VINCOLI PAESISTICI: I LIMITI DI INTERVENTO DEL MINISTERO



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Solo con la stipula sorge il vincolo tra le parti



































































































REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N.             Reg.Dec. N. 10734  Reg.Ric. ANNO 2001      Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso in appello proposto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Sassari e Nuoro, rappresentati e difesi dall'Avvocatura generale dello Stato presso i cui Uffici sono per legge domiciliati in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12.        contro  Lunardi Ivo, Sestini Graziella in Lunardi e Lunardi Luca, rappresentati e difesi dagli avv.ti Silvio Pinna e Vittorio Biagetti ed elettivamente domiciliati presso lo studio del secondo in Roma, Via A. Bertoloni, n. 35.       e nei confronti del Comune di Palau, in persona del Sindaco pro tempore, n.c. per l'annullamento della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna n. 1071 del 4 ottobre 2001.   Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio degli appellati.            Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Alla pubblica udienza dell’11 giugno 2002 relatore il Consigliere Guido Salemi. Uditi l’avvocato dello Stato Tortora per l’Amministrazione appellante e l’avv. Biagetti per gli appellati.  Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O Con sentenza n. 1071 del 4 ottobre 2001, il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, in accoglimento del ricorso proposto da Lunardi Ivo, Sestini Graziella in Lunardi e Lunardi Luca avverso il decreto n. 128/2001, prot. n. 8931 del 2 maggio 2001, col quale il Soprintendente per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Sassari e Nuoro aveva annullato il parere favorevole prot. n. 210 del 5 gennaio 2001, rilasciato dal Comune di Palau, ai sensi dell’art. 151 del D.Lvo n. 490/1999, con riferimento all’opera abusivamente realizzata in Palau, località “Punta Salvatore”, annullava il decreto impugnato. Il giudice di prime cure riteneva fondato il primo motivo di gravame con cui i ricorrenti avevano dedotto la violazione dell’art. 151, quarto comma, del decreto legislativo n. 490/1999 per il superamento del termine di sessanta giorni richiesto ai fini dell’annullamento dell’autorizzazione regionale o comunale. Pur condividendo, in linea generale, l’assunto dell’Amministrazione resistente secondo il quale il termine previsto per l’esercizio del controllo non inizia a decorrere nel caso in cui la pratica non sia completa, e cioè manchi di un elemento essenziale allo svolgimento dell’attività demandata all’ufficio tutorio, e che in tale ipotesi il termine decadenziale decorre solamente dal ricevimento della necessaria documentazione integrativa, riteneva detto giudice che l’incompletezza della pratica non possa che concernere la mancanza di un documento essenziale che ha formato oggetto del procedimento conclusosi con l’adozione dell’atto assoggettato a controllo ed indebitamente non trasmesso all’Amministrazione statale per gli adempimenti ad essa commessi. Nella specie, il Soprintendente, dopo avere ricevuto dal Comune di Palau, in data 8 gennaio 2001, l’autorizzazione n. 210 del 5 gennaio 2001 rilasciata ai ricorrenti con allegata tutta la documentazione del relativo procedimento amministrativo, aveva, con nota n. 1341 del successivo 21 gennaio 2001, chiesto una “documentazione fotografica relativa allo stato antecedente le opere abusivamente realizzate”. Ad avviso dal T.A.R., tale richiesta, concernendo documentazione qualificabile “non essenziale”, non poteva produrre la sospensione del termine per l’esercizio dell’attività di controllo, con la conseguenza che il decreto di annullamento era da ritenersi illegittimo per tardività. Avverso la summenzionata sentenza hanno proposto appello il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Sassari e Nuoro. Sostengono gli appellanti che la sentenza del giudice di prime cure è errata, in quanto, la richiesta istruttoria della Soprintendenza era dettata dalla necessità, in sede di riesame dell’atto comunale, di procedere al confronto tra la situazione anteriore e gli effetti dell’intervento abusivo che si intendevano consolidare. Resistono al ricorso gli appellati, riproponendo, in caso di accoglimento del motivo di gravame, le doglianze dichiarate assorbite dal giudice di prime cure. Alla pubblica udienza del 25 giugno 2002, il ricorso è stato trattenuto in decisione. D I R I T T O 1. Come si è esposto nelle premesse di fatto, con l’appellata sentenza n. 1071 del 4 ottobre 2001, il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, ha accolto il ricorso proposto da Lunardi Ivo, Sestini Graziella in Lunardi e Lunardi Luca avverso il decreto n. 128/2001, prot. n. 8931 del 2 maggio 2001, col quale il Soprintendente per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Sassari e Nuoro aveva annullato il parere favorevole prot. n. 210 del 5 gennaio 2001, rilasciato dal Comune di Palau, ai sensi dell’art. 151 del D.Lvo n. 490/1999, con riferimento all’opera abusivamente realizzata in Palau, località “Punta Salvatore”, disponendo l’annullamento del decreto impugnato. Ha ritenuto il giudice di prime cure che la richiesta istruttoria della Soprintendenza di documentare con fotografie lo stato dei luoghi antecedente all’intervento edilizio da consentire in via di sanatoria,  concernendo documentazione qualificabile come non essenziale, siccome estranea al procedimento conclusosi con l’adozione dell’atto assoggettato a controllo, non era suscettiva di produrre la sospensione del termine per l’esercizio dell’attività di controllo, con la conseguenza che l’impugnato decreto di annullamento era stato adottato oltre il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 151, comma 4, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490. Tale tesi non può essere condivisa. Come correttamente sostenuto dall’Avvocatura Generale dello Stato, il parere favorevole del Comune di Palau richiama la circostanza che “effettuato il sopralluogo, accertato che …a valle non viene alterato significativamente lo stato dei luoghi, si ritiene l’intervento paesisticamente ammissibile”. Trattandosi, quindi, di parere espresso anche sulla base del confronto tra la situazione anteriore e quella successiva all’intervento, la determinazione della Soprintendenza di disporre la summenzionata integrazione istruttoria era pienamente giustificata e, come tale, idonea ad interrompere il termine perentorio per l’esercizio del potere di annullamento, a ciò non ostando, siccome rientrante in una valutazione di merito, non sindacabile in sede di giurisdizione generale di legittimità, la circostanza che a siffatta verifica, come ritenuto dal T.A.R., l’Amministrazione avrebbe potuto procedere anche mediante sopralluogo. 2. L’accoglimento del motivo di appello comporta il riesame delle censure che, dedotte in primo grado e dichiarate assorbite dal T.A.R., sono state riproposte dagli appellati. 3. Si sostiene, in primo luogo, che la Soprintendenza avrebbe censurato il merito della scelta dal Comune di Palau nel consentire l’intervento edilizio in questione  e la sua compatibilità, sotto il profilo paesistico-ambientale, con l’area su cui lo stesso è localizzato.