VIZI FORMALI NELL'ATTO AMMINISTRATIVO



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TERMINI PER L'ADOZIONE DEL REGOLAMENTO



































































































REPUBBLICA ITALIANA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Sezione di Lecce – Sez. III                                                                                               Reg. Dec.: 4667/06   Composto da: Dott.                Evasio SPERANZA                             Presidente Dott.                Luigi COSTANTINI                             Componente Dott.                Silvio LOMAZZI                     Componente   Ha pronunciato la seguente SENTENZA Sul ricorso n. 2901 del 2002 proposto da Prete Luigi, rappresentato  e difeso  dall’avv. Prete Luigi con domicilio eletto in Lecce alla P.zza Mazzini, 72; CONTRO Il comune di Porto Cesareo, n,c;   per l’annullamento Del provvedimento n°33 del 27/6/2002, con il quale il responsabile dell’UTC di Porto Cesareo  ha ordinato la demolizione delle opere abusive realizzate alla via 358K, nonché di ogni altro atto comunque connesso presupposto e conseguenziale. Visto il ricorso con i relativi allegati; Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; Visti gli atti tutti della causa; Udita alla pubblica udienza del 21/07/2005, la relazione del Dott. Luigi Costantini; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Il Dirigente dell’UTC di Porto Cesareo, avendo accertato alla via 358/K l’esistenza di opere edilizie realizzate senza il prescritto titolo abilitativo (immobile al piano terra composto da 5 vani  ed accessori),  con provvedimento n°33 del 27/6/2002 intimava al sig. Prete Luigi, in qualità di proprietario, di procedere alla demolizione entro il termine di giorni novanta. Avverso tale determinazione insorge con il presente ricorso il Prete il quale ne deduce l’illegittimità per i seguenti motivi: 1) Violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 107 e 109 del T.U.E.L approvato con D. Lgs. N. 267/2000. Incompetenza. Eccesso di potere; 2) Violazione del combinato disposto degi artt. 4 e 7 L. n. 47/85 e art. 41, V comma, L.R n. 56/80. Violazione e falsa applicazione dell’art. 107 del del T.U.E.L sotto altro profilo. Insufficienza della motivazione. Eccesso di potere. Preliminarmente il ricorrente eccepisce la carenza di legittimazione passiva per non essere stata l’ordinanza di demolizione notificata a tutti i comproprietari del bene. Non si è costituito in giudizio il Comune di Porto Cesareo e all’udienza pubblica del 17/3/05 la causa è stata ritenuta per la decisione.   DIRITTO   Ritiene il collegio di dover innanzitutto respingere l’eccezione di carenza di legittimazione passiva, sollevata dal ricorrente, il quale sostiene che l’ordinanza di demolizione andava notificata a tutti i comproprietari del bene, trattandosi di proprietà indivisa. Secondo una prevalente e condivisibile giurisprudenza, infatti, ai fini della legittimità dell’iter procedurale posto in essere dall’Amministrazione per il ripristino dei valori giuridici offesi dalla realizzazione di un opera abusiva, è sufficiente la notificazione dell’ordinanza di demolizione, così come degli atti meramente consequenziali, ad uno solo dei comproprietari (T.A.R Lazio sez. II ter 22/3/01 n. 2302; T.A.R Veneto II sez. 10/3/03 n. 1763). D’altro canto il comproprietario, destinatario del provvedimento sanzionatorio, non può riconoscersi portatore di un interesse giuridicamente rilevante a dedurre un pregiudizio eventualmente riguardante un altro soggetto (C. Cass. III Sez. pen. 23/1-27/2/03 n. 9225). Nel merito il ricorso si manifesta infondato. Il ricorrente, che non contesta il carattere abusivo delle opere sanzionate, denuncia l’illegittimità del procedimento sanzionatorio sotto due diversi e concorrenti profili. Innanzitutto egli sostiene che l’ordinanza di demolizione impugnata dovrebbe ritenersi affetta dal  vizio di incompetenza, posto che, dal preambolo dell’ordinanza stessa, non sarebbe desumibile l’attribuzione al responsabile dell’U.T.C di un potere riservato ai dirigenti dall’art. 107 del T.U.E.L. In secondo luogo osserva come nella fattispecie in esame l’ordine di demolizione sia stato emesso, in contrasto con i principi generali che regolano l’agire amministrativo, dallo stesso organo cui l’art. 41 della L.R n. 56/80 assegna la specifica funzione consultiva. Entrambi i rilievi sono infondati. Per quanto riguarda il primo non è dubbio che, nei comuni privi di qualifica dirigenziale, le funzioni di cui all’art 107 del T.U.E.L possano essere attribuite, come previsto dal successivo art. 109,  ai responsabili degli uffici con provvedimento motivato del Sindaco Tuttavia, la presunzione di legittimità dell’atto amministrativo esclude che l’atto stesso debba necessariamente contenere specifica indicazione della fonte attributiva del potere di volta in volta esercitato. Sicchè, la competenza dell’organo non può essere contestata sulla base di generiche ed apodittiche affermazioni, ma attraverso validi elementi che nella specie, sia pur facilmente acquisibili, il ricorrente ha ritenuto di non dover fornire. Per quanto riguarda poi la lamentata confusione tra amministrazione attiva e consultiva è sufficiente rilevare che l’ingiunzione a demolire opere edilizie abusive rientra, per le sue caratteristiche di contenuto e funzionali, nel concetto di gestione amministrativa riservata dalla L. n. 142/90 ai dirigenti (T.A.R. Umbria 15/1/01 n. 17); sicchè, il parere previsto dalla legge regionale pugliese, tenuto conto della sua natura essenzialmente tecnica, resta comunque distinto e quindi compatibile con l’attività che lo stesso organo consultivo è chiamato a svolgere sul piano gestionale. Infine occorre ribadire che presupposto per l’adozione dell’ordinanza di demolizione di opere abusive è soltanto la constatata esecuzione dell’opera in totale conformità dalla concessione o in assenza della medesima e, pertanto, ricorrendo tale condizione l’atto impugnato, quale atto dovuto, è da ritenersi sufficientemente motivato con l’affermazione dell’accertata abusività dell’opera (Cons. St. V sez. 19/3/99 n. 286; T.R.G.A Trentino-Alto Adige 22/3/04 n. 118)  Per le suesposte considerazioni l’operato dell’Amministrazione va riconosciuto immune dai vizi denunciati e, conseguentemente, il ricorso deve essere rigettato. Nulla va disposto in ordine alle spese di giudizio, stante la mancata costituzione in giudizio dell’Ente intimato.  P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, III Sezione – Lecce Respinge il ricorso in epigrafe. Nulla per le spese di giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità Amministrativa. Così deciso in Lecce, nella Camera di Consiglio del 21/7/2005.   Pres.    Dott. Evasio SPERANZA           Est.      Dott. Luigi COSTANTINI