VERIFICA OFFERTA ANOMALA



(continua a leggere)


OSSERVAZIONI AL PRG



































































































Ethan Frome                         REPUBBLICA ITALIANA                                      N.3108/08  REG.DEC.                 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO                             N.5786        REG.RIC. Il  Consiglio  di  Stato  in  sede  giurisdizionale, (Quinta Sezione)         ANNO 2006 ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello n. 5786/2006, proposto dalla San Giorgio, S.p.A., in persona dell’amministratore unico Sig. Mario Ortori, rappresentata e difesa Dagli avv.ti Luigi Adinolfi, Angelica Buccelli e Angelo Clarizia, con i quali sono elettivamente domiciliati in Roma, presso lo studio del terzo, Via Principessa Clotilde n.2; CONTRO il Comune di Santa Maria Capua Vetere, non costituito in appello; la G.O.SAF, S.p.A.,  in persona dell’amministratore unico, prof. Vincenzo Piccoli,  rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Abbamonte,Umberto Gentile e Francesco Melone ed elettivamente domiciliata presso il primo in Roma, Via degli Avignonesi, n. 5, per la riforma della sentenza del T.A.R. della Campania, 1^ Sezione, del 16.6.2006, n. 7064; Visto il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l’atto di costituzione della Società G.O.SAF., S.p.A; Viste le memorie delle parti a sostegno delle proprie difese; Visti gli atti tutti di causa; Relatore, alla pubblica udienza del 22/01/2008, il Consigliere  Claudio Marchitiello; Uditi gli avv.ti Clarizia e Soprano, quest’ultimo per delega dl Abbamonte, come da verbale d’udienza; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO La Società San Giorgio, S.p.A., che ha partecipato alla gara per l’affidamento del servizio di gestione, liquidazione, accertamento e riscossione delle entrate tributarie, extratributarie e patrimoniali per nove anni, indetta dal Comune di Santa Maria Capua Vetere, ha impugnato in primo grado, con gli atti di gara, il provvedimento del Dirigente del Settore Finanziario dell’ente del 16.12.2005, n. 385, di assegnazione del servizio alla Società G.O.SAF, S.p.A. La G.O.SAF si è costituita in giudizio opponendosi all’accoglimento del ricorso e proponendo a sua volta ricorso incidentale. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere non si è costituito in giudizio. Il T.A.R. della Campania, 1^ Sezione, con la sentenza del 16.6.2006, n. 7064, ha accolto il ricorso incidentale e ha dichiarato inammissibile il ricorso principale. La Società San Giorgio appella la sentenza deducendone la erroneità e domandandone la riforma. Resiste all’appello la Società G.O.DAF., con eccezioni in rito e nel merito. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere non si è costituito neppure in appello. Con la decisione del 2.8.2007, n. 4294, la Sezione ha disposto incombenti istruttori. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha depositato gli atti richiesti in data 31.8.2007. Alla pubblica udienza del 22.1.2008, l’appello è stato ritenuto per la decisione. DIRITTO 1.- La Società San Giorgio, S.p.A., appella la sentenza della 1^ Sezione del T.A.R. della Campania del 16.6.2006, n. 7064. La sentenza, ha dichiarato inammissibile  il  ricorso della San Giorgio per l’annullamento del provvedimento del Dirigente del Settore Finanziario del Comune di Santa Maria Capua Vetere del 16.12.2005, n. 385, di assegnazione, a seguito di gara, del servizio di gestione delle entrate comunali per nove anni alla Società G.O.SAF, S.p.A., in quanto ha accolto il ricorso incidentale proposto dalla società aggiudicataria della gara. 2.- In via preliminare va respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso originario e dell’appello sollevata dalla resistente G.O.SAF. sul rilievo che l’impugnativa è stata proposta dalla sola San Giorgio cioè da una sola impresa dell’A.T.I. costituita dalla Società San Giorgio e dalla Teleservizi, S.p.A. Deve, infatti ritenersi che nel caso in cui ad una gara abbiano partecipato più imprese tra loro collegate per costituirsi in associazione temporanea in caso di aggiudicazione, ciascuna impresa è da ritenere legittimata ad impugnare autonomamente gli atti della procedura di gara. La mancata partecipazione al giudizio delle altre imprese della futura associazione non priva le singole imprese della facoltà di tutelare i propri  interessi in sede giurisdizionale, per quanto siano comuni alla costituenda associazione, con l’unico effetto che l’eventuale accoglimento del ricorso gioverà a tutte le imprese in quanto legate fra loro dal vincolo stretto nella dichiarazione della futura riunione in associazione in vista della comune partecipazione alla gara. Nel merito, l’appello è fondato. Il T.A.R. ha accolto il ricorso incidentale sul rilievo che la Società San Giorgio e la Società Teleservizi avevano presentato,  con la documentazione di partecipazione alla gara, un’autocertificazione con la quale hanno dichiarato di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili di cui alla legge 12.3.1999, n. 68, mentre avrebbero dovuto presentare, in quanto imprese con un numero di dipendenti superiore a quindici, in base al combinato disposto degli artt 3 e 17 di tale legge, anche “l’apposita certificazione rilasciata dagli uffici competenti dalla quale risulti l’ottemperanza alle norme della presente legge, pena l’esclusione”. La pronuncia ha preso in esame l’obiezione opposta dall’attuale appellante che, richiamando l’art. 77 bis del D.P.R. 28.12.2000, come introdotto dall’art. 15 della legge 16.1.2003, n. 3, aveva dedotto che la certificazione richiesta dal citato art. 17 poteva essere sostituito da un’autocertificazione. Il T.A.R. ha rilevato la incompletezza delle due autocertificazioni che si sarebbero limitate ad affermare la regolare posizione delle imprese nei confronti degli obblighi posti dalla legge n. 68, mentre avrebbero dovuto autocertificare anche in merito a quanto previsto dall’art. 9, sesto comma, della stessa legge n. 68. Tale norma pone degli obblighi ai datori di lavoro, pubblici e privati, i quali sono tenuti ad inviare agli uffici competenti i dati relativi al numero complessivo dei dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva, nonché i posti eventualmente disponibili per i lavoratori disabili. Si tratta, quindi, di incombenze poste a carico dei datori di lavoro perché l’amministrazione competente possa accertare se gli stessi sono in regola con le norma sull’avviamento al lavoro dei disabili e sulla possibilità di disporre per l’assunzione di altri lavoratori.