito bando di gara, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee in data 11 dicembre 2000 e su quella della Repubblica Italiana il 16 dicembre 2000, l’A.NA.S. indiceva una licitazione privata per la realizzazione dei lavori di adeguamento a quattro corsie dell’estesa complessiva di Km. 63 * 561,63 – lotto 2 – dal Km. 11 + 050 al Km. 20 + 350 della S.G.C. Grossetto – Fano, tronco Grosseto – Siena (classifica F I 57/00), stabilendo (al punto 12) che l’aggiudicazione sarebbe avvenuta con il criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi dell’art. 21, comma 1, lett. C), della legge n. 109 del 1994, con le modalità di cui all’articolo 90 del D.P.R. n. 554 del 1999 e che sarebbe stata valutata l’anomalia delle offerte, ai sensi dell’art. 30, comma 4, della direttiva CEE 93/37, individuata utilizzando i criteri indicati dall’art. 21, comma 1 bis, della legge n. 109 del 1994. La Commissione di gara, giusta verbale n. 4 del 19 novembre 2001, dopo aver aperto le buste delle ditte concorrenti, tra cui quella dell’A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l. (che aveva formulato un’offerta con ribasso d’asta pari al 28,75276%), determinato il limite dell’anomalia delle offerte, pari al 25,425355000%, avviava il procedimento istruttorio di verifica dell’anomalia delle offerte per le undici ditte partecipanti le cui offerte indicavano un ribasso superiore lla predetta soglia di anomalia, tra cui anche l’A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l. Con successivo verbale n. 5 del 27 maggio 2002, la Commissione prendeva atto che il responsabile del procedimento, avvalendosi di apposite commissione tecniche istituite dall’ente appaltante, aveva concluso il procedimento di verifica, e dichiarava l’inammissibilità di tutte le offerte delle ditte sottoposte a verifica, aggiudicando provvisoriamente l’appalto in questione alla ditta SECOL S.p.A., che aveva offerto un ribasso pari al 25,41922%. Con ricorso notificato il 26 giugno 2002 la predetta A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l. chiedeva al Tribunale amministrativo regionale del Lazio: a) l’annullamento della predetta aggiudicazione dell’appalto in favore della ditta SECOL S.p.A. e dell’esclusione della propria offerta dalla gara, nonché b) il risarcimento dei danni, ai sensi dell’art. 35 del decreto legislativo n. 80 del 1998 e successive modificazioni ed integrazioni. A sostegno di detta impugnazione l’impresa ricorrente articolata due motivi di censura, lamentando, per un verso, “Violazione e falsa applicazione dell’articolo 30, comma 4, direttiva 93/37/CEE e dei principi in materia di verifica delle offerte anomale – Eccesso di potere per illogicità, difetto di istruttoria e travisamento dei fatti”, in quanto non era stato instaurato il contraddittorio sulle giustificazione dell’offerta sospettata di anomalia e le conclusioni cui era pervenuta l’Amministrazione appaltante ai fini della sua esclusione dalla gara era del tutto generiche e contraddittorie, e, per altro verso, “Ancora violazione dell’art. 30, comma4, della direttiva CEE, nonché dell’art. 21, comma 1 bis, della legge n. 109 del 1994 – Eccesso di potere per travisamento e difetto di motivazione”, in quanto non erano chiare le ragioni che avevano determinato il giudizio di anomalia dell’offerta presentata. L’adito Tribunale, nella resistenza delle intimate A.N.A.S. e SECOL S.p.A., con la sentenza n. 1702 del 4 marzo 2003, sez. III, respingeva il ricorso, ritenendo infondate entrambe le censure. L’A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l., dopo aver impugnato il dispositivo della prefata sentenza riservando di spiegare i relativi motivi, con atto notificato l’11 aprile 2003 ne ha chiesto la riforma alla stregua di sei articolati motivi di gravame, con i quali ha  riproposto sostanzialmente i motivi di primo grado, a suo avviso inopinatamente respinti, con motivazione erronea e superficiale, senza il necessario approfondimento del materiale probatorio in atti. Nel giudizio di appello si sono costituiti sia l’A.N.AS. sia la SECOL S.p.A. che hanno chiesto il rigetto dell’avverso gravame, deducendone l’inammissibilità e l’infondatezza. D I R I T T O I. E’ controversa la legittimità del provvedimento con il quale l’A.N.A.S. ha escluso dalla gara a licitazione privata per la realizzazione dei lavori di adeguamento a quattro corsie dell’estesa complessiva di Km. 63 * 561,63 – lotto 2 – dal Km. 11 + 050 al Km. 20 + 350 della S.G.C. Grosseto – Fano, tronco Grosseto – Siena (classifica F I 57/00), l’A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l. per anomalia dell’offerta, aggiudicando l’appalto alla SECOL S.p.A. La predetta A.T.I. Pontello – G.F.C. S.r.l. chiede la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. II, n. 1720 del 4 marzo 2003 che ha riconosciuto erroneamente, a suo avviso, la legittimità degli impugnati provvedimenti di esclusione dalla gara e aggiudicazione della stessa alla ricordata SECOL S.p.A.. Il gravame è affidato a sei motivi, con i quali vengono riproposti i motivi di censura sollevati in primo grado, sottolineando gli errori in cui sarebbero caduti i giudici di primo grado. Resistono all’appello l’A.N.A.S. e la SECOL S.p.A.