VIOLAZIONE DI NORME DI FACILE INTERPRETAZIONE



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SEZIONE SEZIONE ESITO NUMERO ANNO MATERIA PUBBLICAZIONE APPELLI SICILIA Sentenza 101 2010 Responsabilità 29-03-2010 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE D’APPELLO PER LA REGIONE SICILIANA Composta da Dott. Antonino Sancetta                                            presidente Dott. Salvatore Cilia                                                        consigliere Dott. Luciana Savagnone                                          consigliere Dott. Mariano Grillo                                                 consigliere relatore Dott. Giovanni Salvatore Cultrera                                    consigliere ha pronunciato la seguente SENTENZA N. 101/A/2010 sul ricorso in appello in materia di responsabilità amministrativa iscritto al n. 3147 del registro di segreteria presentato dal signor Buzzanca Giuseppe elettivamente domiciliato insieme al suo difensore avvocato Aldo Tigano in Palermo via Trentacoste n. 89 (studio Allotta) per la riforma della sentenza n. 709 del 18 marzo 2009 emessa dalla sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Siciliana. Uditi all’udienza del 25 febbraio 2010 il relatore, consigliere Mariano Grillo, l’avvocato Tigano per la parte appellante, e il vice procuratore generale Salvatore Marcinnò per il pubblico Ministero. Visti gli atti della causa. FATTO Con atto di citazione notificato il 16 giugno 2008, il Procuratore regionale conveniva in giudizio il dott. Buzzanca Giuseppe affermando che lo stesso, quale Presidente della provincia regionale di Messina, aveva attribuito illegittimamente un incarico fiduciario la signor Samuele Mussillo quale consulente esterno per “l’affidamento del servizio di previsione meteorologica” nell’area del territorio provinciale e dello stretto di Messina provocando un danno  di € 11.160,00. Riferiva, in particolare, il Procuratore che la determinazione n.353 del 23.12.2002, con la quale era stato conferito l’incarico, si connotava per un singolare contrasto con la normativa di riferimento e con elementari principi di efficacia ed economicità dell’azione amministrativa in base ai quali qualsiasi esborso di un ente funzionale deve essere giustificato e utile in relazione alle attribuzioni dell’ente medesimo. Al riguardo precisava che la genericità dell’incarico era di per sé incompatibile con qualsiasi concreta utilità e anche con lo stesso titolo giuridico di riferimento, riguardando il comma 11 dell’art. 17  L. 109/94 le attività tecniche e di studio di supporto alle varie fasi del procedimento per la realizzazione di opere pubbliche. In sostanza, secondo la tesi accusatoria, la condotta dell’amministratore integrava non solo gli estremi della colpa grave ma del dolo, risultando il contenuto di detto provvedimento compatibile solo con una consapevolezza di violare i presupposti legali, statutari e regolamentari dell’ “esternalizzazione”. Con sentenza n. 709/2009, la Sezione giurisdizionale di primo grado, in accoglimento della domanda del Procuratore Regionale, condannava il convenuto al pagamento, in favore della Provincia Regionale di Messina, dell’importo dedotto in domanda, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali. Il giudice di primo grado sosteneva che la determinazione n. 353 del 23.12.2002 di conferimento dell’incarico messo in discussione era palesemente connotata da varie carenze e incongruità, in quanto non recava alcuna plausibile e giuridicamente valida dimostrazione dell’effettiva utilità per l’Amministrazione provinciale dell’incarico conferito al Mussillo, limitandosi a richiamare acriticamente la nota con la quale l’ufficio di protezione civile aveva segnalato l’esigenza di acquisire informazioni di maggior dettaglio sulle condizioni meteorologiche del territorio provinciale e ciò nell’ottica dichiarata di un miglioramento dell’organizzazione delle attività in regime di emergenza di competenza della Provincia. Inoltre, aggiunge il Giudice di primo grado,essere noto che le previsioni meteorologiche sono effettuate con strumentazioni tecnologiche avanzatissime da centri specializzati le cui informazioni sono facilmente accessibili a tutti tramite i “mass media” e non comprensibile come potesse ritenersi che il Mussillo – non in possesso di uno specifico titolo di laurea, né in possesso di strumentazione idonea – fosse in grado di fornire informazioni sulle condizioni micro-climatiche di maggior dettaglio, pregio e utilità rispetto a quelle elaborate e diffuse da organi specializzati. Infine i primi Giudici rilevavano che la determinazione predetta era priva di qualsiasi concreta e seria valutazione relativa alla sussistenza dell’elevata e specialistica professionalità  di cui avrebbe dovuto essere in possesso il destinatario dell’incarico i cui elaborati sono consistiti in una mera sintesi delle informazioni e dei dati già diffusi dagli organi specializzati e facilmente accessibili, senza spese, tramite i “mass media”. Il giudice di primo grado, infine, ha ritenuto sussistessero gli estremi per la configurabilità del danno e della responsabilità amministrativa derivanti sia dalla violazione della specifica normativa vigente in materia dei presupposti e dei limiti per il conferimento di incarico esterno all’amministrazione, sia dalla inosservanza dei fondamentali canoni di razionalità, economicità, efficienza ed efficacia che costituiscono limiti esterni all’esercizio della dicrezionalità amministrativa. Avverso questa sentenza, con ricorso depositato il 25 giugno 2009, ha proposto appello il signor Buzzanca, con la difesa dell’avvocato Aldo Tigano. Con un primo motivo lamenta che la corte di primo grado ha ritenuto di dover attribuire un rilievo, per così dire marginale alla relazione sorreggente la determina presidenziale di affidamento dell’incarico, affermando che detta relazione si limitava a evidenziare le particolari condizioni meteorologiche del territorio provinciale, e questo costituisce il primo spetto inficiante la inidonea motivazione che regge la sentenza impugnata. Sostiene  l’appellante che è stata data riduttiva lettura della relazione dell’ufficio di protezione civile che ha fornito tutti gli elementi che giustificano sul piano della legittimità e della valutazione di utilità il conferimento dell’incarico, mentre sottolinea la sommarietà del rilievo contenuto nella sentenza alla possibilità di raccogliere previsioni meteo su internet, a fronte della necessità di valutazione dei dati altrimenti inutili in mancanza di un’attività di analisi e di elaborazione dei dati medesimi. Con un secondo motivo lamenta che la sentenza pecca di insufficiente motivazione derivante da una non completa disamina degli atti, sia per quanto concerne l’attività in concreto svolta e documentata, sia per quanto concerne i requisiti professionali del Mussillo ampiamente documentati dal suo percorso lavorativo e professionale specifico. Sostiene che in presenza dei predetti elementi la qualificazione della colpa grave in capo al dott. Buzzanca appare frutto di una scelta di adesione alle tesi della Procura effettuata ex ante,ma non seriamente giustificabile, anzi macroscopicamente smentita dalle evidenze documentali. Confida infine nella riforma delle erronee valutazioni svolte nella sentenza di primo grado ed in via meramente subordinata e residuale fa istanza di definizione del presente giudizio ai sensi del comma 231 dell’art. 1 della legge finanziaria per il 2006, nella misura del 10% del danno quantificato nella sentenza di primo grado. Con memoria depositata il 26 novembre 2009 la difesa precisa che l’affidamento dell’incarico di “esperto” costituiva attività doverosa e che delle motivazioni tecniche ......